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Padova, bambina di 12 anni ricoverata per malaria

(ansa)

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Da alcuni giorni lamentava febbre alta. Era rientrata con la famiglia da un viaggio in Africa
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Una bambina di 12 anni residente a Chioggia è ricoverata in terapia intensiva all’ospedale di Padova dopo aver contratto la malaria. La giovane paziente è arrivata nel primo pomeriggio di domenica 22 febbraio all’ospedale della Navicella con febbre alta, nausea e vomito persistenti da alcuni giorni. Era rientrata da poco con la famiglia da un viaggio in Africa. Le sue condizioni al momento appaiono gravi.

Il trasferimento urgente a Padova

I pediatri dell’ospedale di Chioggia hanno diagnosticato la malaria e avviato immediatamente la terapia specifica. Vista la criticità del quadro clinico, i medici hanno concordato con gli specialisti del centro pediatrico per le malattie infettive di Padova il trasferimento della bambina, avvenuto in serata. Attualmente la bambina è ricoverata in terapia intensiva.

Malaria in Italia

La malaria non è più una malattia endemica in Italia dagli anni Cinquanta, ma ogni anno si registrano casi legati soprattutto a persone rientrate da viaggi in Paesi dove …

Una bambina di 12 anni residente a Chioggia è ricoverata in terapia intensiva all’ospedale di Padova dopo aver contratto la malaria. La giovane paziente è arrivata nel primo pomeriggio di domenica 22 febbraio all’ospedale della Navicella con febbre alta, nausea e vomito persistenti da alcuni giorni. Era rientrata da poco con la famiglia da un viaggio in Africa. Le sue condizioni al momento appaiono gravi.

Il trasferimento urgente a Padova

I pediatri dell’ospedale di Chioggia hanno diagnosticato la malaria e avviato immediatamente la terapia specifica. Vista la criticità del quadro clinico, i medici hanno concordato con gli specialisti del centro pediatrico per le malattie infettive di Padova il trasferimento della bambina, avvenuto in serata. Attualmente la bambina è ricoverata in terapia intensiva.

Malaria in Italia

La malaria non è più una malattia endemica in Italia dagli anni Cinquanta, ma ogni anno si registrano casi legati soprattutto a persone rientrate da viaggi in Paesi dove la malattia è diffusa. Si tratta quindi quasi sempre di casi “importati”, legati alla mobilità internazionale. Negli ultimi anni, tuttavia, i numeri, forniti dal Centro Nazionale epidemiologico, hanno mostrato un aumento: nel 2022 si sono registrati circa 596 casi, nel 2023 sono saliti a 798. La maggior parte è legata a viaggiatori o persone provenienti da aree endemiche. In media si stimano circa 800 casi importati all’anno, alcuni dei quali con complicanze gravi. Anche la letalità, pur restando bassa, è aumentata negli ultimi anni fino allo 0,5%.

Perché i viaggiatori sono a rischio

Nei Paesi non endemici, come l’Italia, la malaria colpisce soprattutto chi rientra da aree tropicali o subtropicali. Il contagio avviene attraverso la puntura di zanzare del genere Anopheles, vettori del parassita Plasmodium. Per questo motivo le autorità sanitarie raccomandano sempre: profilassi farmacologica prima della partenza, protezione dalle punture di zanzara e attenzione ai sintomi dopo il rientro. Febbre alta anche a distanza di giorni o settimane dal viaggio deve sempre essere valutata rapidamente.

L’importanza della diagnosi precoce

La malaria può evolvere rapidamente, soprattutto nelle forme più aggressive come quella da Plasmodium falciparum. Una diagnosi tempestiva e l’inizio immediato della terapia sono fondamentali per ridurre il rischio di complicanze gravi o letali. Il caso della bambina ricoverata a Padova evidenzia proprio questo aspetto: il riconoscimento precoce della malattia e il trasferimento in un centro specializzato sono passaggi decisivi nella gestione clinica.

Un campanello d’allarme

Pur restando una malattia rara in Italia, la malaria continua a rappresentare una minaccia sanitaria legata ai viaggi internazionali e alla globalizzazione. L’aumento dei casi importati e l’instabilità epidemiologica in alcune aree del mondo rendono essenziale mantenere elevata la sorveglianza sanitaria e l’informazione ai viaggiatori. Nel frattempo, la bambina di Chioggia resta ricoverata in terapia intensiva a Padova, seguita dagli specialisti delle malattie infettive pediatriche.

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