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Famiglia nel bosco, il legale di Nathan e Cate: “Quanto dolore inutile, ma torneranno tutti insieme”

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Intervista con l’avvocato Marco Femminella: “I genitori hanno preso coscienza delle criticità. Non siamo davanti a una versione posticcia del cartone Mowgli, ma a persone colte, ricche di esperienza e innamorate dei loro figli. Amano l’Italia più di noi”
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ROMA – Avvocato Marco Femminella, qual è, oggi, la posizione della famiglia Trevallion-Birmingham, che lei insieme alla collega Danila Solinas difende? Ci sono stati reali passi in avanti verso il ricongiungimento di figli e genitori, ora separati?

“Da parte della famiglia si è avuta una piena presa di coscienza delle criticità rappresentate dal Tribunale dei minorenni. Ora ci vuole solo capacità di ascolto nei loro confronti”.

La psichiatra Simona Ceccoli, consulente del Tribunale, vi ha detto che accorcerà i tempi della perizia psichiatrica sulla famiglia? Oggi nel primo pomeriggio, peraltro, ci sarà il secondo test sui genitori.

“La dottoressa Ceccoli ha prestato molta attenzione all’opportunità del contenimento dei tempi e ha garantito che farà quanto possibile”.

ROMA – Avvocato Marco Femminella, qual è, oggi, la posizione della famiglia Trevallion-Birmingham, che lei insieme alla collega Danila Solinas difende? Ci sono stati reali passi in avanti verso il ricongiungimento di figli e genitori, ora separati?

“Da parte della famiglia si è avuta una piena presa di coscienza delle criticità rappresentate dal Tribunale dei minorenni. Ora ci vuole solo capacità di ascolto nei loro confronti”.

La psichiatra Simona Ceccoli, consulente del Tribunale, vi ha detto che accorcerà i tempi della perizia psichiatrica sulla famiglia? Oggi nel primo pomeriggio, peraltro, ci sarà il secondo test sui genitori.

“La dottoressa Ceccoli ha prestato molta attenzione all’opportunità del contenimento dei tempi e ha garantito che farà quanto possibile”.

Centoventi giorni dal 5 gennaio significa chiudere la perizia il prossimo 5 maggio. Lei ha detto che, in verità, si può fare tutto in tempi più brevi. Quest'ultima ipotesi è percorribile?

“I tempi non li posso stabilire io. Valuto solo quanto la mia esperienza professionale mi ha insegnato e confido nella professionalità degli operatori”.

Il professor Tonino Cantelmi, vostro consulente, ha spiegato come venerdì scorso abbia trovato, finalmente, questa ‘capacità di ascolto’. Significa che dal 20 novembre 2024 ad oggi l’ascolto da parte dei consulenti del Tribunale dei minorenni non c'è stato?

“Il Tribunale ascolta attraverso le figure tipiche del procedimento minorile. I servizi sociali sul punto hanno il compito primario. In questo caso ho visto più muri che ponti”.

“La tutela dei minori richiede umiltà”

"Perché il caso della famiglia nel bosco è diventato uno scontro?

“L’approccio alla tutela dei minori richiede umiltà e grande apertura culturale. Voglia di ascoltare. Amore per la vita”.

Ci sono episodi che le portano a dire che i giudici dell'Aquila non tengano conto del punto di vista della famiglia e della difesa? E che non diano il giusto rilievo agli atti da voi prodotti?

“Noi come difensori lavoriamo per costruire. Sono sicuro che arriveranno anche le risposte”.

Lei è critico con la magistratura italiana.

"Non potrei essere avvocato se non avessi fiducia nella magistratura italiana”.

E i post quotidiani del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, le parole dure sulla magistratura del ministro della Giustizia Carlo Nordio, non sono state pressioni improprie e alla fine un elemento negativo per il ricongiungimento della famiglia anglo-australiana?

“Sono stato educato al rispetto delle Istituzioni, poi comprendo le fragilità umane”.

Ritiene che con il vostro esposto contro l’assistente sociale Veruska D'Angelo otterrete il cambio dell’assistente sociale? La prima risposta dell’ambito regionale dei servizi sociali è stata: “Si è comportata correttamente”.

“Non spetta a me assumere certe decisioni. Certo noi difensori avevamo il dovere di rappresentare le criticità di questo rapporto, anche a futura memoria”.

“La tutrice doveva essere più riservata”

Avanzate dubbi anche verso l’attività della tutrice dei minori, della curatrice?

"Dalla tutrice mi sarei aspettato maggiore riservatezza, ma forse è un mio limite”.

Oggi Nathan e Catherine hanno accettato i vaccini per i tre figli, l’educazione scolastica, una casa diversa o una ristrutturazione della propria, quindi hanno acconsentito a essere seguiti da una pediatra. È corretto?

“Forse sarebbe corretto dire che Nathan e Catherine non hanno mai negato queste esigenze primarie per i minori. Loro praticavano l’educazione parentale riconosciuta dal ministero dell’istruzione, i bambini erano vaccinati, andavano eseguiti solo i richiami, la casa la stanno adeguando e ne hanno una moderna a disposizione. Una sana mediazione culturale avrebbe aiutato tanto evitando inutile dolore”.

L'avvocato Femminella tra Nathan Trevallion e Catherine Birmingham all'uscita dalla prima perizia psichiatrica sui genitori all'Aquila 

Che cosa chiede, in aggiunta, il Tribunale dei minorenni dell’Aquila?

“Credo che il Tribunale voglia solo verificare la concretezza di quanto fatto e sono certo che a loro non sfugga come il tempo sia prezioso”.

