Constellation, ecco il momento esatto del disastro. E a Natale il capo dei pompieri era proprio lì
di Tiziana De Giorgio , Rosario Di RaimondoRadiografia di un disastro. Cyane Panine, la “cameriera col casco”, è sulle spalle di un collega che indossa una maschera col sorriso di “V per vendetta”. In mano ha due bottiglie di champagne, le candele brillano. Il clima è di festa e la sua lunga treccia bionda si appoggia alla maglietta nera, alle braccia nude che si alzano. Ma c’è una scintilla che si avvicina troppo al soffitto, a quella schiuma che si rivelerà maledetta. Bastano un paio di secondi: parte una fiamma, nessuno se ne accorge. I pannelli prendono fuoco come paglia. Eppure il corteo festoso, al quale si unisce pure Jessica Moretti, prosegue lungo il seminterrato del Constellation. La musica continua, si canta e si balla. Nessuno lo sa ancora ma è l'inizio della fine: 41 morti e 115 feriti nella notte di Capodanno.
Radiografia di un disastro. Cyane Panine, la “cameriera col casco”, è sulle spalle di un collega che indossa una maschera col sorriso di “V per vendetta”. In mano ha due bottiglie di champagne, le candele brillano. Il clima è di festa e la sua lunga treccia bionda si appoggia alla maglietta nera, alle braccia nude che si alzano. Ma c’è una scintilla che si avvicina troppo al soffitto, a quella schiuma che si rivelerà maledetta. Bastano un paio di secondi: parte una fiamma, nessuno se ne accorge. I pannelli prendono fuoco come paglia. Eppure il corteo festoso, al quale si unisce pure Jessica Moretti, prosegue lungo il seminterrato del Constellation. La musica continua, si canta e si balla. Nessuno lo sa ancora ma è l'inizio della fine: 41 morti e 115 feriti nella notte di Capodanno.
C’è un video, agli atti dell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana, che racconta da una nuova prospettiva come tutto è iniziato. L’istantanea definitiva che spiega anche come, forse, tutto quello che è successo si sarebbe potuto evitare.
Crans, l'attimo in cui è scoppiato il rogo
Il capo dei vigili del fuoco: “A Natale ero lì”
"Quando è stata l'ultima volta al Constellation prima del dramma?”, è una delle domande che viene rivolta, durante il suo interrogatorio, al capo dei vigili del fuoco di Crans-Montana, David Vocat: “Il 25.12.2025. Per 5 minuti. Una Henniez Cassis nel seminterrato”. A Natale, il comandante dei pompieri beve una minerale nel locale. Proprio al piano di sotto. Non vede niente di strano. “Non posso dire di non esserci mai stato, ma ci sono andato raramente. Cerco di andare ovunque per far divertire tutti. Quando sono andato al Constellation, sono andato al bar e anche al piano di sotto. Quando sono sceso nel seminterrato, non ho notato la schiuma acustica. Se avessi pensato che fosse pericolosa in quel momento, ovviamente l'avrei detto. Se fossimo stati a conoscenza di incendi causati da questa schiuma, lo avremmo segnalato”.
“Non ho il brevetto da professionista. Abbiamo lottato per avere personale in più”
Vocat più volte spiega che non è il suo lavoro controllare i materiali interni. “Il mio lavoro è salvare vite”, ripete. Cioè intervenire se c’è un incendio. “Il titolo di vigile del fuoco professionista è un brevetto federale. Io non ho questo brevetto – spiega –. Sono permanente, assunto a tempo pieno dal Comune. Non sono in caserma 24 ore su 24”. Oggi, dice, “mi sento come in un incubo che non finisce mai”. Parla delle carenze di organico: “Abbiamo effettivamente affrontato un problema di personale. Abbiamo lottato per due anni per avere una terza persona a tempo indeterminato per la formazione (...). I rifiuti sono stati decisi dalla commissione antincendio. Riguardavano posti di lavoro supplementari o aumenti salariali per i dipendenti a tempo indeterminato”. Nel 2018 aveva partecipato a un’ispezione nel bar. Ma la sua presenza era su “invito”, non obbligatoria. I vigili accolgono questi inviti nel 10-15% dei casi. ”Ora non effettueremo più visite”, assicura.
“I Moretti? Danno del tu al sindaco”
Vocat dice di avere buoni rapporti con Moretti e con tutti i commercianti in generale. “Il signor e la signora Moretti hanno investito, partecipano e animano la vita a Crans-Montana, in particolare con questi magnifici canti corsi. Ho ottimi rapporti con tutti nella stazione. Se volete, potete fare un giro con me. I Moretti sono imprenditori (...) danno vita alla stazione e sono persone che amano il loro comune”. Gli chiedono: dà del tu ai Moretti? Certo, ci si conosce, ci si dà del tu. Il capo dei vigili risponde ridendo, come viene annotato a verbale: “I coniugi danno del tu anche al signor Feraud (cioè il sindaco, ndr) e al signor Clivaz (consigliere comunale responsabile della sicurezza). Per quanto riguarda Feraud, penso che si diano del tu perché è molto conosciuto”.
"Così è morta Cyane”
Jean-Marc Gabrielli, il “figlioccio” di Jacques Moretti nonché fidanzato di Cyane Panine, racconta i drammatici istanti che portano alla morte della cameriera, trovata dietro la porta di servizio chiusa con il chiavistello. Lui tenta di salvarla: “Ci hanno detto di andare al 1900 (il bar di fronte al Constellation, ndr), dove ci sarebbero stati dei defibrillatori e delle ambulanze. Quando siamo arrivati, non c'era nulla, c'era il caos, c'erano persone che urlavano, ustionate (...). Jessica Moretti e tutti quelli che erano con me si misero a cercare un medico, ma ce n'erano pochissimi, non abbastanza. Ricordo persino di aver quasi litigato con un coordinatore delle ambulanze". Il defibrillatore, il massaggio cardiaco, l’adrenalina. Tentativi disperati ma vani. “C'era qualcuno che ci ha portato un lenzuolo per coprirla”.
"Nessun rapporto con la mafia”
Gabrielli difende Jacques: “Non ha alcun legame con la mafia corsa. Confermo che antepone la sicurezza al profitto. Il fatto di avermi nominato direttore senza alcuna formazione non esclude la sicurezza a favore di un profitto maggiore”. Parla anche di Jessica negli istanti dell’incendio: “Era paralizzata e chiamava i soccorsi, istintivamente”.