L’unica cosa certa è l’incontro, a metà febbraio, tra i magistrati della Procura di Roma (che potranno essere accompagnati dagli investigatori a cui è stato affidato il fascicolo aperto a piazzale Clodio) e i colleghi della Procura di Sion. Oggetto, la documentazione da poter condividere per la rogatoria formalmente avanzata dai pm italiani. Poi i magistrati romani potranno iscrivere nel registro degli indagati i proprietari del Le Constellation ed eventuali responsabili dei mancati controlli.
Ma per sapere se l’altra e ben più forte richiesta arrivata da Roma, e cioè la costituzione di una squadra investigativa comune incaricata di portare avanti le indagini coordinate dai magistrati italiani, si dovrà attendere. Le autorità giudiziarie del Cantone domani prenderanno in carico la richiesta italiana ma non è affatto scontato che la risposta sia positiva. Anche perché — hanno fatto notare in queste ore diversi giuristi elvetici — la convenzione di collaborazione giudiziaria firmata d…
L’unica cosa certa è l’incontro, a metà febbraio, tra i magistrati della Procura di Roma (che potranno essere accompagnati dagli investigatori a cui è stato affidato il fascicolo aperto a piazzale Clodio) e i colleghi della Procura di Sion. Oggetto, la documentazione da poter condividere per la rogatoria formalmente avanzata dai pm italiani. Poi i magistrati romani potranno iscrivere nel registro degli indagati i proprietari del Le Constellation ed eventuali responsabili dei mancati controlli.
Ma per sapere se l’altra e ben più forte richiesta arrivata da Roma, e cioè la costituzione di una squadra investigativa comune incaricata di portare avanti le indagini coordinate dai magistrati italiani, si dovrà attendere. Le autorità giudiziarie del Cantone domani prenderanno in carico la richiesta italiana ma non è affatto scontato che la risposta sia positiva. Anche perché — hanno fatto notare in queste ore diversi giuristi elvetici — la convenzione di collaborazione giudiziaria firmata da Italia e Svizzera prevede l’istituzione di pool di investigatori ma in caso di inchieste su crimini transnazionali e non, come per Crans, per fatti di esclusiva competenza nazionale.
Ecco perché la Farnesina predica cautela, continua a mantenere a Roma l’ambasciatore italiano a Berna Gianlorenzo Cornado e prova a tessere una fitta tela diplomatica ben consapevole che, soprattutto negli ultimi giorni, sta montando in Svizzera un forte sentimento di insofferenza contro le critiche arrivate da Roma alla conduzione dell’inchiesta e contro quello che viene comunque considerato un tentativo di condizionamento politico all’indipendenza del potere della magistratura elvetica.
Ieri parlamentari svizzeri di tutto l’arco politico hanno criticato le prese di posizione italiane. Secondo la socialista Jessica Jaccoud si tratta di «minacce davvero significative allo stato di diritto davanti alle quali la Svizzera deve rimanere molto ferma in quanto la separazione dei poteri non è solo qualcosa che ci fa comodo ma è un principio fondamentale dello stato di diritto». Secondo Mauro Poggia, esponente del Movimento dei cittadini ginevrini «sostenere che la giustizia non viene applicata correttamente e che l’Italia dovrebbe intervenire per aiutarci a fare giustizia è un insulto». Per questo i centristi chiedono al ministero degli Esteri di convocare l’ambasciatore italiano per chiarire la sua posizione con una nota diplomatica.