Famiglia nel bosco, seconda perizia psichiatrica. L’avvocato: “C’è empatia, attenzione e dialogo”
di Corrado ZuninoROMA – Il lungo, lunghissimo abbraccio sul corso centrale dell’Aquila tra Nathan e Catherine, con lui, Mr. Trevallion, in lacrime, suggella un’altra separazione della coppia – lei torna in casa famiglia, lui nella casa dove è ospite a Palmoli – e un nuovo passaggio emotivamente duro. La seconda perizia psichiatrica prevista dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila. Il nuovo appuntamento del venerdì a Palazzo Manieri, sede dello studio della psichiatra Simona Ceccoli, è stato lungo oltre tre ore, anche se era stato annunciato solo come “un momento conoscitivo”. All’uscita l’avvocato Marco Femminella dice: “Siamo andati oltre la collaborazione, che rappresenta un periodo che vorremmo aver superato. In questa fase si è instaurato un dialogo, sentiamo attenzione e una bella empatia”.
ROMA – Il lungo, lunghissimo abbraccio sul corso centrale dell’Aquila tra Nathan e Catherine, con lui, Mr. Trevallion, in lacrime, suggella un’altra separazione della coppia – lei torna in casa famiglia, lui nella casa dove è ospite a Palmoli – e un nuovo passaggio emotivamente duro. La seconda perizia psichiatrica prevista dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila. Il nuovo appuntamento del venerdì a Palazzo Manieri, sede dello studio della psichiatra Simona Ceccoli, è stato lungo oltre tre ore, anche se era stato annunciato solo come “un momento conoscitivo”. All’uscita l’avvocato Marco Femminella dice: “Siamo andati oltre la collaborazione, che rappresenta un periodo che vorremmo aver superato. In questa fase si è instaurato un dialogo, sentiamo attenzione e una bella empatia”.
Famiglia nel bosco, il legale di Nathan e Cate: “Quanto dolore inutile, ma torneranno tutti insieme”
La psichiatra Ceccoli mantiene le promesse di un deposito degli atti rapido e sembra dimostrare di sapersi calare nella vita e nel punto di vista della coppia inglese e australiana. Lei, Catherine, porta sempre con sé il cestino di vimini chiaro, riempito con due mandarini.
Alla seduta hanno partecipato, questa volta, anche la tutrice, Maria Luisa Palladino, e la curatrice, Marika Bolognese. Non c’è lo psichiatra della difesa, Tonino Cantelmi, ma solo la sua collaboratrice, la psicologa Martina Aiello, che ribadisce: “Abbiamo continuato nel lavoro di ricostruzione della vita di una famiglia, non ci sono stati ancora test individuali, la coppia è comunque determinata ad andare avanti”.
In questa fase di continui contrasti sia nella struttura protetta di Vasto, sia nel rapporto con le controparti, l’avvocato Femminella dice, e ormai si sta facendo sera: “E’ un problema se c’è qualcuno che non sa fare il suo lavoro, sapevamo che l’ente di ambito non ci avrebbe risposto”. Si riferisce all’esposto presentato contro l’assistente sociale, Veruska D’Angelo, che l’ufficio di riferimento ha liquidato con poche righe: “Non ravvisiamo le contestazioni avanzate, l’operato dell’assistente sociale è stato corretto in ogni sua forma”. I difensori della famiglia nel bosco hanno inviato una lettera dura, parlando di “risposta apparente che elude, ancora una volta, il confronto e l’interlocuzione dialettica”. L’avvocato Femminella si dice sorpreso che sia ritenuto legittimo “il contegno della D’Angelo che, come ampiamente rappresentato dai Trevallion, le rarissime volte in cui si è recata in casa di persone perbene, mai pericolose o violente, lo ha fatto, pur sapendo della presenza dei minori, con al seguito le forze dell’ordine, in spregio a qualunque convenzione sottoscritta e riconosciuta e al buon senso largamente inteso”.
La mattina la madre e la sorella di Catherine Birmingham, Rachael e Pauline, avevano raggiunto la casa famiglia di Vasto e incontrato i tre bambini. Nonna Pauline si è anche rilassata pedalando su una bicicletta dei nipoti nel cortile della struttura. All’uscita entrambe hanno avuto parole dure e preoccupate: “I bambini sono diversi, sembrano turbati da quello che accade intorno, si sono ammalati. Non saranno più quelli di prima”. I parenti in trasferta stanno approfondendo la possibilità di un affidamento dei tre bambini agli stessi nonni di Melbourne, ma la questione è tutt’altro che semplice e sia Nathan che i legali hanno spiegato che la famiglia vuole continuare a vivere a Palmoli, in provincia di Chieti.