Valditara: “Gli alunni lascino le aule pulite”
di Salvo IntravaiaGli alunni rassettino l'aula alla fine delle lezioni. È quello che raccomanda il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ai docenti e alle loro famiglie per questione di “cura e decoro degli ambienti scolastici”. Troppo spesso, entrando in un’aula scolastica si vedono scritte e danneggiamenti a carico degli arredi scolastici e delle pareti di aule e corridoi. Atti di goliardia o di vandalismo veri e propri che si stratificano negli anni e che impegnano i collaboratori scolastici nella pulizia di banchi e sedie dalle scritte degli studenti. Quando non è necessario tinteggiare le pareti di aule e bagni.
La lettera
Con una lettera di tre giorni fa indirizzata ai dirigenti scolastici, l’inquilino di viale Trastevere si propone di sensibilizzare gli studenti al rispetto delle aule, degli arredi e dei laboratori. E invita le scuole a inserire nei propri regolamenti una regola che preveda la sistemazione dell'aula a fine lezione. Le immagini dei tifosi giapponesi che, durante l’ultimo ca…
Gli alunni rassettino l'aula alla fine delle lezioni. È quello che raccomanda il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ai docenti e alle loro famiglie per questione di “cura e decoro degli ambienti scolastici”. Troppo spesso, entrando in un’aula scolastica si vedono scritte e danneggiamenti a carico degli arredi scolastici e delle pareti di aule e corridoi. Atti di goliardia o di vandalismo veri e propri che si stratificano negli anni e che impegnano i collaboratori scolastici nella pulizia di banchi e sedie dalle scritte degli studenti. Quando non è necessario tinteggiare le pareti di aule e bagni.
La lettera
Con una lettera di tre giorni fa indirizzata ai dirigenti scolastici, l’inquilino di viale Trastevere si propone di sensibilizzare gli studenti al rispetto delle aule, degli arredi e dei laboratori. E invita le scuole a inserire nei propri regolamenti una regola che preveda la sistemazione dell'aula a fine lezione. Le immagini dei tifosi giapponesi che, durante l’ultimo campionato del mondo di calcio in Qatar, a fine partita si soffermavano a pulire le gradinate sono rimaste impresse ai più. Un comportamento simile in Italia sarebbe quantomeno insolito. Ma nel paese del sol levante, la pulizia quotidiana degli ambienti scolastici è a carico degli stessi studenti non solo per fini pratici: in questo modo gli alunni giapponesi mettono in pratica i dettami dell’educazione civica. In altre parole: meno teoria e più pratica. E forse il ministro di augura proprio questo.
Educazione civica
Nella lettera inviata ai presidi, Valditara prende spunto proprio dall’educazione civica. E, probabilmente, dai tantissimi atti di micro-vandalismo che ogni giorno si consumano nelle scuole italiane: scritte e incisioni su banchi, sedie e sulle pareti delle classi, cartacce e altri rifiuti lasciati per terra e aule lasciate in disordine al suono dell’ultima campanella. “Le Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica – scrive – segnalano l'importanza che fin dai primi anni della quotidiana vita scolastica degli alunni siano presenti occasioni concrete di esercizio della convivenza civile, attraverso l'abitudine alla cura e al corretto uso degli spazi scolastici, dei sussidi e delle attrezzature comuni, l'osservanza di comportamenti rispettosi delle persone e dei beni pubblici”.
I regolamenti scolastici
Ogni scuola si dota di un regolamento scolastico per stabilire norme di comportamento comuni a tutti: alunni e personale. Stipula poi, all’atto dell’iscrizione, un Patto con le famiglie per condividere l’azione educativa. Ed è proprio su questi documenti che fa leva il ministro. “Le istituzioni scolastiche avranno cura – indica Valditara – di inserire nel Regolamento di istituto e nel Patto educativo di corresponsabilità specifiche regale di comportamento finalizzate alla tutela del decoro degli ambienti scolastici, degli arredi e dei sussidi didattici, condividendole con studenti e famiglie”. E si spinge oltre. “In particolare, si ritiene utile l'introduzione di una regola volta alla sistemazione dell'aula, degli arredi e del materiale didattico personale o condiviso al termine delle lezioni cosi come al riordino dei laboratori, degli attrezzi delle palestre e di ogni altro ambiente scolastico usato da più classi in avvicendamento”.