È morto sabato all’ospedale universitario di Zurigo dopo un’agonia durata un mese. Alexis Bollag aveva 18 anni e giocava a basket nelle giovanili del Pully Lausanne, club professionistico iscritto alla Swiss Basketball League. I suoi allenatori lo descrivono come “una piccola grande stella”, una “vera promessa del basket elvetico”. Il destino della 41esima vittima della strage di Capodanno dentro Le Constellation, comunicato domenica dalla procura di Sion, sta commuovendo la Svizzera. La sua famiglia ha lottato con lui per quattro settimane, senza abbandonarlo un minuto, contro le ustioni devastanti riportate nel rogo. Sui social i suoi compagni di squadra delle Foxes e gli amici di Lutry, il suo paese, lo ricordano come “un ragazzo eccezionale, il più generoso tra noi”.
La decima vittima di Lutry
Alexis è la decima vittima di Lutry, centro di diecimila abitanti affacciato sul lago di Ginevra, alla periferia di Losanna.…
È morto sabato all’ospedale universitario di Zurigo dopo un’agonia durata un mese. Alexis Bollag aveva 18 anni e giocava a basket nelle giovanili del Pully Lausanne, club professionistico iscritto alla Swiss Basketball League. I suoi allenatori lo descrivono come “una piccola grande stella”, una “vera promessa del basket elvetico”. Il destino della 41esima vittima della strage di Capodanno dentro Le Constellation, comunicato domenica dalla procura di Sion, sta commuovendo la Svizzera. La sua famiglia ha lottato con lui per quattro settimane, senza abbandonarlo un minuto, contro le ustioni devastanti riportate nel rogo. Sui social i suoi compagni di squadra delle Foxes e gli amici di Lutry, il suo paese, lo ricordano come “un ragazzo eccezionale, il più generoso tra noi”.
La decima vittima di Lutry
Alexis è la decima vittima di Lutry, centro di diecimila abitanti affacciato sul lago di Ginevra, alla periferia di Losanna. Dieci vittime svizzere su 23 erano originarie di Lutry, divenuto il luogo simbolo del massacro di Crans-Montana. Proprio nel paese che ha perso una generazione di ragazzi, sabato pomeriggio si sono riunite quasi duemila persone per una marcia silenziosa che ha chiesto “verità e giustizia” alla procura, alle autorità comunali di Crans, ai governi cantonali e confederali. Amici e genitori delle vittime hanno denunciato “inerzia e omertà politica, inspiegabili omissioni da parte dei magistrati che conducono l’inchiesta”.
Il batterio
A uccidere Alexis Bollag, secondo la stampa di Zurigo, sarebbe stato un batterio contratto nella clinica universitaria. Si chiama Acinetobacter Baumannii, è resistente agli antibiotici e colpisce spesso i grandi ustionati. Con oltre il 50% del corpo ustionato le barriere immunitarie crollano e le infezioni diventano il rischio più insidioso per la sopravvivenza. Sarebbero quattro i feriti dentro le Constellation, nelle ultime quattro settimane, ad aver contratto il batterio durante il ricovero. Alexis Bollag, secondo i medici, fino all’ultimo “sembrava il paziente con le maggiori possibilità di sopravvivere”. L’incubo, con tre feriti ancora in lotta contro il batterio-killer, è che il numero delle vittime possa salire ancora. La clinica universitaria zurighese, nel 2022, aveva già dovuto far fronte al germe che lascia poche speranze ai grandi ustionati.
“Alexis, figlio amorevole e gentile”
La famiglia di Alexis annuncia “disperata la scomparsa di un figlio amorevole e gentile, studente impegnato e grande appassionato di sport”. Non è ancora noto se la procura di Sion disporrà l’autopsia per accertare le cause della morte anche sul piano legale. Finora i magistrati del Vallese hanno ordinato solo 2 autopsie su 41 vittime: per familiari e legali di parte civile si tratta di un’omissione “grave e incomprensibile”, che potrebbe “pregiudicare l’esito dell’inchiesta e la quantificazione dei risarcimenti”. Previsti nei prossimi giorni a Lutry i funerali di Alexis, alla presenza dei compagni di scuola e della sua squadra di pallacanestro. Sarà la decima cerimonia funebre causata dal rogo dentro Le Constellation: dieci ragazzi uccisi, un dolore troppo grande da affrontare in un piccolo paese a poco più di un’ora da Crans-Montana.