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Maturità 2026. “Ragazzi, i numeri aiutano a formare il pensiero critico”

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L’intervista a Giuseppe Fiamingo, professore di matematica e fisica all’Istituto Galluppi di Tropea: “Stimola curiosità e sviluppa il pensiero critico, oltre a gestire le complessità. Bisogna pensarla come materia che aiuta a risolvere i problemi nel mondo”
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All’uscita delle materie per il prossimo esame di Maturità, i professori spiegano, alcuni studenti esultano mentre altri si disperano. Merito della matematica, disciplina protagonista di questo 2026 e presente, nella prova orale, anche al liceo classico. «Mi aspettavo qualcosa a che fare con la fisica, ma evidentemente abbiamo ancora del lavoro da fare», racconta Giuseppe Fiamingo, professore di matematica e fisica all’Istituto Galluppi di Tropea: vincitore nel 2024 del premio Atlante come migliore insegnante italiano; e finalista, nel 2025, del GEMS Education Global Teacher Prize per il suo impegno educativo e i progetti innovativi che hanno coinvolto studenti, università e centri di ricerca.

Perché gli studenti del classico sembrano p…

All’uscita delle materie per il prossimo esame di Maturità, i professori spiegano, alcuni studenti esultano mentre altri si disperano. Merito della matematica, disciplina protagonista di questo 2026 e presente, nella prova orale, anche al liceo classico. «Mi aspettavo qualcosa a che fare con la fisica, ma evidentemente abbiamo ancora del lavoro da fare», racconta Giuseppe Fiamingo, professore di matematica e fisica all’Istituto Galluppi di Tropea: vincitore nel 2024 del premio Atlante come migliore insegnante italiano; e finalista, nel 2025, del GEMS Education Global Teacher Prize per il suo impegno educativo e i progetti innovativi che hanno coinvolto studenti, università e centri di ricerca.

Perché gli studenti del classico sembrano preoccupati?

«Quando sento parlare di matematica, c'è sicuramente tensione e preoccupazione. Il segreto è non viverla come una materia mnemonica, ma affrontarla con un metodo. Allora la prova diventa un’occasione per dimostrare quali sono le competenze reali. In questo senso la matematica è uno strumento culturale, che valorizza l’interconnessione tra tutte le discipline. Bisogna pensarla come la materia che aiuta a risolvere i problemi nel mondo».

Come può dialogare con le materie umanistiche?

«Stimola la curiosità e sviluppa il pensiero critico, oltre a gestire le complessità. Sto realizzando un progetto con gli studenti, il Can Sat. L’obiettivo è quello di lanciare un razzo in maniera verticale a un chilometro di altezza e misurare l’inquinamento dell’aria. Analizzando i dati e creando gli algoritmi, gli studenti si trovano a studiare la medicina, l’ambiente, la geografia. Ecco l’interconnessione tra le materie, ecco perché è necessario che dialoghino tra di loro. Pensiamo anche solo alla Divina Commedia: un’opera sorretta da una struttura matematica rigorosa, fondata su numeri simbolici, simmetrie e proporzioni che ne organizzano l’intero impianto poetico. O, ancora, alla prospettiva rinascimentale. Insomma, la matematica a volte non è l’alternativa alle discipline umanistiche, ma ne costituisce la struttura invisibile».

Quali suggerimenti darebbe per affrontare con successo la prova?

«Studiare con metodo. Allenare il pensiero, non solo la memoria, sfruttando schemi e grafici. Comprendere bene i concetti, memorizzare le formule, ma soprattutto studiare partendo da piccoli esempi, risolvendo esercizi e riflettendo su quello che si fa sui passaggi».

Come vede la decisione di lasciare solo quattro materie all’orale?

«Positivamente. Consente una preparazione più mirata, riduce lo stress dei ragazzi e sicuramente valorizza la specificità di ciascun indirizzo di studio. La nuova riforma ha anche introdotto elementi importanti come la valorizzazione del curriculum dello studente: non si guardano più solo i voti, ma anche le competenze ed esperienze che lo studente ha maturato nel corso dei cinque anni».

Come dovrebbe essere l’esame di maturità ideale?

«Non dovrebbe misurare solo le nozioni, ma la capacità di pensare. Metterei sempre al centro il pensiero critico, il ragionamento logico, la creatività e – soprattutto – una comunicazione chiara. Quindi prove che valorizzino progetti concreti ed esperienze interdisciplinari. E che premi, soprattutto, chi sa applicare ciò che ha imparato per capire la realtà e agire con responsabilità».

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