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Moretti rompe il silenzio dopo il rogo: “Non mi arrendo, la verità verrà a galla”

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Il titolare del Constellation assiste all’interrogatorio del funzionario comunale. “Finalmente alcune delle risposte che speravo”
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Sion – Occhiali a goccia, mani in tasca, passo deciso. E una frase in apparenza gentile ma pronunciata con rabbia. «S’il vous plaît!», «per favore!», alza la voce Jacques Moretti al suo arrivo nel centro congressi di Sion, dove assiste all’interrogatorio del responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana. Dodici ore dopo, quando ormai è buio, la scena non cambia. S’incammina da solo lungo il marciapiede, non ha bisogno della scorta degli avvocati, gli basta voltarsi e ripetere secco: «Non voglio parlare». Ma una frase la dice, e significa molto: «Il processo continua, noi combatteremo e speriamo che la verità venga a galla».

«Combatte», il “Corso”. Uscito di prigione grazie a un imprenditore amico che ha …

Sion – Occhiali a goccia, mani in tasca, passo deciso. E una frase in apparenza gentile ma pronunciata con rabbia. «S’il vous plaît!», «per favore!», alza la voce Jacques Moretti al suo arrivo nel centro congressi di Sion, dove assiste all’interrogatorio del responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana. Dodici ore dopo, quando ormai è buio, la scena non cambia. S’incammina da solo lungo il marciapiede, non ha bisogno della scorta degli avvocati, gli basta voltarsi e ripetere secco: «Non voglio parlare». Ma una frase la dice, e significa molto: «Il processo continua, noi combatteremo e speriamo che la verità venga a galla».

«Combatte», il “Corso”. Uscito di prigione grazie a un imprenditore amico che ha firmato un assegno di oltre 200 mila euro, vive rifugiato nella sua villa di Lens, a dieci minuti dal suo Le Constellation. Da quando è tornato a casa, mai una parola. Solo i verbali descrivono la sua strategia. Che, come sintetizza un avvocato delle vittime, è molto semplice: «Sembra che sia colpa di tutti gli altri tranne che sua». La schiuma sul soffitto? Il rivenditore non gli aveva detto che era infiammabile. La porta di servizio chiusa con un chiavistello dietro alla quale sono stati trovati sei corpi? Colpa di un suo dipendente. L’uscita d’emergenza bloccata da uno sgabello? È stato un cliente. I lavori al Constellation? Né il capo dei vigili del fuoco (che infatti sarà sentito dai pm) né altri del Comune di Crans-Montana avevano mai avuto da ridire su nulla.

epa12710267 A handout picture made available by the Quirinal Presidential Palace (Palazzo del Quirinale) Press Office shows Italian President Sergio Mattarella recording a video, integrated into the ceremony's opening, with former motorcycle racer Valentino Rossi on a historic tram in Milan, Italy, 06 February 2026, on their way to San Siro stadium for the Opening Ceremony of the Winter Olympics Milano Cortina 2026. EPA/PAOLO GIANDOTTI/QUIRINAL PALACE PRESS OFFICE HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES 

Jacques ha detto nelle scorse settimane di sentirsi pure lui una «vittima» di quello che è successo. Non come le famiglie che piangono la morte di un figlio, ha specificato, o come i ragazzi ricoverati in ospedale con ustioni su tutto il corpo. A tutti loro, ieri mattina, rivolge un pensiero a denti stretti, assediato dalle domande dei cronisti: «Pensiamo alle vittime in ogni istante. Non c’è un momento in cui non lo facciamo». In serata, invece, dice che «combatteremo affinché la verità venga a galla». A chi gli domanda se dall’interrogatorio fiume del capo della sicurezza del Comune abbia ricevuto le risposte che sperava, risponde: «Almeno qualcuna». Il suo messaggio è chiaro: nessuno gli aveva detto che il suo bar potesse diventare una trappola mortale. Affiancato dal pool di legali Yahel Hayat, Patrick Michod e e Nicola Meier, cercherà di ripeterlo anche mercoledì prossimo ai pm durante il secondo round del suo interrogatorio.

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