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Il lungo viaggio delle rose rosse. Da dove viene e quanto costa il fiore simbolo di San Valentino

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Oggi ne saranno regalate quasi 30 milioni, la gran parte non sono italiane
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Fanno un viaggio lunghissimo per dire ti amo. Quelle partite più lontano arrivano dall’Ecuador, molte sono state colte in Africa, soprattutto in Kenya. Sono le quasi 30 milioni di rose (perlopiù rosse) che oggi, 14 febbraio, giorno di San Valentino, saranno regalate alla persona amata.

Un giro del mondo (e di affari) floreale: secondo Cia-Agricoltori Italiani, in Italia il mercato dei fiori recisi, venduti per San Valentino, genererà quest’anno più di 80 milioni di euro di fatturato complessivo. Anche nel 2026, come nelle ultime edizioni della Festa degli innamorati, si prevede che saranno acquistati e regalati circa 35 milioni di pezzi. E la stragrande maggioranza saranno, appunto, rose, che rappresenteranno tra il 70 e l’80% del totale, con quelle rosse a farla da padrone.

“Le rose a gambo lungo (sopra 70 cm) sono sempre le più ricercate”, dicono dalla Cia, “e continuano ad attestarsi, al dettaglio, tra gli 8 e i 10 euro. Aumenti vengono registrati, invece, sui tagli più piccoli (tr…

Fanno un viaggio lunghissimo per dire ti amo. Quelle partite più lontano arrivano dall’Ecuador, molte sono state colte in Africa, soprattutto in Kenya. Sono le quasi 30 milioni di rose (perlopiù rosse) che oggi, 14 febbraio, giorno di San Valentino, saranno regalate alla persona amata.

Un giro del mondo (e di affari) floreale: secondo Cia-Agricoltori Italiani, in Italia il mercato dei fiori recisi, venduti per San Valentino, genererà quest’anno più di 80 milioni di euro di fatturato complessivo. Anche nel 2026, come nelle ultime edizioni della Festa degli innamorati, si prevede che saranno acquistati e regalati circa 35 milioni di pezzi. E la stragrande maggioranza saranno, appunto, rose, che rappresenteranno tra il 70 e l’80% del totale, con quelle rosse a farla da padrone.

“Le rose a gambo lungo (sopra 70 cm) sono sempre le più ricercate”, dicono dalla Cia, “e continuano ad attestarsi, al dettaglio, tra gli 8 e i 10 euro. Aumenti vengono registrati, invece, sui tagli più piccoli (tra i 40 e 60 cm), raggiungendo anche i 6 euro. Aumentano infatti i costi sulle produzioni importate di circa il 5%, mentre a livello nazionale i prezzi si mantengono stabili”.

A incidere sul prezzo finale è certamente il lungo viaggio fatto da questi fiori scelti per simboleggiare l’amore romantico. “Arrivano fino a noi dopo almeno 5 giorni che sono state recise”, spiega Gianluca Incerpi, direttore del Mefit di Pescia (Pistoia), che contende a Sanremo il titolo di più grande mercato florovivaistico d’Italia. “Perché giungano integre da Sudamerica e Africa, occorre che venga mantenuta durante tutto il viaggio la catena del freddo. Quindi contenitori refrigerati negli aerei che le portano in Olanda, dove vengono sdoganate (anche se non ci sono dazi), e celle frigorifero sui camion che le fanno arrivare ai nostri mercati”. Ma far volare una rosa senza ammaccarla non è come trasportare ananas… “E infatti prima dell’imbarco vengono raccolte in mazzi da 80-100 steli, poi protette con del cartone e messe nelle scatole”, racconta Incerpi.

Oltre a Ecuador e Kenya, i principali esportatori sono Colombia, Etiopia, Uganda e Tanzania. Comunque un lungo viaggio, che potrebbe indurre qualche innamorato a fare domani un omaggio floreale più sostenibile. Da qualche anno si batte per questo Flowers Fair Plants (Ffp), organizzazione senza scopo di lucro che certifica fiori e piante coltivati in modo responsabile e sostenibile.

Oppure si può optare per rose a chilometro (quasi) zero. Difficile che siano sbocciate nel giardino di casa in questo periodo dell’anno. Ma una piccola produzione made in Italy c’è ancora. “Si coltivano soprattutto in Versilia e Puglia”, conferma Incerpi. “Ma in serra. E in questo periodo dell’anno le serre devono essere riscaldate”. E così anche la maggiore sostenibilità ambientale delle rose nostrane resta tutta da dimostrare. E se regalassimo un altro fiore? “A San Valentino il consumo è quasi esclusivamente di rose, anche se c’è un effetto traino su altre specie floricole”, risponde Incerpi. “Se poi si volesse scegliere una alternativa italiana, suggerisco le bulbose che fioriscono in questo periodo: fresie, iris e tulipani. Ecco, un bel tulipano rosso può benissimo sostituire la rosa per San Valentino. E magari arriva dalla Campania, che ne ha una grande produzione”.

Passata la festa degli innamorati, gli addetti al settore si concentreranno sull’8 marzo. “Si stanno già tagliando i rami di mimosa per metterli in frigo: con una temperatura di un grado si conservano anche per un mese”, conferma Incerpi. Il problema è che fioriscono sempre prima a causa del cambiamento climatico. “Quando aprimmo il mercato di Pescia nel 1988 la fioritura era proprio a ridosso della Festa della Donna. Ma da vent’anni in qua le mimose sbocciano con crescente anticipo”.

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