Famiglia nel bosco, Cate abbraccia la tutrice: “Credo nella giustizia”. Ma il Tribunale non si fida
dal nostro inviato Corrado ZuninoL’AQUILA – L’ultima seduta dura due ore e Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, in un alternarsi di stati d’animo guidati sempre da lei, si concedono una pizza da asporto sul corso dell’Aquila. Cate, il vero soggetto familiare sotto controllo, vede in strada a tutrice dei suoi figli, l’avvocata Marika Bolognese, e l’abbraccia caldamente: “Grazie per quello che stai facendo”. I rapporti, spesso, sono stati tesi. La madre australiana continua a mantenersi distante, invece, dalla curatrice, l’avvocata Maria Luisa Palladino, anche lei ieri all’Aquila per la quarta perizia psichiatrica sui genitori. Catherine è convinta che la curatrice non piaccia ai figli, soprattutto al più piccolo.
Prima di entrare a Palazzo Manieri, …
L’AQUILA – L’ultima seduta dura due ore e Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, in un alternarsi di stati d’animo guidati sempre da lei, si concedono una pizza da asporto sul corso dell’Aquila. Cate, il vero soggetto familiare sotto controllo, vede in strada a tutrice dei suoi figli, l’avvocata Marika Bolognese, e l’abbraccia caldamente: “Grazie per quello che stai facendo”. I rapporti, spesso, sono stati tesi. La madre australiana continua a mantenersi distante, invece, dalla curatrice, l’avvocata Maria Luisa Palladino, anche lei ieri all’Aquila per la quarta perizia psichiatrica sui genitori. Catherine è convinta che la curatrice non piaccia ai figli, soprattutto al più piccolo.
Prima di entrare a Palazzo Manieri, Cate era scappata nel bagno di un bar sotto l’assedio delle telecamere. Quindi aveva detto, come il marito due giorni prima: “Credo nell’umanità, nella giustizia e nelle persone che ci lavorano”. Un cambio di direzione totale a poca distanza dall’attacco proprio nei confronti dell’avvocata Palladino: “Voi rendete infelici i miei figli e poi gli offrite solo zuccheri, siringhe e scuola”, le aveva scritto via WhatsApp il 12 febbraio. Ecco, sono proprio questi sbalzi d’umore, di una donna sempre più difficile da controllare anche da parte degli avvocati, il motivo per cui il Tribunale dei minorenni dell’Aquila mantiene i dubbi sule qualità genitoriali di Catherine Birmingham.
“Non risultano autolesionismi dei piccoli”
Le relazioni tecniche che arrivano con cadenza costante sulla Pec della giudice Cecilia Angrisano, lei continua a condurre il caso in attesa della ratifica della nomina di Nicoletta Orlandi come nuova presidente, sono negative, in alcuni casi molte negative, nei confronti dell’influencer di Melbourne. L’ultima, appena depositata, registra il parere delle educatrici della casa di accoglienza di Vasto a proposito degli episodi di autolesionismo che si sarebbero inflitti i tre figli: mani scavate dai morsi e poi oggetti lanciati, aggressività diffusa. Lo ha detto ripetutamente Catherine e lo hanno scritto nelle loro istanze gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas. Alla richiesta se questo fosse stato riscontrato, la responsabile della struttura, la psicologa Lucia Fiorillo, ha riposto: no. In modo netto. “I bambini sono integrati, hanno scoperto i giochi da tavola e i pattini”, aveva già detto a Repubblica. Ora c’è un atto pubblico a confermarlo. E’ stata un’esagerazione della madre per fare pressione sul tribunale e la pubblica opinione? Anche questo aspetto dovrà essere valutato, a breve, dai quattro giudici dell’Aquila.
La scuola imposta ma non accettata
La tutrice e la curatrice continuano a lavorare per dare ai tre piccoli Trevallion-Birmingham - da tutti definiti speciali - il futuro migliore, ma Catherine si oppone a ogni indicazione che riceve. Esistono problemi tutt’oggi non superati. Le difficoltà di sostentamento da parte di Nathan e Cate, per esempio. Lui mantiene gli animali a Palmoli, nel Basso Chietino, lei ha smesso di lavorare a distanza come consulente bio-organica da quando – e sono tre mesi – vive nella struttura protetta di Vasto. La scuola, ancora, è stata imposta dall’avvocata Palladino, attraverso le lezioni in sede della maestra Lidia Camilla Vallarulo, ma la madre australiana non ha mai detto esplicitamente che farà proseguire questo tipo di istruzione ai figli anche nel momento in cui fossero fuori dalla struttura.
In programma gli accertamenti ematochimici
Sono in programma per domattina a Vasto gli accertamenti ematochimici sui tre bambini, uno degli elementi critici avanzati dal tribunale, ma Catherine – proprio nel lungo WhatsApp poi diventato elemento della memoria dell’avvocata Palladino – ha ricordato la sua contrarietà “alle siringhe” e i suoi convincimenti profondi da no vax.
“Stiamo lavorando tutti insieme per consentire il ricongiungimento di questa famiglia il più presto possibile e per mettere fine a questa sofferenza soprattutto per i tre piccoli”, ha detto l'avvocata Danila Solinas terminata la perizia, ma chi in questa fase frequenta la famiglia per motivi istituzionali ricorda che la questione più grande resta proprio l’isolamento sociale dei tre figli, certo non fugata da un pugno di foto presentate dai difensori. Il Tribunale dei minorennii dell’Aquila non si è tutt’oggi liberato della convinzione che nello stile educativo neorurale di Nathan e, soprattutto, di Catherine vi sia una visione proprietaria dell’essere genitori.
Il test sui bambini il 6 e 7 marzo
La coppia, sempre vicina e mai messa in crisi da questa avventura, saluta i passanti di Corso Vittorio Emanuele e si avvia verso il furgoncino Kangoo, parcheggiato appena fuori, per mangiare la pizza al taglio nelle due ore e mezza del ritorno. Cate li saluta dicendo: “Voglio tornare a essere una madre”.
Venerdì 6 marzo e sabato 7 ci sarà il test psichiatrico a Vasto su tre bambini, ma giovedì prossimo, dopo il consiglio dei quattro giudici, potrebbe arrivare l’ordinanza attesa, e temuta, sul ricongiungimento della famiglia.