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Crans, il buttafuori inchioda Jessica: “Ordinò di tenere chiuse le porte”

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Crans, la testimonianza di Predrag Jankovic, guardia al Constellation la notte di Capodanno: “Non si entrava o usciva senza pagare”
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Sion – I segni delle ustioni sul viso e sulle mani. I ricordi più duri che riemergono in aula: «Ho visto gente morire, persone sfigurate». E un dettaglio che diventa un atto d’accusa contro i Moretti: «Quella sera venne deciso che solo l’ingresso principale doveva rimanere aperto, le altre porte chiuse per evitare che i clienti entrassero senza pagare».

L’uomo davanti alla polizia di Sion si chiama Predrag Jankovic e a Capodanno fa il “buttadentro” del Constellation. «Sono un falegname ma a volte lavoro con un’agenzia di sicurezza. Era la mia prima volta in quel bar. Non ero preparato contro gli incendi, non sapevo dove fossero gli estintori o dello spettacolo con le candele. Sapevo che la schiuma era pericolosa ma non l…

Sion – I segni delle ustioni sul viso e sulle mani. I ricordi più duri che riemergono in aula: «Ho visto gente morire, persone sfigurate». E un dettaglio che diventa un atto d’accusa contro i Moretti: «Quella sera venne deciso che solo l’ingresso principale doveva rimanere aperto, le altre porte chiuse per evitare che i clienti entrassero senza pagare».

L’uomo davanti alla polizia di Sion si chiama Predrag Jankovic e a Capodanno fa il “buttadentro” del Constellation. «Sono un falegname ma a volte lavoro con un’agenzia di sicurezza. Era la mia prima volta in quel bar. Non ero preparato contro gli incendi, non sapevo dove fossero gli estintori o dello spettacolo con le candele. Sapevo che la schiuma era pericolosa ma non l’avevo vista. Dovevo stare all’ingresso e controllare le carte d’identità. I gruppi li facevo passare per non creare ingorghi. Se c’erano tavoli che spendevano e prendevano bottiglie avevo indicazione di far entrare». Ecco perché nel locale ci sono anche ragazzi di appena 14 e 15 anni. «Io sarei stato pagato cash, il contratto lo avrei firmato a fine serata». Prima della strage assiste a una conversazione tra Jessica Moretti, il “figlioccio” di Jacques, Jean-Marc Gabrielli e Cyane Panine, la «cameriera col casco» morta nel rogo. «Dicevano che l’ingresso doveva essere solo quello principale, con le altre porte chiuse per evitare che la gente entrasse e uscisse senza pagare». Così la porta di servizio al piano terra viene chiusa con un chiavistello.

Eppure Jessica, durante il suo interrogatorio, dice: «Non passa giorno senza che mi chieda perché fosse chiusa quella sera». Poco dopo l’una di notte, a Jankovic dicono che c’è un incendio nel seminterrato. Scende lungo la stretta scala. «Ho incrociato Jessica che risaliva verso l’uscita. Giù c’era troppo fumo. Tutto sarà durato un minuto. Ho visto gente morire, sono uscito arrampicandomi sulle scale». Sotto di lui «c’erano persone svenute o morte. Fuori ho visto ragazzi sotto shock, sfigurati con la pelle a brandelli. Chi urlava, chi filmava». Fa in tempo a notare un’altra cosa: «Ho visto qualcuno colpire la porta di servizio con le sedie, per sfondarla», nel disperato tentativo di aprirla. La stessa chiusa col chiavistello dietro alla quale c’è il corpo di Cyane.

Predrag parla di Stefan Ivanovic, il suo collega morto che a Capodanno lavora al piano di sotto: «Era come un fratello, venivamo dallo stesso villaggio in Serbia». Il “buttadentro” denuncia i Moretti e il sindaco di Crans-Montana. Il suo avvocato Thomas Barth dice: «La sua è stata una deposizione eroica». «Sono emersi elementi utili per ricostruire la dinamica», dice l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, che assiste i famigliari della giovane ferita italiana Sofia D. assieme a Pierluca Degni e Marco Giannone. Il Tg3 pubblica un nuovo video della serata che mostra l’arrivo delle bottiglie con le candele pirotecniche. Secondo alcune fonti, nuove immagini delle telecamere del Constellation potrebbero raccontare gli istanti dell’incendio. Anche Jessica Moretti paga una cauzione di 200 mila franchi che le consente di rimanere libera. Lo stesso importo che ha permesso a Jacques di uscire dal carcere. E la procuratrice Béatrice Pilloud trasmette al tribunale — che dovrà esprimersi — la richiesta di ricusazione contro i pm di un avvocato delle vittime, Garen Ucari. Oggi a Berna vertice tra i magistrati della procura di Roma — il procuratore capo Francesco Lo Voi, l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio — e gli omologhi svizzeri.

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