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Primavera in anticipo in Europa. Ecco perché anche in Italia il termometro segna 20 gradi

(ansa)

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Un’area di alta pressione di matrice subtropicale staziona sul Mediterraneo: ma non è detto che durerà per molto tempo
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Un assaggio di primavera con un mese di anticipo? I meteorologi preferiscono definirla “anomalia termica positiva”. Il tepore di questi giorni, che si protrarrà almeno fino a inizio marzo, e la fioritura precoce di albicocchi e mimose hanno fatto parlare di fine dell’inverno, un mese prima dell’equinozio di primavera (alle 16:07 del 20 marzo in Italia). Ma le temperature miti che stiamo sperimentando nella Penisola e in molta parte dell’Europa hanno una spiegazione più contingente: un'area di alta pressione di matrice subtropicale staziona sul Mediterraneo portando con se aria calda di origine nordafricana.

Il risultato è che si registreranno temperature fino ad oltre 6°C più alte rispetto alla media di fine febbraio. Nelle zone più interessate dall’afflusso di aria dal Nordafrica (il Sud, le regioni tirreniche del Centro, Sicilia e Sardegna) il termometro potrà toccare anche i 20°C. E se sorprende alle nostre latitudini, figurarsi l’effetto della stessa temperatura che potrebbe esser…

Un assaggio di primavera con un mese di anticipo? I meteorologi preferiscono definirla “anomalia termica positiva”. Il tepore di questi giorni, che si protrarrà almeno fino a inizio marzo, e la fioritura precoce di albicocchi e mimose hanno fatto parlare di fine dell’inverno, un mese prima dell’equinozio di primavera (alle 16:07 del 20 marzo in Italia). Ma le temperature miti che stiamo sperimentando nella Penisola e in molta parte dell’Europa hanno una spiegazione più contingente: un'area di alta pressione di matrice subtropicale staziona sul Mediterraneo portando con se aria calda di origine nordafricana.

Il risultato è che si registreranno temperature fino ad oltre 6°C più alte rispetto alla media di fine febbraio. Nelle zone più interessate dall’afflusso di aria dal Nordafrica (il Sud, le regioni tirreniche del Centro, Sicilia e Sardegna) il termometro potrà toccare anche i 20°C. E se sorprende alle nostre latitudini, figurarsi l’effetto della stessa temperatura che potrebbe essere registrata in alcune aree del Belgio, della Germania, del Lussemburgo e dei Paesi Bassi. Mentre nella Francia sud-occidentale si potrebbe addirittura arrivare a 25°C.

“Ma questo non significa che sia iniziata la primavera”, avverte Carlo Cacciamani, fino a poche settimane fa direttore dell’Agenzia Italia Meteo e una vita passata a fare previsioni. “La nostra capacità di predire le condizioni atmosferiche, compresa la temperatura, non va oltre pochi giorni. Oggi non possiamo sapere con esattezza che tempo farà alla fine della prossima settimana. Le temperature potrebbero tornare ai valori della media stagionale. E così dopo aver annunciato l’arrivo della primavera ci troveremmo a dover constatare un ritorno dell’inverno”.

In effetti, mentre da noi si archivia anticipatamente il guardaroba invernale, dall’altra parte dell’Atlantico (ma pur sempre nell’emisfero nord del Pianeta) è ancora tempo di giacche a vento e berretti di lana: negli Usa, Alabama, Florida, Georgia e Carolina del Sud stanno affrontando temperature di 10-15 °C inferiori alla norma per questo periodo dell'anno, con notti fredde e gelate.

“Conta anche la nostra percezione”, aggiunge Cacciamani. “In Europa siamo usciti da un lungo periodo di piogge e temperature invernali. Ora ci ritroviamo con tempo soleggiato e con dieci gradi in più: è naturale pensare alla primavera. Ma ripeto: non è detto che a marzo non torni a fare freddo”.

E la crisi climatica, con l’innalzamento delle temperature, non ha niente a che fare con il presunto anticipo delle stagioni? “Clima e meteo sono due cose diverse. Il primo ha effetti sul lungo periodo: e la tendenza è inequivocabilmente una crescita delle temperature. Ma a questo si somma una variabilità naturale dell’atmosfera, che è un sistema complesso in continua mutazione. Ciò non significa che la crisi climatica non abbia effetti ben visibili da tutti noi: ormai consideriamo normali i 40 gradi a luglio, mentre negli anni Settanta se il termometro avesse segnato quel valore lo avremmo buttato, considerandolo guasto. Però non vedo segnali di un anticipo delle stagioni”.

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