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Bimbo in attesa di cuore: i silenzi dell’ospedale, per un mese ha taciuto la verità sul trapianto

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l report del 23 dicembre si limitava a parlare di trapianto fallito. Solo il 21 gennaio, dopo la denuncia dei genitori, l’ammissione dell’errore
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“Organo congelato durante il trasporto”. L’ospedale Monaldi ha spiegato così il problema che ha impedito la riuscita del trapianto di cuore al bambino di due anni che oggi vive attaccato al macchinario Ecmo. Lo ha fatto però molto dopo l’evento, con una segnalazione che sarebbe arrivata al Centro nazionale trapianti (Cnt) quasi un mese dopo l’intervento. Come mai si è aspettato tanto a rendere noto quello che era successo? Sarà probabilmente uno degli interrogativi ai quali risponderanno la procura e gli ispettori del ministero alla Salute, che si stanno occupando della ricostruzione.

Il trasporto dell’organo

Il trapianto avviene il 23 dicembre, grazie al cuore di un bambino di quattro anni che una équipe del Monaldi è andata a prendere a Bolzano. L’intervento non va bene a causa di problemi nel trasporto i cui effetti, il congelamento di parte dell’organo, appaiono subito chiari nella sala operatoria dell’ospedale campano. Da Napoli, però, quel giorno non segnalano particolari erro…

“Organo congelato durante il trasporto”. L’ospedale Monaldi ha spiegato così il problema che ha impedito la riuscita del trapianto di cuore al bambino di due anni che oggi vive attaccato al macchinario Ecmo. Lo ha fatto però molto dopo l’evento, con una segnalazione che sarebbe arrivata al Centro nazionale trapianti (Cnt) quasi un mese dopo l’intervento. Come mai si è aspettato tanto a rendere noto quello che era successo? Sarà probabilmente uno degli interrogativi ai quali risponderanno la procura e gli ispettori del ministero alla Salute, che si stanno occupando della ricostruzione.

Il trasporto dell’organo

Il trapianto avviene il 23 dicembre, grazie al cuore di un bambino di quattro anni che una équipe del Monaldi è andata a prendere a Bolzano. L’intervento non va bene a causa di problemi nel trasporto i cui effetti, il congelamento di parte dell’organo, appaiono subito chiari nella sala operatoria dell’ospedale campano. Da Napoli, però, quel giorno non segnalano particolari errori al Cnt. La sera viene solo inviata a Roma, come da prassi in questi casi, la notizia del fallimento del trapianto di cuore, senza particolari spiegazioni sul perché. Del resto è una cosa che può accadere quando si affrontano interventi così delicati, la cui buona riuscita non è mai certa al 100%. Così il bambino, che era stato tolto dalla lista d’attesa nazionale la mattina, il giorno stesso viene inserito di nuovo, come caso urgente.

Gli eventi avversi

Non risultano altre comunicazioni, almeno per molti giorni, anche se i protocolli prevedono che i cosiddetti “eventi avversi” debbano essere comunicati entro 24 ore al Cnt, che tra l’altro può assistere i vari centri nel lavoro di ricostruzione delle cause.

L’esposto della famiglia

Anche la famiglia del bambino resta per giorni all’oscuro di quanto accaduto. Quando capisce che potrebbero esserci stati errori, decide di fare un esposto. È l’11 di gennaio. Sarebbe proprio l’atto presentato dall’avvocato della madre e del padre a spingere il Monaldi ad avviare un audit, cioè a fare una verifica interna su tutte le fasi del trapianto, dalla partenza dei medici da Napoli per Bolzano alla conclusione dell’intervento in sala operatoria. Quando finisce il lavoro di approfondimento interno si decide finalmente di coinvolgere il Cnt.

Un mese dopo

La segnalazione di “evento avverso” parte il 21 gennaio, praticamente un mese dopo l’intervento. Nel documento si parla, appunto, del problema del congelamento dell’organo durante il trasporto. Non si specifica cosa sia successo di preciso. Filtra, comunque, che l’équipe con il chirurgo prelevatore parte da Napoli con il contenitore per il cuore, come da prassi. Una volta raccolto l’organo ci si accorge che non c’è abbastanza ghiaccio per assicurare una conservazione sicura e viene chiesta un’aggiunta al personale di Bolzano (c’è una macchina per produrlo in molte sale operatorie).

Se questo abbia a che fare con il problema riscontrato successivamente va chiarito, come devono essere approfondite le condizioni del contenitore, per capire se avesse dei guasti o comunque problemi di funzionamento. Questi dispositivi devono avere dei termometri esterni perché sia possibile tenere sotto controllo costantemente la temperatura e andrà visto se quello utilizzato in questo caso era a posto.

Il trapianto fatto comunque

Comunque sia, quando l’équipe rientra al Monaldi ci si rende conto che il cuore si è in parte congelato. L’intervento di espianto dell’organo malato al bambino però è già iniziato e non è possibile tornare indietro. Il trapianto viene fatto anche se l’organo non funzionerà mai, rendendo appunto necessario l’uso del macchinario che assicura la circolazione extracorporea.

L’Audit

Quello che accade al Monaldi viene classificato nell’audit dell’ospedale come rischio 5, cioè il più grave. La conseguenza, si spiega nel documento dell’ospedale è la «mancata ripresa funzionale dell’organo». Ci sono indicazioni anche sulle possibili cause, che vengono indicate come problemi organizzativi.

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