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Salomon: “Ma in Italia senza ticket non reggiamo”

THOMAS CLEMENT SALOMON DIRETTORE GALLERIE NAZIONALI ARTE ANTICA 

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Thomas Clement Salomon guida le Gallerie nazionali di arte antica di Roma
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Alla guida delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma dal 2024, Thomas Clement Salomon è l’artefice del successo della mostra su Caravaggio del 2025. Conoscitore della realtà anglosassone, invita a pensare l’Italia come un unicum, dove ideare soluzioni ad hoc.

In Gran Bretagna si mette in dubbio la gratuità dei musei, in Italia invece si lavora per allargarla. Qual è la strada?

«La gratuità è meravigliosa, ma può scontrarsi con la realtà, soprattutto in Italia che è il Paese con il maggior numero di musei sul territorio: le misure che si adottano altrove non funzionano per noi».

Quindi il biglietto è necessario?

«Come direttore di un museo ciò a cui tengo è prima di tutto tutelare il patrimonio. Dire musei in Italia significa dire migliaia di palazzi d…

Alla guida delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma dal 2024, Thomas Clement Salomon è l’artefice del successo della mostra su Caravaggio del 2025. Conoscitore della realtà anglosassone, invita a pensare l’Italia come un unicum, dove ideare soluzioni ad hoc.

In Gran Bretagna si mette in dubbio la gratuità dei musei, in Italia invece si lavora per allargarla. Qual è la strada?

«La gratuità è meravigliosa, ma può scontrarsi con la realtà, soprattutto in Italia che è il Paese con il maggior numero di musei sul territorio: le misure che si adottano altrove non funzionano per noi».

Quindi il biglietto è necessario?

«Come direttore di un museo ciò a cui tengo è prima di tutto tutelare il patrimonio. Dire musei in Italia significa dire migliaia di palazzi da mantenere: architetture, affreschi, opere. Se faccio pagare un biglietto da 10 euro posso far trovare un palazzo in ordine e opere ben tenute. Poi c’è anche un altro tema: i “grandi” come il Colosseo o gli Uffizi alimentano un fondo di sussidio del Mic per i musei minori»

I grandi musei sostengono il patrimonio dove è più debole…

«Non solo. Far pagare un ticket permette di costruire intorno al museo narrazioni e servizi. Il visitatore viene per vedere i dipinti, visitare il palazzo, fermarsi alla caffetteria, vivere i giardini. Il nostro è il museo che è cresciuto di più in Italia: eravamo nel 2023 a 173 mila visitatori, abbiamo chiuso il 2025 a 700 mila».

Come si coniugano sostenibilità e accessibilità?

«Il mondo è mutato con la rivoluzione digitale. Bisogna cambiare le modalità di comunicazione, lavorare con i social media. Per attrarre i giovani è necessario creare contenuti appositi che li avvicinino alle opere d’arte. E consideri che già i ragazzi delle scuole e gli studenti non pagano, quindi ciò incrocia il tema della gratuità. È su di loro che bisogna investire, per creare ed educare il pubblico di domani».

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