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Crans, l’ex capo della sicurezza accusa il Comune: “Pochi controlli perché non c’erano risorse”

(afp)

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Il funzionario, in carica dal 2017 al 2024, deve spiegare la mancanza dei sopralluoghi e perché la spugna acustica era stata giudicata a norma. Si apre anche il fronte dei soccorsi inadeguati
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"I dati sui controlli si sono cancellati, non era stato fatto un backup. C'è voluto tempo per cambiare il programma. E io l'avevo detto al Comune che servivano più risorse".

È in corso a Sion, nell'aula dell'università Hes-So del Cantone Vallese, l'interrogatorio di Ken Jacquemoud, ex responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, che è entrato da una porta secondaria per evitare i giornalisti.

L'uomo, che ha ricoperto quell'incarico dal 2017 al 2024, è indagato nell'ambito dell'inchiesta sul rogo del Constellation, in cui nella notte di Capodanno sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. Il funzionario, che nel 2019 aveva effettuato l'ultima ispezione al Constellation, deve spiegare la mancanza dei controlli negli ultimi anni e perché la spugna acustica, che ha preso fuoco in pochi secondi, era stata giudicata a norma. All'interrogatorio partecipano oltre che la vice procuratrice generale Catherine Seppey, accompagnata da altre due pm, anche i legali che rappresenta…

"I dati sui controlli si sono cancellati, non era stato fatto un backup. C'è voluto tempo per cambiare il programma. E io l'avevo detto al Comune che servivano più risorse".

È in corso a Sion, nell'aula dell'università Hes-So del Cantone Vallese, l'interrogatorio di Ken Jacquemoud, ex responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, che è entrato da una porta secondaria per evitare i giornalisti.

L'uomo, che ha ricoperto quell'incarico dal 2017 al 2024, è indagato nell'ambito dell'inchiesta sul rogo del Constellation, in cui nella notte di Capodanno sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. Il funzionario, che nel 2019 aveva effettuato l'ultima ispezione al Constellation, deve spiegare la mancanza dei controlli negli ultimi anni e perché la spugna acustica, che ha preso fuoco in pochi secondi, era stata giudicata a norma. All'interrogatorio partecipano oltre che la vice procuratrice generale Catherine Seppey, accompagnata da altre due pm, anche i legali che rappresentano le 150 parti civili. È presente anche presente Jacques Moretti, proprietario del Contellation, anche lui indagato, assieme alla moglie Jessica Maric.

La storia della tentata estorsione dell’informatico

Dalle prima parole di Jacquemoud traspare la disorganizzazione del Comune. Che nel 2023, come aveva detto venerdì anche l'attuale responsabile della sicurezza Cristophe Balet, ha dovuto cambiare il software che gestiva le ispezioni antincendio perché il responsabile dell'azienda informatica che lo gestiva si era messo a ricattare le autorità: o pagate o diffondo dati sensibili sul dark web, era la sostanza della tentata estorsione, non riuscita perché il protagonista è finito in un ospedale psichiatrico.

La storia dell’esperto informatico è surreale. L’uomo, racconta la stampa svizzera che ha ricostruito il caso, gestiva i sistemi informatici che monitoravano le ispezioni. In particolare la piattaforma “VS Fire”, che aveva sviluppato e che era usata da diverse forze di polizia, compresi i vigili del fuoco e il comune di Crans-Montana. Nel 2023 fu aperta un'inchiesta contro di lui. Minacciò di pubblicare dati sensibili sul dark web se non gli fossero stati pagati 100 mila franchi. Fu arrestato e ricoverato in un ospedale psichiatrico. “Era in stato di delirio e viveva in un mondo parallelo pieno di teorie del complotto”, ha dichiarato il procuratore Olivier Elsing, secondo Le Nouvelliste. “Il rappresentante delle autorità competenti ha dovuto incontrarlo nel mezzo di una foresta”. Sul suo blog pubblicava teorie confuse sul satanismo ed è arrivato ad accusare personalità di spicco di cannibalismo, sostenendo che un noto uomo d'affari mangiava bambini, scrive la SonntagsZeitung.

Dopo lo scioglimento dell’azienda, "VS Fire" è stata chiusa. Ed è partito un nuovo sistema informatico. Ma c’è voluto del tempo. E molti dati sono andati persi, secondo quanto hanno raccontato Balet e, oggi, Jacquemoud. L’attuale responsabile della sicurezza ha detto che il carico di lavoro è quindi aumentato, e che aveva chiesto cinque o sei persone in più. Una richiesta non accolta. Della quale il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, sarebbe stato a conoscenza. Anche per questo, da quanto emerge, il Constellation non ha subito controlli per sei anni.

Il ruolo del capo dei vigili del fuoco

Anche Jacquemoud – come Balet – tira in ballo il Comune per l'assenza di risorse umane ed economiche che avrebbero impedito i controlli annuali previsti per legge. Fabrizio Ventimiglia, legale italiano della famiglia di Sofia D., una delle ferite, commenta: "Anche oggi emergono spunti interessanti per accettare le responsabilità del Comune. Temi già emersi venerdì scorso che a mio avviso confermano come ci sia materiale per l'allargamento dell'inchiesta a livello comunale e cantonale".

L'ex responsabile, da quanto si è saputo, ha puntato il dito anche contro il capo dei vigili del fuoco David Vocat: pure lui era presente durante i passati e fallaci controlli. Pure lui sarà sentito, il 16 febbraio. Non come indagato ma come testimone. Almeno per ora.

La cattiva gestione dei soccorsi

"Abbiamo chiesto alle Procuratrici di accertare ed investigare anche sul tema della gestione dei soccorsi; gestione che è stata certamente deficitaria e che ha comportato indubbiamente un aggravamento delle lesioni riportate dai feriti. Basti pensare che la nostra assistita S.D. ha ricevuto le prime cure specialistiche soltanto molte ore dopo a Losanna (le sostanze tossiche inalate sono rimaste a lungo nei polmoni e nei bronchi, rendendo ancora più complicata e critica la situazione; così come le ustioni che sono state adeguatamente trattate solo nel primo pomeriggio del 1° gennaio e che hanno quindi potuto continuare ad agire, aggravando i danni al tessuto cutaneo)”, scrive Fabrizio Ventimiglia, legale di una ragazza ferita al Constellation. “Ci sono molti interrogativi da porsi: come è possibile che un Comune cosi rinomato, una località conosciuta nel mondo, non fosse attrezzata per gestire emergenze in un periodo di sicuro sovraffollamento quale quello delle feste di capodanno, dove migliaia di turisti raggiungono Crans-Montana ? Come è possibile che mancassero i primi presidi medici ? Le coperte termiche per il primo soccorso, le bombole di ossigeno, le ambulanze… I ragazzi sono stati lasciati a terra sui marciapiedi, semi nudi e ustionati, con una temperatura ben al di sotto dello zero. Evidentemente va accertato quale protocollo fosse previsto per la gestione di queste situazioni di emergenza, cosa sia stato fatto in concreto e sotto la direzione, il controllo e il coordinamento di quale Autorità. Ecco vorremmo che l'indagine accertasse anche questo, oltre a tutti gli aspetti già sotto investigazione riguardanti gli omessi controlli, con tutte le inefficienze e criticità già emerse, riscontrate e documentate, che penso possano determinare le Procuratrici a fare ogni opportuna valutazione sulla responsabilità di altri soggetti a livello istituzionale"

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