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Crans, a Berna il vertice tra le procure di Roma e Sion. I pm italiani: “È stato un primo passo”

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La delegazione, guidata dal procuratore capo Francesco Lo Voi, ha incontrato gli omologhi svizzeri: “Cooperazione rafforzata”
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BERNA - Primo: capire l'esito della rogatoria attraverso la quale la Procura di Roma chiede le carte dell'inchiesta. Secondo: porre le basi per una solida collaborazione tra investigatori italiani e svizzeri. Terzo, forse il più delicato: creare una squadra investigativa comune.

Vertice in Bundernain 20, nel cuore di Berna: in questo palazzo grigio, sede dell'ufficio federale della giustizia svizzera, è andato in scena il vertice tra magistrati italiani e quelli di Sion che lavorano sulla strage di Crans-Montana: 41 morti e 115 feriti a Capodanno al Constellation.

Da una parte il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, l'aggiunto Giovanni Conzo e il sostituto Stefano Opilio, con il tenente colonnello dei carabinieri Ste…

BERNA - Primo: capire l'esito della rogatoria attraverso la quale la Procura di Roma chiede le carte dell'inchiesta. Secondo: porre le basi per una solida collaborazione tra investigatori italiani e svizzeri. Terzo, forse il più delicato: creare una squadra investigativa comune.

Vertice in Bundernain 20, nel cuore di Berna: in questo palazzo grigio, sede dell'ufficio federale della giustizia svizzera, è andato in scena il vertice tra magistrati italiani e quelli di Sion che lavorano sulla strage di Crans-Montana: 41 morti e 115 feriti a Capodanno al Constellation.

Da una parte il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, l'aggiunto Giovanni Conzo e il sostituto Stefano Opilio, con il tenente colonnello dei carabinieri Stefano Carella, esperto per la Sicurezza del ministero dell'Interno presso l'ambasciata italiana a Berna e Salvatore Gava, primo dirigente della Polizia di Stato e capo della Divisione reati contro la persona dell'Ufficio centrale nazionale Interpol. Dall'altro, la procuratrice generale del cantone vallese Béatrice Pilloud, da settimane bersagliata dalle critiche per la conduzione delle indagini da parte della sua squadra di pm. Non ultima, l'accusa di far parte di un'associazione, la "confraternita del vino", che annovera tra i suoi membri il sindaco di Crans-Montana Feraud, a sua volta nella bufera per i mancati controlli del Comune nel locale dei Moretti dal 2020 al 2025: due suoi funzionari sono indagati. Ancora, sulla procura vallese pende una richiesta di ricusazione: un avvocato delle vittime chiede di cambiare il pool di magistrati. Dovrà esprimersi un giudice.

Il confronto dei procuratori italiani con i colleghi svizzeri rappresenta il primo passo nell'esecuzione della rogatoria internazionale avviata dopo la strage. "Desidero ringraziare le autorità svizzere”, ha spiegato Lo Voi dopo l’incontro”, per avere voluto organizzare questo incontro come primo passo dell'esecuzione della rogatoria e che ha visto oggi un accordo sulla possibilità di cooperare in maniera rafforzata nelle attività di esecuzione anche attraverso, per esempio, la selezione dei documenti che possono essere di interesse per l'autorità giudiziaria italiana e che sono stati già raccolti insieme a numerosissimi altri elementi di prova da parte della procura generale di Sion. Documenti che quindi potranno essere raccolti e selezionati anche con la partecipazione degli inquirenti italiani. Tutto questo in un regime di reciprocità, nel senso che anche gli accertamenti che sono stati compiuti dall'Italia nel corso delle indagini svolte dalla Procura di Roma, potranno essere messi a disposizione su loro richiesta, se ne avranno bisogno, dei colleghi svizzeri".

Non è ancora chiaro se sarà costituita e in che grado la squadra investigativa comune, su cui il Governo italiano ha espresso molte aspettative. Gli inquirenti romani chiedono anche di potere avere tutta l'attività istruttoria svolta dai colleghi elvetici. Non solo i verbali degli interrogatori degli indagati e dei testimoni, ma anche la documentazione sulle autorizzazioni ricevute dal comune e tutti gli atti relativi al mancato rispetto della normativa sulla sicurezza.

E non è ancora chiaro di quale sarà l’effetto sulle relazioni diplomatiche tra l'Italia e la Confederazione elvetica e l'eventuale rientro a Berna dell'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma il 24 gennaio a seguito della scarcerazione del proprietario del Constellation Jacques Moretti decisa dal Tribunale per le misure coercitive del Vallese.

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