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“Mancano 10mila carabinieri”, ma il ritorno degli ausiliari non piace ai sindacati di polizia

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L’allarme del comandante generale dell’Arma Luongo. Lettera a Meloni: “Così si alterano gli equilibri nella sicurezza”
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Con 10.200 carabinieri in meno nella pianta organica, «l’operatività dell’Arma è fortemente condizionata», denuncia il comandante generale Salvatore Luongo all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola ufficiali. Gli anni del blocco delle assunzioni durante la spending review hanno scavato un gap che la ripresa a pieno ritmo del turn over non riesce a colmare. Da qui la forte spinta al ritorno di una figura, quella dei carabinieri ausiliari presenti nei ruoli dell’Arma per quasi un secolo fino al 2005, anno dell’abolizione della leva obbligatoria.

Il piano dei riservisti

La creazione di una sorta di bacino di 15mila riservisti volontari della Difesa, 12mila dei quali destinati all’Arma dei carabinieri potrebbe essere la soluzione più immediata per rafforzare i reparti da impiegare in servizi di ordine pubblico e di vigilanza sul territorio a cominciare dall’operazione Strade sicure che oggi vede ancora impiegati poco meno di settemila uomini dell’Esercito che il ministro Crose…

Con 10.200 carabinieri in meno nella pianta organica, «l’operatività dell’Arma è fortemente condizionata», denuncia il comandante generale Salvatore Luongo all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola ufficiali. Gli anni del blocco delle assunzioni durante la spending review hanno scavato un gap che la ripresa a pieno ritmo del turn over non riesce a colmare. Da qui la forte spinta al ritorno di una figura, quella dei carabinieri ausiliari presenti nei ruoli dell’Arma per quasi un secolo fino al 2005, anno dell’abolizione della leva obbligatoria.

Il piano dei riservisti

La creazione di una sorta di bacino di 15mila riservisti volontari della Difesa, 12mila dei quali destinati all’Arma dei carabinieri potrebbe essere la soluzione più immediata per rafforzare i reparti da impiegare in servizi di ordine pubblico e di vigilanza sul territorio a cominciare dall’operazione Strade sicure che oggi vede ancora impiegati poco meno di settemila uomini dell’Esercito che il ministro Crosetto preferirebbe far tornare a compiti tradizionali.

La contrarietà delle forze di polizia

Ma proprio il piano di Crosetto con l’ipotizzato ingresso di 12mila nuove unità, seppure ausiliarie, negli organici dell’Arma sta già provocando più di un mal di pancia nelle forze di polizia. Con una lettera congiunta inviata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i segretari dei sindacati di polizia Sap, Coisp, Silp-Cgil e Fsp (che rappresentano oltre il 60% dei poliziotti italiani, obiettano che il piano «non è un intervento neutro ma una scelta che rischia di alterare gli equilibri dell’intero comparto Sicurezza e Difesa».

I sindacati di polizia chiedono l’immediata apertura di un tavolo di confronto e si spingono a minacciare lo stato di agitazione. «Introdurre esclusivamente la figura del carabiniere ausiliario senza prevedere analoghe figure per le altre forze di polizia — scrivono Stefano Paoloni, Domenico Pianese, Valter Mazzetti e Pietro Colapietro — spinge il Paese verso un modello di sicurezza pubblica a marcata impronta militare».

Volontari, a termine e con stipendio ridotto

Ma ecco come funzionerebbe l’ipotizzato ritorno dei carabinieri ausiliari. Si tratterebbe di volontari reclutati con la pubblicazione di un bando, per un periodo limitato di un anno, massimo due, chiamati a frequentare un rapido corso di formazione, pagati naturalmente con uno stipendio ridotto rispetto ai carabinieri effettivi, ed impiegati in affiancamento al personale più esperto in servizi di difesa integrata del territorio ed ordine pubblico.

Al momento solo un progetto che attende il varo di uno strumento normativo più ampio, un disegno di legge già sul tavolo di Crosetto destinato a rafforzare il settore della Difesa, che il comandante dell’Arma vede di buon occhio: «Una soluzione diversa e integrativa: l’istituzione della figura del carabiniere ausiliario della riserva volontaria, così da disporre di personale aggiuntivo, con costi più contenuti, da affiancare ai richiami in servizio, in caso di emergenze».

Il Pd rilancia: “Meloni, solo promesse”

Ma l’allarme di Luongo sulla carenza di organici rilancia le accuse del centrosinistra. «Meloni ignora l’accorato richiamo del generale Luongo — dice Matteo Mauri, del Pd — il suo governo continua a fare tante promesse al comparto sicurezza, ma non ne mantiene nessuna».

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