Famiglia nel bosco, respinto l’esposto contro l’assistente sociale: “Ha agito correttamente”
di Corrado ZuninoROMA – L’atto degli avvocati della famiglia nel bosco contro l’assistente sociale Veruska D’Angelo è tornato indietro, dopo soli cinque giorni: l’ente di ambito non aprirà alcun provvedimento disciplinare nei confronti della professionista su cui negli ultimi diciassette mesi si è incardinata l’inchiesta del Tribunale dei minorenni che ha portato, il 20 novembre 2025, alla separazione della famiglia Trevallion-Birmingham. “Non ravvisiamo le contestazioni avanzate, l’operato dell’assistente sociale è stato corretto in ogni sua forma”, hanno scritto – brevemente – i funzionari dell’ente regionale competente per il servizio sociale del Comune di Palmoli.
Ora si attende, sul caso specifico, la risposta dell’Ordine professionale degli assist…
ROMA – L’atto degli avvocati della famiglia nel bosco contro l’assistente sociale Veruska D’Angelo è tornato indietro, dopo soli cinque giorni: l’ente di ambito non aprirà alcun provvedimento disciplinare nei confronti della professionista su cui negli ultimi diciassette mesi si è incardinata l’inchiesta del Tribunale dei minorenni che ha portato, il 20 novembre 2025, alla separazione della famiglia Trevallion-Birmingham. “Non ravvisiamo le contestazioni avanzate, l’operato dell’assistente sociale è stato corretto in ogni sua forma”, hanno scritto – brevemente – i funzionari dell’ente regionale competente per il servizio sociale del Comune di Palmoli.
La famiglia nel bosco denuncia l’assistente sociale: “Prevenuta”. Domani la perizia su Nathan e Cate
Ora si attende, sul caso specifico, la risposta dell’Ordine professionale degli assistenti sociali. Gli avvocati Marco Farinella e Danila Solinas avevano messo in evidenza un’ostilità preconcetta della dottoressa D’Angelo e un’incapacità di immaginare un’esistenza diversa da quella codificata dagli standard: la famiglia Trevallion-Birmingham, ormai è noto, vuole vivere a stretto contatto con la natura immaginando per i propri figli un’educazione scolastica di tipo steineriano che privilegia, nella prima fase, un rapporto di esperienza diretta rispetto all’apprendimento di alfabeti e tabelline.
L’assistente sociale procede nel suo lavoro e insieme agli operatori della casa famiglia ha appena depositato una relazione che conferma come la madre, Catherine Birmingham, sia “oppositiva e riluttante a condividere regole diverse dalle proprie”.
I rapporti tra Catherine e la maestra
Il primo incontro per i test psicologici, svolto venerdì all’Aquila, ha mostrato – grazie anche alle modalità accurate di intervista avanzate dalla psichiatra del tribunale, Simona Ceccoli – un riavvicinamento tra le parti, ma in altri ambiti i conflitti continuano. Catherine, personalità rigida secondo diverse testimonianze, ha raccontato come i suoi figli abbiano incubi ricorrenti e che l’altra notte lei, che vive un piano sopra i bambini, è stata svegliata dalle urla del maschio di sei anni “e non si è calmato neppure quando l’ho preso in braccio”.
Non è semplice neppure il rapporto tra la madre e la maestra Lidia Camilla Vallarolo, chiamata dal 13 gennaio a rafforzare le conoscenze scolastiche dei tre fratelli. Negli scorsi giorni una lezione è stata più breve del previsto, i ragazzini per un paio di giorni si sono mostrati svogliati, disattenti, cosa naturale per chi è stato abituato a un apprendimento all’aria aperta non basato sui codici dell’istruzione ortodossa.
“Ristabilire una consuetudine affettiva”
I medici della Neuropsichiatria infantile dell’Asl Lanciano-Vasto-Chieti, a proposito dei tre bambini, hanno consegnato un parere esterno in cui hanno scritto: "È indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine affettiva, attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari, al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini, nell'ottica di una necessaria condivisione con la famiglia degli obiettivi didattici, di adattamento alla collettività tra pari e di scelte per il benessere dei minori".
La relazione non ha messo, però, in dubbio i metodi della struttura di Vasto: "Nel complesso i bambini sono risultati sereni, pur con episodi di aggressività, provocatorietà e diffidenza, inevitabilmente legati alle vicissitudini accorse e alla circostanza valutativa. Nel complesso, tuttavia, l'adattamento è risultato valido".
La sorella chiede l’affidamento ai nonni
E’ in arrivo dall’Australia la sorella di Cate, Rachel. Chiederà la possibilità di un affidamento dei tre bambini ai nonni, a Melbounre, cosa in verità difficile perché prevede l’autorizzazione del giudice del Tribunale dei minorennii. Peraltro, Nathan Trevallion a “Repubblica” ha detto che la sua famiglia vorrebbe continuare a vivere a Palmoli, in provincia di Chieti.