Il primo volo charter con a bordo 127 italiani bloccati in Oman o transitati, con assistenza coordinata della Farnesina e delle Ambasciate ad Abu Dhabi e Mascate, dagli Emirati Arabi all'Oman, è arrivato all'aeroporto di Fiumicino. Il Boeing 737, partito da Mascate ed operato dalla compagnia Oman Air, è atterrato alle 21.26.
Come ha riferito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nella tarda serata di ieri un gruppo di 98 persone è transitato dagli Emirati Arabi all'Oman. Rientrata anche la moglie del ministro della Difesa Guido Crosetto, Gaia Saponaro, in compagnia dei figli, che si trovavano da alcuni giorni negli Emirati Arabi.
A bordo non ci sono i 190 studenti, più una decina di tutor e insegnanti rimasti bloccati a Dubai, che secondo il ministro Valditara potrebbero fare rientro fra i 4 e il 6 marzo. Ma il loro volo è stato già programmato per domani da Abu Dhabi a Milano, salvo imprevisti. Ambasciate e consolati italiani negli emirati e in Oman – fa sapere il ministero deg…
Il primo volo charter con a bordo 127 italiani bloccati in Oman o transitati, con assistenza coordinata della Farnesina e delle Ambasciate ad Abu Dhabi e Mascate, dagli Emirati Arabi all'Oman, è arrivato all'aeroporto di Fiumicino. Il Boeing 737, partito da Mascate ed operato dalla compagnia Oman Air, è atterrato alle 21.26.
Come ha riferito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nella tarda serata di ieri un gruppo di 98 persone è transitato dagli Emirati Arabi all'Oman. Rientrata anche la moglie del ministro della Difesa Guido Crosetto, Gaia Saponaro, in compagnia dei figli, che si trovavano da alcuni giorni negli Emirati Arabi.
A bordo non ci sono i 190 studenti, più una decina di tutor e insegnanti rimasti bloccati a Dubai, che secondo il ministro Valditara potrebbero fare rientro fra i 4 e il 6 marzo. Ma il loro volo è stato già programmato per domani da Abu Dhabi a Milano, salvo imprevisti. Ambasciate e consolati italiani negli emirati e in Oman – fa sapere il ministero degli Esteri – stanno lavorando per favorire il trasferimento di cittadini italiani verso aeroporti della regione operativi.
A due giorni dall’inizio della crisi innescata dall’attacco di Usa e Israele sull’Iran, seguito dalla risposta su tutta l’area del Golfo di Teheran, la macchina della Farnesina inizia a muoversi e soprattutto emerge un un quadro più chiaro dell’emergenza.
Gli italiani negli Emirati
Solo negli Emirati ci sono 7.800 italiani arrivati da quando la crisi è iniziata, più 20.977 residenti registrati. In Qatar, 2.810 residenti e 769 persone arrivate dall’inizio dei raid. In Oman, 341 residenti e 709 persone in transito, fra turisti e persone che hanno tentato di allontanarsi dai Paesi limitrofi. In Arabia Saudita, si registra la presenza di 3.822 italiani, fra cui 1.322 in transito. Nell’area del Golfo, sono quasi 20mila gli italiani non residenti presenti in aree potenzialmente a rischio. Se si considerano anche i registrati all’Aire, l’anagrafe dei cittadini italiani all’estero, sono 70mila Altri 400 sono in Iran.
"Noi stiamo facendo tutto ciò che è possibile per aiutare i nostri connazionali, ma parliamo di 70 mila italiani che sono nell'area. Noi garantiamo assistenza medica e consolare ma sono numeri talmente alti che è difficile poter risolvere i problemi di tutti", ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nella replica alla sua informativa sull'Iran davanti alle commissioni Camera e Senato – "Non ci sono altre possibilità di sostegno perché non possiamo organizzare l'evacuazione di 70 mila italiani. Tutti quelli che vogliono partire li aiutiamo".
I 190 studenti
Alcune situazioni vengono considerate più critiche e le categorie sono quelle standard delle vulnerabilità: minorenni e giovani adulti, come i 190 studenti del programma “L’ambasciatore del futuro” dell’associazione World Student Connection, famiglie con bambini molto piccoli, anziani, malati cronici. "Seguo le condizioni di tutti gli italiani, civili e militari, che sono nell'area. Stamane riunione con gli ambasciatori e i consoli per valutare e decidere iniziative a tutela dei connazionali”, ha twittato nelle prime ore della mattinata il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Le vie alternative per il rientro
Secondo quanto filtra dalla Farnesina, si stanno iniziando a immaginare vie alternative ai voli aerei per far rientrare gli italiani, ma tutto dipenderà dalla situazione generale e dalle valutazioni generali di sicurezza. "Stiamo lavorando alla creazione di veri e propri corridoi e reti di ambasciate, per facilitare il trasferimento degli italiani verso Paesi dove sono disponibili voli, in particolare da Dubai e Abu Dhabi verso l'Oman, dal Bahrein e dal Qatar verso l'Arabia Saudita e poi infine India-Thailandia e Sri Lanka", ha spiegato il ministro.
