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Famiglia nel bosco, prima perizia psichiatrica sui genitori. I legali: “Ricongiungimento possibile”

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Lo psichiatra Cantelmi: “Oggi un ottimo colloquio, dopo tanti errori. La situazione è urgente, potrebbe provocare danni ai piccoli”
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L’AQUILA – Mano nella mano, lui, Nathan Trevallion, l’ormai famosa palandrana marrone, lei, la moglie Catherine Birmingham, davvero provata in volto, entrano nel Palazzo Mainetti dell’Aquila ristrutturato di punto e salgono – sono le 15,45 – il dedalo di scale che li porterà alla prima perizia psichiatrica e genitoriale della loro vita. “Sorry”, non vuole parlare Cate. Dopo due ore e mezza di colloquio è l’avvocata Danila Solinas a dire a Repubblica: “E’ stato un ottimo incontro, abbiamo finalmente riscontrato la disponibilità all’ascolto. La possibilità di un ricongiungimento a breve di tutta la famiglia adesso c’è”.

Gli ultimi giorni sono stati molto difficili, per i genitori e soprattutto per i tre figli. Li riassume sul corso centr…

L’AQUILA – Mano nella mano, lui, Nathan Trevallion, l’ormai famosa palandrana marrone, lei, la moglie Catherine Birmingham, davvero provata in volto, entrano nel Palazzo Mainetti dell’Aquila ristrutturato di punto e salgono – sono le 15,45 – il dedalo di scale che li porterà alla prima perizia psichiatrica e genitoriale della loro vita. “Sorry”, non vuole parlare Cate. Dopo due ore e mezza di colloquio è l’avvocata Danila Solinas a dire a Repubblica: “E’ stato un ottimo incontro, abbiamo finalmente riscontrato la disponibilità all’ascolto. La possibilità di un ricongiungimento a breve di tutta la famiglia adesso c’è”.

Gli ultimi giorni sono stati molto difficili, per i genitori e soprattutto per i tre figli. Li riassume sul corso centrale dell’Aquila lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa: "La situazione è molto dura, di più, è urgente. Per i bambini siamo davvero preoccupati, i racconti dei loro genitori sono pesanti, dolorosi, ma questa volta c’è una novità che ci rincuora. La perizia è stata attenta alle sfumature e ha consentito ai genitori che vivono nella natura di mostrare la loro grandezza. Sono stati disponibili e aperti. Credo che questo messaggio arriverà al Tribunale dei minorenni e spero che i tempi tecnici di un accertamento questa volta possano tenere conto del dolore dei bambini e del dolore di tutti”.

Bambini nel bosco, lo psichiatra Cantelmi: "Preoccupati per i bambini, il problema è urgente"

Spiega ancora il professor Cantelmi che, comunque, Nathan e Catherine si sono presentati al test "con molta disponibilità e dopo troppi errori commessi da entrambe le parti, ora si può tornare a un lavoro svolto insieme per il bene della famiglia”.

Era stata l’ausiliaria della psichiatra Simona Ceccoli, la dottoressa Valentina Garrapetta, a spiegare nel primo pomeriggio che per una perizia familiare “non è pensabile un periodo inferiore ai quattro mesi”. Poi ha sottolineato, comunque: “Stiamo agendo per il bene dei piccoli”. All’uscita la convinzione che tutto possa risolversi – magari con un ritorno controllato nella casa in comodato di Palmoli – decisamente prima di maggio, è diventato patrimonio condiviso.

Tre venerdì di test, poi toccherà ai piccoli

E’ stato il primo venerdì per i tre test previsti sui genitori. Quello di oggi lo ha seguito anche la psicologa della difesa, Martina Aiello, con il controllo dei due avvocati, Marco Femminella e Danila Solinas. Con una settimana di ritardo, sono stati arruolati anche i due traduttori, questo per far comprendere a Nathan e Cate ogni interrogazione nella loro lingua madre, l’inglese. Chiusa la fase genitoriale, inizieranno in struttura le perizie sui gemelli di sei anni e sulla maggiore di otto.

"Percorso possibile in 40 giorni”

Prima di questa perizia, lo staff di difesa, e anche i genitori, stavano ipotizzando la possibilità di abbracciare la linea dura nel confronto con la magistratura e con i funzionari che stavano gestendo il caso della famiglia anglosassone separata. Non era possibile che, in nome delle regole interne alla struttura protetta, ogni richiesta della madre e dei bambini diventasse un “no”: le telefonate ai nonni, gli incontri con alcuni coetanei esterni alla struttura. Non era possibile che ogni nuova documentazione portata al Tribunale ricevesse un’attenzione ritardata e attivasse risposte – sempre negative - di due righe.

Anche quest’ultimo percorso di verifica delle attitudini genitoriali, era la convinzione della difesa, avrebbe potuto realizzarsi in quaranta giorni, mentre la macchina burocratica giudiziale ha voluto dilatare i tempi, per scelta e per alcuni svarioni (il ritardo dei traduttori, appunto). Il primo colloquio di questo tardo pomeriggio all’Aquila ha acceso la speranza di una soluzione possibile entro un perimetro proprio di quaranta giorni

La lettera contro la tutrice

Dopo l’esposto dei legali contro l’assistente sociale Veruska D’Angelo, considerata pregiudizialmente ostile verso lo stile di vita “fuori rete” della famiglia, arriveranno altre due iniziative di contrasto, ma queste ultime sono esterne allo studio legale. Dal mondo cattolico è partita una lettera in dodici punti in cui si chiede la rimozione della tutrice, l’avvocata Maria Luisa Palladino, “perché non ha adempiuto ai suoi doveri”. E alcune associazioni a difesa della famiglia nel bosco hanno incaricato due avvocati, di Roma e di Vasto, di fare un controllo sui bilanci della fondazione che gestisce la struttura protetta in provincia di Chieti.

Domani una nuova fiaccolata di solidarietà si terrà a Palmoli, il comune dove risiede il padre Nathan.

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