I magistrati romani aspettano ancora. Gli atti promessi dai colleghi svizzeri sull’inchiesta per la strage di Crans Montana non sono arrivati, così come manca l’invito formale per l’incontro tra investigatori nel quale dovrebbe prendere forma anche un team investigativo comune. Dalla Svizzera, per ora, solo rassicurazioni.
Nel frattempo l’inchiesta italiana va avanti. La procura ha firmato la delega per raccogliere le testimonianze di chi era nel locale Le Constellation la notte del 31 dicembre: i superstiti, i feriti ricoverati negli ospedali italiani e quelli che sono usciti vivi da una notte in cui sono morte 41 persone. Tutti verranno sentiti dalla squadra mobile.
Saranno acquisite anche le cartelle cliniche. Insieme ai risultati delle…
I magistrati romani aspettano ancora. Gli atti promessi dai colleghi svizzeri sull’inchiesta per la strage di Crans Montana non sono arrivati, così come manca l’invito formale per l’incontro tra investigatori nel quale dovrebbe prendere forma anche un team investigativo comune. Dalla Svizzera, per ora, solo rassicurazioni.
Nel frattempo l’inchiesta italiana va avanti. La procura ha firmato la delega per raccogliere le testimonianze di chi era nel locale Le Constellation la notte del 31 dicembre: i superstiti, i feriti ricoverati negli ospedali italiani e quelli che sono usciti vivi da una notte in cui sono morte 41 persone. Tutti verranno sentiti dalla squadra mobile.
Saranno acquisite anche le cartelle cliniche. Insieme ai risultati delle autopsie serviranno a cristallizzare, sul piano giuridico, ciò che è già chiaro sul piano dei fatti: l’incendio letale scoppiato all’interno del club.
Crans-Montana, David Vocat, il vigile del fuoco simbolo di quella notte, verrà sentito dalla polizia
I pm, però, per ora non possono fare di più. La rogatoria internazionale è stata inoltrata, la Confederazione Elvetica ha dato il via libera alla collaborazione giudiziaria e ha accolto la richiesta di un incontro operativo. Ma nulla è stato ancora messo nero su bianco. L’invio degli atti è fermo, così come la possibilità per agenti della squadra mobile ed esperti dei vigili del fuoco italiani di partecipare direttamente agli accertamenti. "I fascicoli arriveranno a breve", ripetono sostanzialmente dagli uffici di collegamento. Ma al momento non è successo nulla.
Solo quando i documenti arriveranno a Roma la procura potrà iscrivere nel registro degli indagati Jacques e Jessica Moretti, i gestori del club. E, probabilmente, anche altre persone.
Nel fascicolo aperto in procura, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi con l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio, si procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.