✕

In 100 anni eradicato analfabetismo. Istat: “Ma rispetto all’Ue ancora troppi giovani poco istruiti”

(ansa)

Ascolta l'audio

L’istituto di statistica festeggia un secolo di vita e dedica un approfondimento all’istruzione: “Nel 1861 il 75% delle persone non sapeva né leggere né scrivere, oggi meno dello 0,5%”
2 minuti di lettura

Dall’analfabetismo diffuso nella maggior parte della popolazione a oggi. Passando per l’evoluzione del livello di istruzione della popolazione italiana che, nonostante i progressi compiuti, resta tra i più bassi del vecchio continente. L’Istat festeggia i suoi 100 anni di vita e dedica il primo approfondimento all’istruzione. “Il lungo cammino dell’istruzione” è il titolo della prima “storia di dati” confezionata per festeggiare l’importante traguardo raggiunto. “Cento anni fa – si legge nella pagina dedicata all’evento – nasceva l’Istat, con il mandato di coordinare le attività di rilevazione, elaborazione e diffusione dei dati che dall’Unità d’Italia avevano trovato spazio presso dicasteri diversi”. E “con l’Istituto nasce anche l’idea della statistica come strumento indispensabile per conoscere la realtà sociale ed economica del Paese”.

Oggi, sarebbe impensabile intavolare una seria discussione o azzardare una previsione che non sia basata su dati attendibili. Più di cento anno fa,…

Dall’analfabetismo diffuso nella maggior parte della popolazione a oggi. Passando per l’evoluzione del livello di istruzione della popolazione italiana che, nonostante i progressi compiuti, resta tra i più bassi del vecchio continente. L’Istat festeggia i suoi 100 anni di vita e dedica il primo approfondimento all’istruzione. “Il lungo cammino dell’istruzione” è il titolo della prima “storia di dati” confezionata per festeggiare l’importante traguardo raggiunto. “Cento anni fa – si legge nella pagina dedicata all’evento – nasceva l’Istat, con il mandato di coordinare le attività di rilevazione, elaborazione e diffusione dei dati che dall’Unità d’Italia avevano trovato spazio presso dicasteri diversi”. E “con l’Istituto nasce anche l’idea della statistica come strumento indispensabile per conoscere la realtà sociale ed economica del Paese”.

Oggi, sarebbe impensabile intavolare una seria discussione o azzardare una previsione che non sia basata su dati attendibili. Più di cento anno fa, non era così.

L’analfabetismo

“Nel 1861, al momento dell’Unità d’Italia, tre persone su quattro – spiega lo studio – di almeno 6 anni non avrebbero potuto capire questo testo perché non sapevano leggere. Oggi gli analfabeti sono meno dello 0,5%, ma per eradicare l’analfabetismo c’è voluto più di un secolo”. Oggi, si parla di analfabetismo di ritorno e di dispersione scolastica implicita: giovani che hanno competenze così scarse nella lingua italiana che fanno fatica a comprendere quello le leggono. Si parte da un tasso di analfabetismo del 75% nel momento in cui si celebra l’unità d’Italia: nel 1861. E dopo meno di venticinque anni, quando il mondo si affacciala nuovo secolo, l’analfabetismo cala al 48,5%. Dopo un secolo dall’unificazione del Paese, nel 1961, siamo all’8,3%. E oggi, nel 2024, il dato si assesta allo 0,5%. Nel 1861, erano le donne le più colpite dal fenomeno: l’81% non sapeva legge e scrivere. Ed è nelle regioni del sud Italia che i tassi di analfabetismo raggiungono i valori più alti: l’89% in Sicilia, Sardegna e Basilicata, l’84% in Campania tra i 12/19enni. Mentre in Piemonte i giovani tra i 12 e i 19 anni ancora analfabeti non raggiungono il 40%. In Lombardia, il 48%.

Il livello d’istruzione che cresce

Con passare dei decenni, il livello d’istruzione degli italiani aumenta. Gli iscritti tra cinque e nove anni alla scuola elementare crescono dal 43% del 1861 al 100% del 2018/2019. Viene raggiunto un primo traguardo. Ma ancora nel 1918 un quarto degli sposi non sottoscrive l’atto di matrimonio perché non sapeva scrivere. Nel 1965, la quota di coloro che non riuscirono a firmare l’atto di matrimonio si riduce all’0,3%. Un altro traguardo raggiunto. Nel 1951, tra analfabeti e alfabeti privi di titolo di studio si raggiunge quasi un terzo della popolazione: il 31%. Nel 2024, il dato si assottigli al 3,9%. Il 13% della popolazione di età superiore ai 6 anni è in possesso di licenza elementare, il 29% di licenza media, il 37% di diploma di scuola superiore e il 17% di laurea. E dopo decenni di numeri a favore dei maschi, le donne laureate superano gli uomini: il 58% del totale. Il sorpasso si registra nel 1991.

L’istruzione dei giovani

L’Istat dedica una sezione ai giovani di età compresa fra i 25 e i 34 anni. Nel 2024, certifica l’Istat, il 31,6% dei giovani è in possesso di un diploma di laurea. “Tuttavia, nel confronto europeo l’Italia resta tra i paesi con l’incidenza maggiore di giovani poco istruiti”. Un giovane 25/34enne su cinque, il 19,3%, possiede al massimo la licenza media. In Francia, i giovani con grado di istruzione basso ammontano all’11%, in Germania al 16%. In Europa siamo al 13,9%.

Leggi i commenti