La perizia psichiatrica è arrivata dopo un periodo di osservazione della mamma e dei tre figli nella struttura protetta di Vasto. È possibile che abbia influito su questa richiesta l'insofferenza di Catherine Birmingham verso le regole della casa famiglia?

“Se le perizie venissero disposte solo per l’insofferenza alle regole ci dovremmo preoccupare tutti. Ciò che viene definita un’insofferenza alle regole forse dovrebbe essere valutata partendo da una condivisone delle regole che sia rispettosa delle diversità. Le diversità di solito arricchiscono”.

"Vivere nella natura non è un capriccio”

È lecito e lungimirante vivere in un rispetto totale della natura. Una vita così estrema come quella dei coniugi inglese e australiana, però, non rischia di togliere possibilità di una scelta futura a tre bambini?

“Il vivere nel rispetto della natura vede significativi e ambiziosi progetti promossi dalla Comunità europea. Quindi non è il risultato di un capriccio, ma una scelta di coscienza che promuove un approccio alla vita che non sia predatorio. Ciò detto, devo ribadire ancora una volta che i tre minori non erano e non sono una riproduzione posticcia di Mowgli, il protagonista del Libro della giungla. Gli atti documentano l’esistenza dell’educazione parentale, dei vaccini eseguiti, di una vita di relazioni, anche con i pari, e ben significativa. Nathan e Catherine non sono degli sprovveduti. Sono persone colte, ricche di esperienza e soprattutto animate da un amore sconfinato per i loro figli e pronti a dare tutto per loro. In questo tutto c’è la cultura, la salute, la socializzazione. L’ultimo aspetto non è coltivato sullo schermo di uno smartphone”.

La maestra Lidia ha già parlato. Lei ha notizie sul percorso di apprendimento dei bambini. Stanno imparando a scrivere?

“La sua domanda riecheggia di continuo e probabilmente non siamo capaci di spiegare. I due gemelli non erano nell’età della scolarizzazione. La bimba di otto anni seguiva il metodo di apprendimento steineriano riconosciuto dal ministero dell’Istruzione italiano. Il programma di queste scuole è acquisibile in rete. Una copia è stata mandata anche al tutore. Basta leggerla per capire che il metodo scolastico non corrisponde a quello ministeriale. Passa per altre competenze e il leggere e lo scrivere iniziano a nove anni. Quando parlo di mediazione culturale e di dialogo e ascolto, mi riferisco anche alla capacità di comprendere legittime scelte quantunque differiscano dalle nostre”.

Lo sradicamento dei minori una scelta estrema

Ritiene che il periodo in struttura abbia traumatizzato i tre bimbi?

“Sul punto è stato più che chiaro il professor Tonino Cantelmi, autorevole psichiatra che certo ha più competenza di me. Detto questo, non credo ci voglia particolare sensibilità per capire che lo sradicamento di bambini in tenera età dai propri genitori non sia un gesto privo di traumi. Il nostro ordinamento lo prevede come scelta estrema in caso di un pericolo grave e imminente che incombe sul minore”.

La presidente Cecilia Angrisano lascia il posto a una collega, Nicoletta Orlando, dopo otto anni di guida del Tribunale dei minori dell’Aquila. L’avvicendamento inciderà sul percorso del caso giudiziario?

“L’esercizio della giurisdizione è costituito dall’applicazione della legge. Con questo non voglio dire che il bagaglio culturale del singolo non costituisca un elemento di lettura. La presidente Angrisano è una giudice di grande esperienza e sono certo che fosse pronta a rivalutare le decisioni assunte alla luce degli elementi nuovi acquisiti. La nuova presidente, a cui va un augurio di buon lavoro, ha già dimostrato attenzione proprio su questo caso con l’ordinanza pronunciata dalla Corte di appello sul nostro reclamo. Ha parlato di un prima e di un dopo cogliendo bene tutti gli sforzi fatti dai coniugi Trevallion-Birmingham ai quali ha indicato la necessità di dare una risposta. Forse questo caso ha subito degli stress mediatici e processuali, ma, nonostante ciò, resta la regola indiscussa che non può vedere le parti fuori da una corretta dialettica giuridica”.

C'è una riforma della giustizia minorile, la Cartabia votata con il Governo Draghi, che è già legge, ma è ferma perché senza decreti attuativi. Va nella direzione giusta? E secondo lei quale dovrebbe essere la direzione giusta in un campo così delicato?

“La giustizia minorile è ferma al palo. La società è radicalmente cambiata e lo strumento normativo non è più in armonia con essa. La direzione giusta deve avere la coscienza che il diritto in generale, e il diritto minorile nello specifico, sono un atto d’amore. Se non c’è amore non c’è giustizia”.

“Troppe competenze per gli assistenti sociali”

Gli assistenti sociali in Italia hanno troppo potere?

"Non voglio parlare di potere, voglio parlare di competenze”.

Sarà difficile, per chi ha vissuto in totale libertà, essere seguiti da un assistente per un lungo periodo?

"La domanda mi crea una visualizzazione. Vedo l’assistente sociale che gioca a nascondino con i bimbi nel bosco”.

Nathan e Catherine hanno mai detto di aver sbagliato qualcosa?

"Credo che ogni notte si pongano questa domanda, ma il senso di colpa è un concetto errato della cristianità. Solo la presunzione di perfezione lo può ingenerare e l’essere umano non è perfetto”.

Secondo lei la storia finirà con il ricongiungimento della famiglia?

"Perché non dovrebbe?”.

Se sì, ritiene che la famiglia continuerà a vivere in Italia?

"Hanno scelto l’Italia per crescere i loro figli dopo aver girato il mondo. Forse la amano più di noi”.

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