Crans, famiglie delle vittime contro Moretti: “La pagherete”. Jessica: “Mai fatte prove evacuazione”
dal nostro inviato Rosario Di Raimondo“Mafiosi”, “la pagherete”, “avete ucciso mio figlio”. La rabbia delle famiglie contro i coniugi Moretti va in scena alle 9 del mattino. Jacques e Jessica stanno per entrare in aula per l’interrogatorio della direttrice del Constellation a Sion, in Svizzera. Un gruppetto di mamme, papà, familiari, amici partono all’assalto. Urla, spintoni, accuse davanti a fotografi e telecamere. Jessica sbianca, stretta contro il muro. Jacques la abbraccia e risponde alla folla: “Mi dispiace, mi dispiace, mi assumerò le mie responsabilità”. Gli avvocati guardano interdetti. La polizia cerca di riportare la calma, senza successo.
L’unica preoccupazione, stamattina, era stata quella di mettere un altro telo nero davanti all’ingresso del palazzo universitario per bloccare i giornalisti. Tutto dura non più di cinque minuti. Una scena drammatica sotto il diluvio. C’è Michel Pidoux, papà di Trystan, giovane morto nel rogo. C’è l’altro suo figlio minorenne che indossa una maglietta con il volto del figlio mo…
“Mafiosi”, “la pagherete”, “avete ucciso mio figlio”. La rabbia delle famiglie contro i coniugi Moretti va in scena alle 9 del mattino. Jacques e Jessica stanno per entrare in aula per l’interrogatorio della direttrice del Constellation a Sion, in Svizzera. Un gruppetto di mamme, papà, familiari, amici partono all’assalto. Urla, spintoni, accuse davanti a fotografi e telecamere. Jessica sbianca, stretta contro il muro. Jacques la abbraccia e risponde alla folla: “Mi dispiace, mi dispiace, mi assumerò le mie responsabilità”. Gli avvocati guardano interdetti. La polizia cerca di riportare la calma, senza successo.
L’unica preoccupazione, stamattina, era stata quella di mettere un altro telo nero davanti all’ingresso del palazzo universitario per bloccare i giornalisti. Tutto dura non più di cinque minuti. Una scena drammatica sotto il diluvio. C’è Michel Pidoux, papà di Trystan, giovane morto nel rogo. C’è l’altro suo figlio minorenne che indossa una maglietta con il volto del figlio morto. E poi la mamma di un altro ragazzo morto che piange disperata che urla accuse a due passi dal volto di Jacques. Accanto a lei Gaelle, la madre di un ragazzo ferito ancora in ospedale.
Le urla di una madre
“Avete ucciso mio figlio”, urla una mamma, che punta il dito contro la cauzione per far uscire dal carcere Jacques: “200 mila franchi! E dov’è mio figlio? Voi siete ricchi, la mafia. Dov’è mio figlio, dov’è il mio bambino? Era solo un bambino e non c’è più! La pagherete cara, assassini, li averete sulla coscienza. Ve ne pentirete. LI avrete sulla coscienza. Non basta l’ergastolo”. Un’amica delle vittime: “Con 200 mila franchi non si compra la vita dei bambini. Una vita non si compra”. “Ci assumeremo le nostre responsabilità, mi dispiace, mi dispiace, la mafia non c’entra siamo dei lavoratori”, urla Jacques.
Una scena completamente diversa da quella di ieri, 11 febbraio, quando Leila Micheloud ha incontrato i coniugi durante una pausa dell’udienza. Si sono parlati, si sono stretti la mano, hanno pianto. No, oggi la rabbia e il dolore per i 41 morti e i 115 feriti del Constellation esplode pochi minuti prima che Jessica torni sul banco degli imputati per rispondere alle domande degli avvocati di parte civile.
Le lacrime di Jessica
In aula Jessica Moretti è tornata sull’aggressione: "Ci siamo impegnati a rispondere alle domande dei familiari. È per questo che oggi siamo passati davanti alle famiglie, poiché sapevamo che c'era un raduno. Sapevamo – ha detto in lacrime – che le famiglie desideravano incontrarci. Comprendiamo la vostra rabbia, il vostro odio. Ribadisco che saremo presenti per rispondere a qualsiasi domanda, saremo lì per voi".
La titolare del Le Constellation ha poi risposto, nel suo interrogatorio, a un avvocato delle famiglie delle vittime che le ha chiesto perché si fosse subito precipitata all'esterno del locale, negli istanti immediatamente successivi all'inizio dell'incendio. "Non si può andare contro un incendio – ha detto – E la mia priorità era dare l'allarme, far evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere ed è il mio riflesso".
“Mai fatte prove di evacuazione”
Riguardo alle misure di sicurezza sul locale, Jessica Moretti ha detto che al Constellation "non sono mai state fatte prove di evacuazione perché nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle". Inoltre, l'imprenditrice ha sostenuto che nella serata di Capodanno ci fossero due buttafuori, ma dalla documentazione raccolta dalla procura ne risulta ingaggiato solo uno.