L’obbligo del consenso informato per i tatuatori è stato deciso anche per fare prevenzione del melanoma, patologia alla quale la legge in discussione alle camere è dedicata.
Quali sono gli aspetti positivi del consenso informato?
Secondo Giovanni Pellacani, presidente della società italiana di dermatologia (Sidemast) “tra i pro c’è il fatto che comunque tatuare è una procedura. Viene iniettato qualcosa sulla pelle che resta tutta la vita, quindi prima di farlo è giusto spiegare bene anche questo aspetto. Talvolta, inoltre, anche se raramente, possono esserci reazioni locali, o comunque infiammazione, quindi è giusto illustrare nel consenso, ad esempio, quanto ci vuole a risolverla”.
Ci sono lati negativi nella novità?
Sempre il dermatologo sottolinea che “c’è più burocrazia. Il consenso di ogni cliente deve essere conservato, firmato, e un tatuatore non è un medico, abituato a queste procedure. Poi va ricordato che il consenso potrebbe generare false sicurezze, sembrare una liberator…
L’obbligo del consenso informato per i tatuatori è stato deciso anche per fare prevenzione del melanoma, patologia alla quale la legge in discussione alle camere è dedicata.
Quali sono gli aspetti positivi del consenso informato?
Secondo Giovanni Pellacani, presidente della società italiana di dermatologia (Sidemast) “tra i pro c’è il fatto che comunque tatuare è una procedura. Viene iniettato qualcosa sulla pelle che resta tutta la vita, quindi prima di farlo è giusto spiegare bene anche questo aspetto. Talvolta, inoltre, anche se raramente, possono esserci reazioni locali, o comunque infiammazione, quindi è giusto illustrare nel consenso, ad esempio, quanto ci vuole a risolverla”.
Ci sono lati negativi nella novità?
Sempre il dermatologo sottolinea che “c’è più burocrazia. Il consenso di ogni cliente deve essere conservato, firmato, e un tatuatore non è un medico, abituato a queste procedure. Poi va ricordato che il consenso potrebbe generare false sicurezze, sembrare una liberatoria rispetto ad eventuali danni anche se non lo è. Come sanno bene i medici, non solleva da responsabilità per eventuali danni”.
Le iniezioni di inchiostro su un neo possono essere pericolose?
Per il dottor Pellacani, no. “Non è un problema “pungere” un neo con l’ago”, non è quello che fa nascere il melanoma. E del resto, quando ci si ferisce per sbaglio in neo non bisogna temere, va disinfettata l’area e aspettare che si rimargini”. Da questo punto di vista, quindi, non c’è da preoccuparsi.
In che senso illustrare nel consenso la procedura per il tatuaggio può essere utile per prevenire il melanoma?
Perché dover stilare e firmare il consenso serve anche a sensibilizzare i tatuatori su come lavorare. Per Pellacani, “i professionisti, ma anche i loro clienti, vanno informati sull’importanza di non coprire i nei. Questa è una regola d’oro: se metto la tintura sopra un neo, cosa di per sé non pericolosa, rendo impossibile capire in futuro se cambia in qualche modo, cosa che potrebbe essere segnale della nascita di un melanoma. E così non posso fare prevenzione di questo tumore”, spiega il medico.
Tatuare dove non ci sono nei è rischioso?
Tendenzialmente no, anche se Pellacani spiega che “visto che il 70% dei melanomi si presenta in zone del corpo dove non c’erano nei, è meglio non dipingere di scuro aree troppo vaste della pelle, sempre perché in un futuro proprio in quei punti si potrebbe sviluppare un melanoma, che sarebbe impossibile da vedere. Meglio quindi fare tatuaggi che prevedono piccole linee di inchiostro sulla pelle. Detto questo, dipende anche dal tipo di cliente. Dipingere vaste zone di nero è più pericoloso per chi ha almeno 50 nei, meno per gli altri”.