Tarli, inchiostro, topi: l’Agenda Graphic della Biblioteca Vaticana esorcizza i pericoli per i libri
di Iacopo ScaramuzziSe un piccolissimo tarlo può rappresentare un rischio gigantesco, altrettanto letale può essere un topo, tanto che il Petrarca teneva un gatto in biblioteca per dare la caccia ai roditori. Ma anche i felini “infestano le librerie col natural loro vezzo di aguzzarsi l’ugne principalmente sulle carte, godendo di quel fragore che in ciò da essere si forma, graffiandole spesso malamente: e colla loro persilente orina”, scriveva nel Settecento lo stampatore e bibliofilo Gaetano Volpi. È a partire dalle sue annotazioni che ha preso spunto la Biblioteca Apostolica Vaticana per l’agenda 2026, volume che inframezza il passare dei giorni e delle settimane con le illustrazioni di Beppe Giacobbe per raffigurare con stile ironico e onirico i terribili rischi a cui da sempre vanno incontro i libri.
Opere di 2000 anni fa
“Per noi la domanda di quanto dura un libro è cruciale, siamo dediti alla conservazione da 500 anni e abbiamo un pa…
Se un piccolissimo tarlo può rappresentare un rischio gigantesco, altrettanto letale può essere un topo, tanto che il Petrarca teneva un gatto in biblioteca per dare la caccia ai roditori. Ma anche i felini “infestano le librerie col natural loro vezzo di aguzzarsi l’ugne principalmente sulle carte, godendo di quel fragore che in ciò da essere si forma, graffiandole spesso malamente: e colla loro persilente orina”, scriveva nel Settecento lo stampatore e bibliofilo Gaetano Volpi. È a partire dalle sue annotazioni che ha preso spunto la Biblioteca Apostolica Vaticana per l’agenda 2026, volume che inframezza il passare dei giorni e delle settimane con le illustrazioni di Beppe Giacobbe per raffigurare con stile ironico e onirico i terribili rischi a cui da sempre vanno incontro i libri.
Opere di 2000 anni fa
“Per noi la domanda di quanto dura un libro è cruciale, siamo dediti alla conservazione da 500 anni e abbiamo un patrimonio secolare, custodiamo anche opere di 2.000 anni fa”, spiega don Giacomo Cardinali, viceprefetto della Biblioteca Vaticana. Un buchino fatto da un tarlo è una tragedia, l’umidità romana o la luce del sole possono provocare una catastrofe. “Il libro è un oggetto fragile, soffre di ostilità su tutti i fronti”, spiega don Cardinali, “e le tavole di Beppe Giacobbe, con la sua vena ironica, sorniona, apocalittica, ci aiuta a esorcizzare un po’ le nostre paure”. La copertina dell’agenda 2026 presenta un buco tondo vero e proprio, come se a produrlo fosse stato un tarlo.
Un oggetto di culto
Da anni ormai l’agenda della Biblioteca Apostolica Vaticana è quasi un oggetto di culto, sicuramente da collezione. L’idea di fondo è fare interagire il prezioso patrimonio librario dell’antica istituzione e la vena creativa di un artista contemporaneo. L’edizione del 2023 fu affidata all’estro della olandese Irma Boom, che creò un volume fosforescente, con legatura giapponese e le fasi lunari di Galileo: l’opera fece un certo scalpore, anche dentro le mura vaticane, e per calmare le acque l’anno dopo si optò per una più tranquilla rassegna di fontane di Roma. L’anno scorso una nuova ventata di creatività: la biblioteca vaticana contattò Kristjana Williams, illustratrice e graphic artist autrice, tra l’altro, delle confezioni di una storica casa di profumi inglese, Penhaligon’s, e ne sono venute fuori tavole ricchissime e coloratissime che hanno elaborato il tema del viaggio, giocando di rimando con le carte geografiche conservate oltre le mura Leonine.
“Del furore di avere libri”
Quest’anno l’agenda mette a tema i pericoli dei libri e le fobie dei librai a partire dal saggio scritto nel 1756 a Padova da Gaetano Volpi, “Del furore d’aver libri”, a conclusione di una vita da editore e stampatore. “Acqua, cera, inchiostri, piegature, animali e bambini diventano l'inferno del bibliofilo”, ha scritto Beppe Giacobbe, noto illustratore, impegnato politicamente, che trascorre la sua vita tra Milano e Venezia. Il materiale di base sono documenti conservati in Vaticano che l’artista ha elaborato con libera creatività. “Vedere e ingrandire sul monitor le antiche carte custodite dalla Biblioteca Vaticana mi ha permesso di entrarci dentro rimanendo affascinato dalla bellezza astratta che disegnano i tarli scavando gallerie tra le pagine, dalle forme delle macchie fatte da muffe e batteri. Uno strappo, un graffio, un alone di unto, uno schizzo di inchiostro sono l’incidente che rovina ma che al tempo stesso crea nuove forme, colori e immagini. Ho lavorato come fossi un insetto ingolosito da questi materiali preziosi e bellissimi, mi sono trasformato in una macchia che copre il testo, sono diventato un’impronta digitale che marchia la carta, mi sono sdraiato come una foglia abbandonata tra due pagine”.
Ingigantire e esorcizzare
Ne è venuta fuori una rassegna immaginifica di pericoli da ingigantire, temere, esorcizzare. “Con l’occhio lungo dello studioso, il savoir-faire del bibliotecario zelante e le manie di un amante geloso, il Volpi trasporta il lettore sulla scena di un film horror”, scrive nell’introduzione monsignor Giovanni Cesare Pagazzi, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, “dove perfino minuscoli parassiti acquistano dimensioni titaniche, sostenute da voracità insaziabile. Tutto diventa iperbolico, compreso lo spavento, e perciò anche simpatico e autoironico. Se parlare dei nemici innesca l'autoironia – merce preziosa e rarissima – i nemici stessi diventano varchi che introducono a opportunità impensate, a immaginazioni inedite”.