Bloccata l’estradizione di un hacker ricercato in Usa. “Roma non mi consegni, posso collaborare”
di Alessia CanditoPer gli Usa è un pericoloso hacker degli ”8-Digits Team“, così chiamati per i riscatti mai inferiori alle otto cifre che pretendono per liberare le aziende colpite dai loro attacchi, ma al momento non potrà essere processato. Il Tar del Lazio ha bloccato l’estradizione di Roman Yuryevich Khlynovskiy, 43enne kazako, considerato un esperto e talentuoso pirata informatico. Che adesso si offre come collaboratore dello Stato italiano.
Arrestato in Italia, dopo l’incriminazione davanti al Gran Giurì negli Stati Uniti, per lui era stata avviata la procedura per la sua consegna alle autorità statunitensi. Con gli Usa c’è un trattato, i reati di cui è accusato non prevedono la pena capitale, dunque la Corte d’appello di Bologna, competente per territorio, aveva dato visto buono. La procedura aveva fatto il suo corso fino al ministero della Giustizia, che, come da prassi, aveva approvato l’estradizione del decreto. L’iter però si è bloccato: in Italia Khlynovskiy ha fatto domanda di protezione …
Per gli Usa è un pericoloso hacker degli ”8-Digits Team“, così chiamati per i riscatti mai inferiori alle otto cifre che pretendono per liberare le aziende colpite dai loro attacchi, ma al momento non potrà essere processato. Il Tar del Lazio ha bloccato l’estradizione di Roman Yuryevich Khlynovskiy, 43enne kazako, considerato un esperto e talentuoso pirata informatico. Che adesso si offre come collaboratore dello Stato italiano.
Arrestato in Italia, dopo l’incriminazione davanti al Gran Giurì negli Stati Uniti, per lui era stata avviata la procedura per la sua consegna alle autorità statunitensi. Con gli Usa c’è un trattato, i reati di cui è accusato non prevedono la pena capitale, dunque la Corte d’appello di Bologna, competente per territorio, aveva dato visto buono. La procedura aveva fatto il suo corso fino al ministero della Giustizia, che, come da prassi, aveva approvato l’estradizione del decreto. L’iter però si è bloccato: in Italia Khlynovskiy ha fatto domanda di protezione internazionale, dunque, l’estradizione non potrà essere eseguita fin quando la sua istanza non verrà esaminata.
Ai legali del 43enne, gli avvocati Alexandro Maria Tirelli e Francesca Monticone, i giudici amministrativi hanno concesso novanta giorni di tempo per depositare un’eventuale richiesta di annullamento del decreto ministeriale, prima di emettere una decisione definitiva nel merito. E adesso dice l’avvocato Tirelli, lo Stato italiano potrebbe cogliere un’opportunità, per questo alle istituzioni rivolge un appello.
“Prima di assumere decisioni definitive – sottolinea il legale - è doveroso accertare se le competenze del signor Khlynovskiy possano avere un’utilità per il sistema Paese. È una richiesta formulata esclusivamente nell’interesse dello Stato”. Allo scopo, chiede alla premier Meloni e al ministro Nordio “che venga attivata una verifica tecnica in materia di sicurezza e intelligence. Non chiediamo interferenze, ma una valutazione concreta e politica”.
Per l’Fbi, insieme al resto del gruppo, il 43enne hacker è responsabile di diversi attacchi che tra il 2021 e il 2025 ha paralizzato per tre giorni le attività di vari ospedali di alcuni stati degli Usa. Gli 8Digit hanno infettato e crittografato con un proprio codice i sistemi della società che fornisce il software gestionale utilizzato da diversi ospedali, finendo per mettere le mani su oltre 70 milioni di cartelle cliniche. Documenti delicatissimi che il gruppo ha accettato di non pubblicare solo in cambio di un riscatto di mezzo miliardo di dollari. E solo dopo altri tre milioni di dollari versati dalla società di software, gli 8Digit hanno accettato di non divulgare i dati di “atleti di alto livello, musicisti, artisti, funzionari governativi di alto rango, militari, ecc.”. Un colpo troppo grosso perché l’Fbi non li mettesse nel mirino.