Parolin: “Inaccettabili le violenze degli agenti Ice a Minneapolis”
di Iacopo ScaramuzziIl cardinale Pietro Parolin bolla come inaccettabili le violenze degli agenti dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) a Minneapolis. “La posizione della Santa Sede è sempre per evitare qualsiasi tipo di violenza, non possiamo accettare episodi del genere”, ha detto il Segretario di Stato vaticano interpellato dai giornalisti a margine di un evento all’università Lumsa di Roma. “Le difficoltà, i problemi, le contraddizioni si risolvono in altro modo”, ha aggiunto Parolin.
Agenti dell’Ice a Milano
Il porporato veneto non è voluto entrare nelle polemiche sorte attorno alla presenza di agenti delle frontiere statunitensi al seguito della delegazione Usa alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina: “Ci sono polemiche, noi non ci entriamo”, ha detto. Questione sulla quale si è espresso il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi, che, in occasione di una conferenza stampa per la conclusione del consiglio episcopale permanente ha dichiarato: “In generale ci auguriamo ch…
Il cardinale Pietro Parolin bolla come inaccettabili le violenze degli agenti dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) a Minneapolis. “La posizione della Santa Sede è sempre per evitare qualsiasi tipo di violenza, non possiamo accettare episodi del genere”, ha detto il Segretario di Stato vaticano interpellato dai giornalisti a margine di un evento all’università Lumsa di Roma. “Le difficoltà, i problemi, le contraddizioni si risolvono in altro modo”, ha aggiunto Parolin.
Agenti dell’Ice a Milano
Il porporato veneto non è voluto entrare nelle polemiche sorte attorno alla presenza di agenti delle frontiere statunitensi al seguito della delegazione Usa alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina: “Ci sono polemiche, noi non ci entriamo”, ha detto. Questione sulla quale si è espresso il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi, che, in occasione di una conferenza stampa per la conclusione del consiglio episcopale permanente ha dichiarato: “In generale ci auguriamo che il rispetto dell'ordine pubblico sia assicurato il più possibile dalle autorità nostre”.
Board of peace e “criticità”
Parolin è tornato sull’invito rivolto anche alla Santa Sede dalla Casa Bianca per entrare nel “Board of peace” di Donald Trump. “Di fronte a questa proposta c'erano dei punti critici che dovevano essere presi in considerazione in vista di una risposta”, ha sottolineato rispondendo ai giornalisti che riportavano la richiesta dell’associazione dei “Preti contro il genocidio” di rifiutare l’invito. "La risposta non è ancora stata data”, ha spiegato Parolin, “credo che non si può dimenticare le criticità di questo piano". Il Segretario di Stato ha peraltro anche riferito che nel corso del suo recente viaggio in Danimarca, dove lo ha inviato il Papa per le celebrazioni del XII centenario dell’inizio della missione di Sant’Ansgar, si è tra l’altro intrattenuto con il ministro degli Esteri Lars Lokke Rasmussen, che lo ha aggiornato sui contatti con Washington dopo le esternazioni di Trump sulla Groenlandia: tra Stati Uniti e Danimarca si andrebbe verso "un accordo", ha riassunto Parolin, "speriamo che sia così".
L’ospedale di padre Pio
Sempre a margine della presentazione del libro "Impresa e società. Le Persone intelligenti fanno il Bene" di Tullio Chiminazzo, fondatore del Movimento delle Scuole "Etica ed Economia", Parolin ha risposto anche a chi domandava dei possibili tagli all’ospedale Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo, di proprietà della Santa Sede, spiegando: “Stiamo tentando in tutti i modi di risolvere il problema e aiutare l’ospedale a uscire dalle difficoltà in cui si trova”. Parolin ha assicurato che consulterà il consiglio di amministrazione del nosocomio tenendo presente “la preoccupazione dei lavoratori”.