Le ore della rassegnazione dichiarata arrivano dopo quelle serali-notturne di martedì quando in tv si cercava da giorni qualcosa che somigliasse a una sorta di Vermicino 4.0. Dopo ore e ore di gestione mediatica sconcertante da parte delle tv ma non solo, mamma del bambino e avvocato della famiglia spesso in prima persona nei programmi che da mattina a sera, e pomeriggio di più, cercavano famelici aggiornamenti, arrivava a sera inoltrata la notizia di un possibile cuore nuovo, la mamma convocata in ospedale: in diretta c’erano quelli di Rete4, È sempre Cartabianca, collegamento con l’ospedale Monaldi, ovvero con l’area esterna, un’inviata e l’avvocato, fisso e imperterrito con l’auricolare a rispondere alle domande della sempre più incalzante Bianca Berlinguer.
Le ore della rassegnazione dichiarata arrivano dopo quelle serali-notturne di martedì quando in tv si cercava da giorni qualcosa che somigliasse a una sorta di Vermicino 4.0. Dopo ore e ore di gestione mediatica sconcertante da parte delle tv ma non solo, mamma del bambino e avvocato della famiglia spesso in prima persona nei programmi che da mattina a sera, e pomeriggio di più, cercavano famelici aggiornamenti, arrivava a sera inoltrata la notizia di un possibile cuore nuovo, la mamma convocata in ospedale: in diretta c’erano quelli di Rete4, È sempre Cartabianca, collegamento con l’ospedale Monaldi, ovvero con l’area esterna, un’inviata e l’avvocato, fisso e imperterrito con l’auricolare a rispondere alle domande della sempre più incalzante Bianca Berlinguer.
Complice lo svolgimento incredibile della vicenda, inutile far presente o sperare che, semmai, in quelle ore, al pari delle giornate precedenti, fosse il momento in cui fare tutti un passo indietro e attendere parole definitive lasciando ai diretti interessati, ovvero gli esperti, il tempo necessario.
Ma ovviamente non funziona così, e la presenza insistita da giorni in tutti i programmi in questione di mamma e avvocato aveva concesso una sorta di via libera per l’intero sistema mediatico. Intanto martedì, a sera, il mini-accampamento davanti all’ospedale napoletano assumeva un aspetto sempre più inquietante, mentre la raffica di domande da studio non conosceva tregua, soprattutto sul pregresso e sugli errori commessi finora con sottintesa ricerca di colpevoli – ancora ieri sera, talk e sotto-talk ovunque, a chiedere punizioni esemplari, per chi non si sa.
E non si sa nemmeno quanti davanti alle tv in questi giorni abbiano provato disagio. L’altra sera poi a Cartabianca tirava davvero aria di grandissime notizie e si tentava al di là di ogni freddezza razionale di trasmettere rinnovato ottimismo. Il tutto, va ribadito, su una vicenda che nessuno poco esperto potrà mai cogliere davvero nelle sue verità effettive. E però, da giorni e ovunque tra i canali, si è vissuto il classico caso nel quale in tv e ovunque conta tutt’altro, creare palpitante aspettativa, lanciare al pubblico in attesa segnali di chissà quale svolta imminente. Finché è arrivata la notte di martedì, una notte che si faceva sempre più nera, le luci livide dei riflettori davanti a un ospedale e altri milioni di inutili parole per riempire quello che si rivelava un grande, angosciante, spazio vuoto.