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Famiglia nel bosco, una stanza in più e il bagno in casa: ecco il progetto che raddoppia il casale

Il progetto di ristrutturazione del casaletto di Palmoli della famiglia Trevallion-Birmingham 

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La ristrutturazione dell’abitazione dei Trevallion-Birmingham affidata allo studio Mascarucci. Una struttura in legno ospiterà l’area giorno, nel vecchio edificio in pietra le due camere. Previsti gli allacci elettrici e idrici
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ROMA – Il casaletto di Nathan Trevallion raddoppierà: dagli attuali 34 metri quadrati di superficie utile, la casa nel bosco di Palmoli, che fino a cento giorni fa ospitava anche i tre figli e la madre Catherine Birmingham, diventerà un edificio di 66 metri quadri, secondo la legge italiana la misura minima - lo dice il decreto ministeriale Sanità del luglio 1975 – per ospitare cinque persone.

Ora il progetto di bioedilizia c’è, affidato allo studio pescarese dell’architetta Maria Mascarucci. Sulla pietra esistente, si aggiungerà una struttura in legno rivestita con materiale naturale, un secondo volume che aumenterà del 100 per cento l’area abitabile. Oggi i 34 metri quadrati sono costituiti da una piccola cucina con stufa in ghisa e una stanza dove la famiglia dormiva insieme, in quattro letti. Bene, sarà aggiunta una stanza – destinata ad ospitare i figli, nel momento in cui i tre bambini dovessero lasciare la struttura protetta di Vasto dove vivono dal 20 novembre – e un bagno. L…

ROMA – Il casaletto di Nathan Trevallion raddoppierà: dagli attuali 34 metri quadrati di superficie utile, la casa nel bosco di Palmoli, che fino a cento giorni fa ospitava anche i tre figli e la madre Catherine Birmingham, diventerà un edificio di 66 metri quadri, secondo la legge italiana la misura minima - lo dice il decreto ministeriale Sanità del luglio 1975 – per ospitare cinque persone.

Ora il progetto di bioedilizia c’è, affidato allo studio pescarese dell’architetta Maria Mascarucci. Sulla pietra esistente, si aggiungerà una struttura in legno rivestita con materiale naturale, un secondo volume che aumenterà del 100 per cento l’area abitabile. Oggi i 34 metri quadrati sono costituiti da una piccola cucina con stufa in ghisa e una stanza dove la famiglia dormiva insieme, in quattro letti. Bene, sarà aggiunta una stanza – destinata ad ospitare i figli, nel momento in cui i tre bambini dovessero lasciare la struttura protetta di Vasto dove vivono dal 20 novembre – e un bagno. Le due stanze, che sono previste nella vecchia struttura, consentiranno di separare le vite di genitori e figli nella fase notturna.

I due volumi affiancati nel "rendering": la vecchia casa in pietra e la nuova struttura in legno 

Uno dei forti deficit riscontrati dai carabinieri, che definirono il casaletto iniziale un “tugurio fatiscente”, e recepiti nell’ordinanza di sospensione della potestà genitoriale dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila, era proprio il fatto che papà Nathan e mamma Catherine avevano scelto di togliere alla casa pastorizia il bagno interno, affidando i bisogni fisiologici a un buco in giardino da ricoprire con la paglia. La latrina a quindici passi dall’ingresso resta, ma il progetto prevede una toilette con un impianto di fitodepurazione interna all’abitazione: consentirà il trattamento e la trasformazione delle acque reflue attraverso processi biologici.

La nuova casa sarà collegata alle utenze di base: elettricità e acqua corrente. Nathan lo ha spiegato a Repubblica: “Seguiremo le indicazioni del Tribunale, non possiamo fare altrimenti”. La corrente elettrica sarà alimentata da un pannello solare già presente nel giardino dei Trevallion-Birmingham: il progetto prevede un suo potenziamento. Per quanto riguarda l’acqua, la famiglia anglo-australiana continuerà a prelevarla dal pozzo presente nella proprietà e da una fontana vicina, ma la casa con le utenze ora previste diventerà a norma di legge e potrà ottenere il certificato di abitabilità.

Intonaci in terra cruda e cocciopesto

La coibentazione della struttura in legno sarà eseguita con materiali tipici della bioedilizia. Le pareti saranno tamponate con balle di paglia, gli intonaci interni realizzati in terra cruda e quelli esterni in cocciopesto, materiale a base di calce e laterizio macinato che riduce il ricorso a prodotti chimici industriali. L’isolamento sarà affidato alla lana di pecora. Nathan e Cate hanno chiesto di utilizzare scarti d’agricoltura.

Un altro problema da superare è quello degli infissi vetusti dell’attuale casaletto e dell’umidità riscontrata all’interno. Saranno rifatti e nella parte a legno, la zona del nuovo bagno e della cucina, sarà aumentato il rapporto aero-illuminante attraverso una grande vetrata. Tutto l’esistente conoscerà una forte manutenzione, i punti luce saranno rinnovati mentre la famiglia, all’esterno, ha chiesto l’installazione di un portico.

Nathan e Cate stanno valutando i costi

Il progetto non è ancora esecutivo, la coppia sta valutando la disponibilità economica. Potranno variare alcuni dettagli. Il casaletto è stato pagato da Nathan, in contanti, 20.000 euro e Catherine, che in questa fase ha fermato il suo lavoro di consulente biodinamica, ha appena venduto al programma australiano “60 minutes” una lunga intervista. Nel momento in cui sarà definito l’importo da investire sulla ristrutturazione, la presentazione dei lavori al Comune di Palmoli sarà rapida. Non si può ancora parlare, tuttavia, dei tempi di consegna.

"Una sintesi di sostenibilità ambientale”

"Sarà un intervento semplice, ma, viste le scelte ecologiche, sarà necessaria una squadra edile preparata”, spiega l’architetta Mascarucci. “Questo progetto di ampliamento e riqualificazione rappresenta una sintesi concreta tra sostenibilità ambientale, qualità dell’abitare e rispetto del contesto rurale. Uno degli aspetti centrali dell’intervento è paesaggistico, abbiamo posto particolare attenzione all’integrazione dell’edificio nel contesto boschivo e agricolo, evitando di alterare l’armonia del luogo. L’obiettivo è quello di realizzare una costruzione coerente con l’estetica rurale, capace di inserirsi nel paesaggio con basso impatto visivo”.

La ristrutturazione consentirà di accumulare calore nei mesi freddi, rilasciandolo gradualmente: "La casa sarà più calda in inverno e più fresca in estate e ridurrà i consumi energetici e il ricorso a sistemi di climatizzazione tradizionali”.

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