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Bimbi nel bosco, la maestra: “Svegli e bravi in matematica. Ma la madre è una presenza ingombrante”

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Parla Lidia Camilla Vallarolo, l’insegnante dei tre figli: “Facciamo lezione un’ora e mezza la mattina per quattro giorni. Provo a insegnare le lettere dell’alfabeto giocando. Catherine, presente in aula, mi chiede il metodo steineriano, ma io non lo conosco”
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ROMA – Dopo quattordici giorni effettivi di neo-scolarizzazione dei tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, si può provare a capire, con la maestra Lidia Camilla Vallarolo, la docente scelta dalla tutrice dei minori, come sta andando questo aspetto fondamentale della crescita dei gemelli di 6 anni e della maggiore di 8: il recupero scolastico.

Maestra, l’abbiamo lasciata il 13 gennaio all’uscita della prima lezione. Cosa si può dire oggi di questo esperimento educativo?

"Procediamo. Per ora abbiamo rispettato le indicazioni iniziali: lezioni dal lunedì al giovedì di un’ora e mezza l’una, più lunghe sarebbero noiose e poco efficaci. Soltanto un paio di volte le abbiamo accorciate, i fanciulli erano distratti, svogliati, come capita a tutti i bambini del mondo. Per il resto, hanno seguito. E dimostrato di essere svegli”.

Lezioni uguali per tutti e tre?

"Mi sto focalizzando sulla più grande, otto anni, in età da terza elementare. Con lei dobbiamo andare con un buon passo.…

ROMA – Dopo quattordici giorni effettivi di neo-scolarizzazione dei tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, si può provare a capire, con la maestra Lidia Camilla Vallarolo, la docente scelta dalla tutrice dei minori, come sta andando questo aspetto fondamentale della crescita dei gemelli di 6 anni e della maggiore di 8: il recupero scolastico.

Maestra, l’abbiamo lasciata il 13 gennaio all’uscita della prima lezione. Cosa si può dire oggi di questo esperimento educativo?

"Procediamo. Per ora abbiamo rispettato le indicazioni iniziali: lezioni dal lunedì al giovedì di un’ora e mezza l’una, più lunghe sarebbero noiose e poco efficaci. Soltanto un paio di volte le abbiamo accorciate, i fanciulli erano distratti, svogliati, come capita a tutti i bambini del mondo. Per il resto, hanno seguito. E dimostrato di essere svegli”.

Lezioni uguali per tutti e tre?

"Mi sto focalizzando sulla più grande, otto anni, in età da terza elementare. Con lei dobbiamo andare con un buon passo. Gli altri due hanno più tempo davanti per apprendere”.

Che attitudini mostrano, hanno vocazioni simili?

"Preferiscono la Matematica all’alfabeto, e io seguo le loro inclinazioni”.

Conoscono le addizioni?

“Capiscono il concetto, ancora non lo sanno applicare”.

Che tempi immagina per le tabelline, le moltiplicazioni.

"Calma, calma. Nelle classi in cui ho insegnato per 43 anni i primi risultati si vedevano a novembre, due mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico. Qui abbiamo fatto due settimane di lezione. Alcuni piccoli progressi si vedono, ma è davvero presto”.

Come insegna le due materie base?

"Attraverso strumenti manipolativi, i bambini gradiscono toccare. Uso il regolo con le sue aste di lunghezza crescente per la Matematica, le lettere adesive o di legno per l’Italiano”.

Avete un manuale?

"Sì, servirà più avanti”.

Cosa sanno dire in Italiano?

"Capiscono e qualcosa restituiscono”.

Lavorate alla lavagna?

"Ne abbiamo una piccola, ma per ora non la utilizziamo”.

Dov’è l’aula, all’interno della struttura protetta di Vasto?

“Al primo piano, lo stesso che ospita la stanza dei bambini. E’ una bella stanza, luminosa”.

La madre Catherine è presente alle lezioni?

"Spesso”.

E cosa fa?

"A volte traduce dall’inglese all’italiano e viceversa. E’ utile in questa funzione”.

Le ha mai chiesto qualcosa?

"Un giorno mi ha citato la scuola steineriana, ho capito che crede in quella filosofia educativa che consente ai bambini di crescere liberi fino a otto anni, nel loro caso giocando in un bosco e imparando dall’esperienza. Il problema è che non capisco bene molte delle cose che dice. E’ colpa mia, non so l’inglese”.

E del metodo steineriano che sa?

"Quello che ho iniziato a leggere su Wikipedia. Sono abituata alle lezioni frontali, al metodo classico”.

Ha avuto dissidi con Catherine?

"Nessuno screzio, riesco a gestirla. Certo è ingombrante, come può essere una mamma all’interno di una classe”.

Ha conosciuto Nathan, il padre?

"L’ho visto due volte, la seconda me lo ha presentato lei. Voglio restare fuori da questa storia così complicata, però. Devo dedicarmi solo alla didattica per i tre bambini”.

L’esperienza con i bambini del bosco la sta arricchendo, dopo 43 anni di insegnamento tradizionale e due stagioni in pensione?

"Sono stremata, l’attenzione mediatica mi toglie il sonno. Dopo questa conversazione non dormirò tutta la notte: avrò detto qualcosa di sbagliato?, avrò rivelato dati sensibili? E’ un peso insostenibile, credo che spegnerò il telefonino e non mi farò più trovare”.

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