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Crans-Montana, il bodyguard: “Jessica ci aveva detto di tenere chiuse le porte di sicurezza”

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Predrag Jankovic era uno dei due vigilantes del Constellation, il suo collega è morto. La procura è sotto assedio: pioggia di critiche sui pm. Un avvocato delle vittime: “Cambiarli”. I legali dei Moretti: “Autorizzano la giustizia privata”. Polemiche sulla procuratrice Pilloud: “Lei e il sindaco in una confraternita”
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SION – Quattro giorni dopo l’incendio al Constellation, sua mamma ha lanciato una raccolta fondi online: “Predrag è rimasto gravemente ustionato mentre lavorava a Crans-Montana, nel tentativo di salvare le persone dalle fiamme. È sopravvissuto ma necessita ancora di un intervento chirurgico alla mano, di un innesto cutaneo e di un lungo percorso di recupero fisico e psicologico”.

Il ruolo degli addetti alla sicurezza e il giallo dell’unico contratto

Predrag Jankovic era una delle due guardie di sicurezza arruolate nel locale a Capodanno. Il suo collega, Stefan Ivanovic, è morto mentre cercava di aiutare i ragazzi intrappolati nel seminterrato. Lui si è salvato e oggi affiancato dal suo avvocato Thomas Barth, è stato interrogato nella sede della polizia di Sion: «Le indicazioni – dice davanti ai pm – date al personale del Constellation nella notte di Capodanno era di tenere le due porte di sicurezza chiuse e di consentire l'accesso e l'uscita solo dalla porta principale. Ho sentito par…

SION – Quattro giorni dopo l’incendio al Constellation, sua mamma ha lanciato una raccolta fondi online: “Predrag è rimasto gravemente ustionato mentre lavorava a Crans-Montana, nel tentativo di salvare le persone dalle fiamme. È sopravvissuto ma necessita ancora di un intervento chirurgico alla mano, di un innesto cutaneo e di un lungo percorso di recupero fisico e psicologico”.

Il ruolo degli addetti alla sicurezza e il giallo dell’unico contratto

Predrag Jankovic era una delle due guardie di sicurezza arruolate nel locale a Capodanno. Il suo collega, Stefan Ivanovic, è morto mentre cercava di aiutare i ragazzi intrappolati nel seminterrato. Lui si è salvato e oggi affiancato dal suo avvocato Thomas Barth, è stato interrogato nella sede della polizia di Sion: «Le indicazioni – dice davanti ai pm – date al personale del Constellation nella notte di Capodanno era di tenere le due porte di sicurezza chiuse e di consentire l'accesso e l'uscita solo dalla porta principale. Ho sentito parlare Jessica con i suoi collaboratori, dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse"

L’interrogatorio serve per ricostruire la dinamica dell'incendio e il ruolo dei vigilantes. Sul ruolo e sulla presenza degli addetti alla sicurezza alcuni aspetti non sono ancora chiari: erano loro, per esempio, a dover controllare l’età dei clienti che entravano nel locale? E perché dalle carte risulta un solo contratto ufficiale per lavorare quella notte (quello di Stefan)?

Un avvocato chiede di cambiare la squadra di pm

Le critiche ai pm che seguono l’inchiesta sulla strage non si fermano. Un avvocato delle famiglie delle vittime, Garen Ucari, ha depositato una richiesta di ricusazione. In pratica, un giudice dovrà esprimersi sulla richiesta di cambiare la squadra dei pm. L’atto del legale è molto duro: “L'esame del fascicolo dimostra l'esistenza di un numero senza precedenti di gravi inadempienze ed errori, per lo più evidenti, nella conduzione del procedimento”. Omissioni che fanno “dubitare oggettivamente della capacità e/o della volontà dei magistrati interessati di svolgere la loro missione”. Infine un elenco di cosa non va: dai ritardi nelle perquisizioni nei confronti di Jacques e Jessica Moretti e degli uffici del Comune al mancato sequestro tempestivo dei cellulari e delle riprese video della zona; dalla “gestione caotica delle autopsie” (pochissime quelle svolte) a quella, altrettanto “caotica”, delle misure cautelari per i due principali indagati che “denota una palese mancanza di serietà”.

Gli avvocati dei Moretti alla procura: "Autorizzata una giustizia privata”

Gli attacchi alla procura guidata da Béatrice Pilloud arrivano anche dai legali dei Moretti. Il casus belli, ancora una volta, è il sito aperto da un avvocato delle vittime, Romain Jordan, per permettere di segnalare in maniera anonima agli utenti materiale utile alle indagini. I difensori dei titolari del Constellation avevano chiesto di bloccare il sito; la procura aveva respinto questa richiesta; con una lettera, Nicola Meier e Yahel Hayat attaccano: “Avete scelto di autorizzare una giustizia privata invece di una giustizia statale. Una giustizia privata, priva di qualsiasi controllo. La difesa è così privata, sotto la vostra responsabilità, di ogni garanzia sulla regolarità delle modalità di raccolta e trattamento delle prove, ma anche della possibilità di consultarle e quindi di conoscerle”.

La procuratrice nel mirino per un evento di gala con i politici

Intanto la stampa svizzera punta il dito contro la procuratrice generale del Vallese Pilloud. In primavera doveva patrocinare un evento di gala con i politici vallesani – gli stessi, tra l’altro, sui quali potrebbe dover indagare – promosso dall’Ordre de la Channe, l’associazione dei viticoltori, che annovera membri di spicco della società locale tra cui il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Feraud. A seguito dell’uscita della notizia, Pilloud ha ritirato il suo sostegno all’iniziativa. “Ciò che le corporazioni sono per Zurigo, le confraternite del vino sono per la Svizzera occidentale – scrive Nzz - qui si incontrano i membri dell'élite del rispettivo cantone. Si incontrano in occasione di eventi festivi, si scambiano informazioni aggiornate e, secondo la loro stessa descrizione, promuovono la viticoltura locale”. Quantomeno inopportuno. “Un tale legame potrebbe mettere in discussione l’imparzialità della procura vallesana”, dice Christophe de Galembert, che rappresenta le famiglie di quattro vittime.

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