Save the Children: un adolescente su 4 vittima di atteggiamenti violenti in una relazione
di Federica AngeliAlla vigilia di San Valentino, Save the Children porta l’attenzione su un lato oscuro delle relazioni tra adolescenti: comportamenti aggressivi e controllo che rischiano di essere percepiti come “normali”. Il quadro che emerge dal rapporto "Stavo solo scherzando", realizzato in collaborazione con Ipsos Doxa, è quello di un “continuum tra vita privata e spazi pubblici, offline e online, dove possesso, gelosia e pressioni digitali entrano nella quotidianità”, spiega Antonella Inverno, responsabile ricerca e analisi dati di Save the Children.
Uno su 4 vittima di violenze
Secondo l’indagine, un adolescente su quattro riferisce di essere stato intimidito almeno una volta con gesti violenti (schiaffi, pugni, spinte, lancio di oggetti) da parte del o della partner o ex. Il linguaggio aggressivo è ancora più diffuso: il 36% dichiara grida e insulti nella relazione.
Controllo digitale: geolocalizzazione
Tra i segnali di controllo spiccano le pratiche legate allo smartphone: un adolescente su tre è stato geolocalizzato dal o dalla partner. E non finisce qui: a molti viene chiesto di limitare amicizie, contatti sui social, abbigliamento, fino alla condivisione delle password.
Immagini intime senza consenso
Il report segnala un’area di rischio particolarmente delicata: il 28% ha subito pressioni per inviare foto o video intimi. E per una quota analoga è capitato che immagini riservate venissero condivise senza consenso, con conseguenze pesanti in termini di vergogna, stigma e ricatto.
Molestie e avances indesiderate
Le molestie non restano dentro la coppia. Più di 4 adolescenti su 10 riportano commenti o avances sessuali indesiderate, una percentuale che tra le ragazze arriva a circa la metà. Nello spazio pubblico, molte dichiarano strategie di “autoprotezione” che diventano rinunce: evitare mezzi la sera, luoghi isolati, uscite da sole. Il 66% delle ragazze ha subito catcalling in strada, il 70% si sente in pericolo per strada e quasi la metà (49%) sceglie di non prendere mezzi pubblici la sera da sola.
Famiglie conflittuali
Un elemento chiave riguarda il contesto: chi vive in un clima familiare percepito come teso o violento mostra più spesso dinamiche di controllo e aggressività nelle relazioni, sia come vittima sia come autore/attrice. Un segnale, secondo Save the Children, di quanto i “copioni” relazionali si apprendano e si replichino.
Più consapevolezza
Rispetto a precedenti rilevazioni, cresce la consapevolezza: diminuiscono gli adolescenti che considerano “normale” la gelosia o lo scambio di password come segno d’amore. Ma questo non basta: alcuni comportamenti di controllo e violenza risultano ancora molto presenti nella vita reale.
A chi chiedere aiuto
L’85% dice che parlerebbe con qualcuno in caso di violenza, soprattutto con la madre. Resta però un dato critico: solo l’11% conosce correttamente il numero 1522, tra i principali canali nazionali di supporto. Con la campagna #Facciamoloinclasse, Save the Children chiede percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità fin dall’infanzia, con moduli anche su digitale, consenso e rischi online. Tra le proposte: accesso gratuito e tempestivo al supporto psicologico per minorenni vittime di violenza, e un sistema nazionale stabile di raccolta dati sulla violenza di genere, inclusa quella digitale.
I progetti sul campo
L’Organizzazione ricorda anche l’impegno operativo: programmi di prevenzione, emersione e protezione per donne e minori, interventi dedicati agli orfani di femminicidio, e iniziative sulla tutela online. Tra gli strumenti citati, anche Stop-It, il servizio per segnalare materiale pedopornografico online in collaborazione con la polizia postale.