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Crans, le famiglie dei feriti italiani denunciano il sindaco per i controlli

Nicolas Feraud, sindaco di Crans Montana 

 

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Nelle carte dell’inchiesta nuovi dettagli sull’amicizia tra i Moretti e il milionario Bottinelli: “Non ho pagato io la cauzione”
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Cinque famiglie italiane delle vittime rimaste ferite nella strage al Constellation, seguite dall’avvocato Domenico Radice, depositano una querela alla procura di Roma e denunciano anche il sindaco e la vicesindaca di Crans-Montana, Nicolas Féraud e Nicole Bonvin Clivaz, oltre al comandante dei vigili del fuoco David Vocat, per concorso in omicidio colposo.

L’assenza di controlli

Il primo cittadino è nel mirino per l’assenza di controlli dal 2020 al 2025 ed è ritenuto responsabile di non aver fatto rispettare le norme. Sulla sua vice – la prima a chiedere scusa per i fatti di Capodanno – si addensano i sospetti dei familiari. È infatti titolare di hotel e ristoranti in paese e si chiede ai magistrati di indagare sul suo ruolo politico per capire se abbia influito sui controlli. Verosimilmente, queste persone verranno iscritte nel registro degli indagati nell’inchiesta seguita dal pm Stefano Opilio. Come emerso nei giorni scorsi, anche i legali delle famiglie svizzere denunciano i ver…

Cinque famiglie italiane delle vittime rimaste ferite nella strage al Constellation, seguite dall’avvocato Domenico Radice, depositano una querela alla procura di Roma e denunciano anche il sindaco e la vicesindaca di Crans-Montana, Nicolas Féraud e Nicole Bonvin Clivaz, oltre al comandante dei vigili del fuoco David Vocat, per concorso in omicidio colposo.

L’assenza di controlli

Il primo cittadino è nel mirino per l’assenza di controlli dal 2020 al 2025 ed è ritenuto responsabile di non aver fatto rispettare le norme. Sulla sua vice – la prima a chiedere scusa per i fatti di Capodanno – si addensano i sospetti dei familiari. È infatti titolare di hotel e ristoranti in paese e si chiede ai magistrati di indagare sul suo ruolo politico per capire se abbia influito sui controlli. Verosimilmente, queste persone verranno iscritte nel registro degli indagati nell’inchiesta seguita dal pm Stefano Opilio. Come emerso nei giorni scorsi, anche i legali delle famiglie svizzere denunciano i vertici del Comune.

L’azionista Bottinelli

Dalle carte emergono nuovi dettagli. Una firma lega Jacques Moretti e Sébastien Bottinelli, azionista della maison di orologi Audemars Piguet. L’atto è del 10 dicembre 2020: davanti a un notaio di Crans-Montana, il milionario vende al “Corso” il locale Senso per 1,5 milioni di franchi, nuovo capitolo della scalata di Jacques in Svizzera. Nel 2023 i due sono di nuovo insieme per un rally in Corsica a bordo di una Fiat Abarth 131: tra curve e derapate accelera la loro amicizia?

La cauzione

Il volto di Bottinelli, 51 anni, è associato da settimane alla misteriosa figura che ha firmato un assegno da 200 mila franchi per tirare fuori di prigione Jacques. «Non ho versato alcuna caparra. Qualsiasi insinuazione contraria sarebbe del tutto infondata e diffamatoria. I miei pensieri vanno alle vittime dell’incendio, alle loro famiglie e ai loro cari», ha scandito lui al quotidiano Le Parisien. Il giudice che libera Moretti prende atto delle sue «solide amicizie in Svizzera», che gli impedirebbero di fuggire per evitare «ripercussioni» verso chi aiuta la sua famiglia. Il tribunale di Sion sente anche il misterioso benefattore: le dichiarazioni sono omissate. Ma con l’indagato «esiste una sincera e forte amicizia».

L’origine delle fortune dei Moretti

L’origine dei soldi dei Moretti scatena domande. Alfredo Zampogna, con Vinicio Nardo difensore della famiglia di Chiara Costanzo, giovane morta nel rogo, ricorda ai pm che nel 2021 i coniugi finiscono nella «black list» di una banca francese per dei documenti falsi. In Svizzera, invece, hanno la strada spianata e collezionano mutui: «C’erano soci occulti dei Moretti che offrirono garanzie?», chiede il legale. Per acquistare il Constel, Jacques e Jessica ottengono un mutuo all’87%. Zampogna chiede che il “Corso” torni in carcere perché avrebbe mentito sui suoi redditi, non dichiarando una pensione di invalidità di 2.500 euro al mese e «occultando» 160 mila franchi. «Non c’è stato alcun perdono. Li ho ascoltati, questo è tutto», dice Leila Micheloud, mamma di due ragazze ferite, parlando dell’incontro avuto con i coniugi mercoledì. Il giorno dopo, l’assalto di altri parenti ai Moretti e ai loro legali, stigmatizzato ieri dagli ordini degli avvocati svizzeri.

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