«Dovremmo partire lunedì pomeriggio (oggi per chi legge, ndr) alle 15, ma nessuno ci ha detto neanche se potremo uscire dall’albergo, se avremo qualche tipo di supporto o assistenza, se e per quanto dovremo prolungare il soggiorno. Ho mandato mail, provato a chiamare, nessuno risponde e nessuno ci ha contattati». Serena Bianchini è in vacanza con alcuni amici a Dubai ed è probabilmente una delle prime ad essersi resa conto che la situazione stava precipitando. «Eravamo in piscina, abbiamo sentito un grande tonfo, un boato. Una delle mie amiche poco prima ci aveva informato dell’attacco sull’Iran».
Vi siete allarmati?
«Lì per lì no, ma poco dopo abbiamo sentito le esplosioni praticamente sopra le nostre teste. Siamo scappati tutti ed eravamo in camera quando è stato colpito il Fairmont, l’hotel accanto al nostro. Ho sentito un boato, poi la terra tremare e ho pensato a un terremoto».
Come ha reagito?
«Ho immediatamente raccolto le cose essenziali e sono scesa nei garage. Poi sono a…
«Dovremmo partire lunedì pomeriggio (oggi per chi legge, ndr) alle 15, ma nessuno ci ha detto neanche se potremo uscire dall’albergo, se avremo qualche tipo di supporto o assistenza, se e per quanto dovremo prolungare il soggiorno. Ho mandato mail, provato a chiamare, nessuno risponde e nessuno ci ha contattati». Serena Bianchini è in vacanza con alcuni amici a Dubai ed è probabilmente una delle prime ad essersi resa conto che la situazione stava precipitando. «Eravamo in piscina, abbiamo sentito un grande tonfo, un boato. Una delle mie amiche poco prima ci aveva informato dell’attacco sull’Iran».
Vi siete allarmati?
«Lì per lì no, ma poco dopo abbiamo sentito le esplosioni praticamente sopra le nostre teste. Siamo scappati tutti ed eravamo in camera quando è stato colpito il Fairmont, l’hotel accanto al nostro. Ho sentito un boato, poi la terra tremare e ho pensato a un terremoto».
Come ha reagito?
«Ho immediatamente raccolto le cose essenziali e sono scesa nei garage. Poi sono arrivati a decine».
Avete passato la notte lì?
«Sì ed è stato pesante. L’hotel ha fatto arrivare acqua e pasti, ci siamo arrangiati per dormire a terra con coperte e cuscini portati giù dalle stanze, ma è stato estenuante. Eravamo tanti, c’erano anche famiglie con bambini piccoli. Lì fa caldissimo, è uno spazio chiuso, anche la qualità dell’aria è pessima. Quando siamo usciti, l’orizzonte era coperto da una coltre di fumo».
Avete ricevuto istruzioni o supporto dalle autorità?
«Un messaggio che consigliava di stare al riparo per via del raid in corso. Peccato che sia arrivato ore dopo l’attacco all’hotel accanto al nostro e l’iscrizione del nostro gruppo su viaggiaresicuri. E se non avessimo avuto il wifi o uno smartphone?».