✕

Metal detector a scuola, ecco la circolare dei ministri dell’Istruzione e dell’Interno

(ansa)
Le disposizioni di sicurezza per prevenire il possesso o l’introduzione di armi
2 minuti di lettura

Il controllo all’ingresso degli istituti scolastici, l’uso di metal detector mobili per evitare che nelle classi entrino coltelli e altre armi, Comitati per l’ordine e la sicurezza ad hoc con la partecipazione di servizi sanitari e sociali e la possibile inclusione temporanea degli istituti scolastici Piani di controllo coordinato del territorio. Questo prevede in sintesi la circolare firmata dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il collega all’Interno, Matteo Piantedosi. Una norma annunciata all’indomani dell’accoltellamento di un ragazzo giovanissimo in un liceo di La Spezia, Abanoub Youssef.

«Per favorire il più efficace raccordo delle iniziative volte a prevenire ogni forma di illegalità presso gli istituti scolastici – si legge – i prefetti…

Il controllo all’ingresso degli istituti scolastici, l’uso di metal detector mobili per evitare che nelle classi entrino coltelli e altre armi, Comitati per l’ordine e la sicurezza ad hoc con la partecipazione di servizi sanitari e sociali e la possibile inclusione temporanea degli istituti scolastici Piani di controllo coordinato del territorio. Questo prevede in sintesi la circolare firmata dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il collega all’Interno, Matteo Piantedosi. Una norma annunciata all’indomani dell’accoltellamento di un ragazzo giovanissimo in un liceo di La Spezia, Abanoub Youssef.

«Per favorire il più efficace raccordo delle iniziative volte a prevenire ogni forma di illegalità presso gli istituti scolastici – si legge – i prefetti, d’intesa con i dirigenti scolastici regionali, convocheranno apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Ai comitati potranno essere coinvolti i referenti di strutture sanitarie e servizi sociali nonché quelli delle altre realtà istituzionali e territoriali interessate».

Riguardo ai controlli di sicurezza, «tenuto conto della delicatezza del tema e della necessità di un approccio quanto mai prudente ed equilibrato, potrà valutarsi per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità – come nel caso di comportamenti violenti all’esterno degli stessi, spaccio di stupefacenti, segnalati e reiterati atti di bullismo –, secondo un livello di intervento crescente, la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione di controlli mirati».

E «nelle situazioni più gravi, previe intese e su richiesta dei presidi interessati, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuto necessario per prevenire il possesso o l’introduzione di armi». Cioè i metal detector.

Le attività di controllo saranno affidate alle sole forze dell’ordine e mai a presidi e prof.

Previsto anche un «sistema strutturato di monitoraggio che consentirà di verificare le ricadute» delle misure adottate. I prefetti dovranno trasmettere periodicamente al Gabinetto e al Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’interno informazioni «sulle principali iniziative che saranno promosse, sugli strumenti di prevenzione e controllo adottati, sulle forme di collaborazione attivate con le istituzioni scolastiche e sugli esiti riscontrati in termini di riduzione dei rischi e rafforzamento della percezione di sicurezza».

«La scuola – scrivono i ministri – è il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto di ogni forma di violenza. La formazione dei nostri giovani e il lavoro del personale scolastico devono inoltre poter avvenire in condizioni di assoluta sicurezza. La sicurezza è la condizione della autentica libertà. D’altro canto, il compimento di gravi atti di violenza tra giovani, il rinvenimento di armi o di altri oggetti atti ad offendere all’interno o nelle immediate vicinanze degli istituti scolastici, nonché la presenza di fenomeni di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nelle aree frequentate dagli studenti hanno fatto emergere come anche la scuola risenta delle dinamiche di disagio, marginalità e illegalità che attraversano il tessuto sociale, richiedendo una risposta istituzionale coordinata.

E dunque, concludono «le iniziative di prevenzione sociale ed educativa trovano un necessario sostegno nella certezza delle regole e nella capacità delle istituzioni di intervenire con prontezza laddove emergano situazioni di rischio, evitando che comportamenti pericolosi o illegali si consolidino o degenerino».

Leggi i commenti