Brevi aperture degli aeroporti
La compagnia aerea Etihad sta organizzando brevi aperture anche dell’aeroporto di Abu Dhabi che potrebbero consentire ad altri gruppi di andare via e in serata anche due aeroporti di Dubai potrebbero tornare operativi. Dubai airports ha annunciato in una nota una ripresa limitata delle operazioni a partire da stasera con un numero ridotto di voli autorizzati a decollare e atterrare, sia al Dubai International Airport (dxb) sia al Dubai World Central- al Maktoum (dwc). L’indicazione però è di non prendere d’assalto i due scali: “La società invita i viaggiatori 'a non recarsi al dxb o al dwc a meno che non siano stati contattati direttamente dalla propria compagnia aerea con un orario di partenza confermato”
Nel frattempo, i consigli della Farnesina sono quelli standard per chi si trovi in zone di guerra: evitare luoghi affollati e di stare davanti alle finestre degli edifici, limitare gli spostamenti a quelli indispensabili e prelevare del contante, nel caso i circuiti andassero in tilt. E poi pazienza. Probabilmente la condizione meno semplice per chi è partito immaginando una breve fuga dall’inverno.
L’assistenza
Gli Emirati Arabi Uniti hanno garantito massima assistenza. A chi si sia trovato bloccato in aeroporto, dunque senza neanche una stanza in albergo in cui fare rientro, è stata garantita la sistemazione in hotel. Per tutti gli altri – ha reso noto l'Associazione degli operatori turistici russi (Ator) all'agenzia di stampa Tass – il Dipartimento dell'Economia e del Turismo ha inviato una comunicazione formale alle strutture ordinando di prolungare il soggiorno a chi lo richieda, mantenendo le stesse condizioni della prenotazione originale e senza allontanare gli ospiti in questa situazione. Alcuni costruttori – filtra sui media locali – avrebbero offerto gratuitamente degli appartamenti al momento liberi.
La tensione
Studenti, famiglie, sportivi, persino funzionari pubblici come il questore di Roma, artisti. La galassia degli italiani incastrati a Dubai è variegata. Fra loro, anche la conduttrice e cantante Luisa Corna, ospite dell'Istituto italiano di Cultura al Gala della Canzone italiana del 26 febbraio. Come tanti, anche lei sarebbe dovuta ripartire il 26 febbraio. “Siamo stati per ore in aeroporto, poi con un pullman ci hanno portati in un albergo ma dopo altrettante ore di attesa abbiamo scoperto che l'albergo era esaurito", racconta. Per questione di sicurezza “e per non lasciarci soli”, gli organizzatori dell’evento hanno preferito ospitare lei ed altri ospiti a casa. “I nostri telefoni suonano spesso allertandoci di non uscire e di stare al riparo. C'è un clima di grande tensione e di insicurezza. E' una sensazione bruttissima. Difficile dormire. Attendiamo notizie", racconta.
In auto in Oman
Alcuni turisti non hanno resistito alla tensione e hanno raggiunto il vicino Oman. "Non avevo mai vissuto i bombardamenti - racconta Ludovico Vallasciani, 34enne pubblicitario di Fermo, in vacanza a Dubai con la moglie - quando domenica abbiamo sentito quei rumori fortissimi ci siamo spaventati e abbiamo deciso di spostarci con un'auto a noleggio da Dubai verso The Valley, una zona più interna, vicina al deserto, e poi insieme ad un'altra coppia di italiani abbiamo dovuto raggiungere e attraversare il confine con l'Oman a piedi, camminando per quasi 2 km sotto il sole". Lo spazio aereo non è chiuso, ma partire è comunque complicato. “Vogliamo rientrare in Italia, ma i voli sono pochissimi, a prezzi molto alti e si riempiono subito, comunque non ci sono posti prima di una settimana circa. Lasciamo calmare le acque per poi rientrate in Italia".
Sale la tensione
Gli italiani che hanno scelto l’emirato per vivere sembrano più tranquilli, anche se l’ultimo attacco ha messo a dura prova anche loro. “Ieri dalle sette alle nove di sera e poi da mezzanotte alle tre c'è stato un continuo di missili. Vediamo come evolverà la situazione, molte persone stanno andando verso l'Oman e altri emirati. Io al momento non lo sto valutando, perché la situazione pare tranquilla", spiega Erminio Carmenini, capo sommelier in un ristorante italiano a Dubai.
Dagli altri Paesi dell’area nel frattempo arrivano voci preoccupate. Soprattutto dal Bahrein, dove nella serata di ieri è salita la tensione anche in città. A Manama la comunità sciita ha protestato in strada contro l’attacco all’Iran, ci sono stati lanci di molotov contro le forze di sicurezza e tafferugli. Adesso la situazione sembra tornata alla normalità. Nel frattempo, si apre un nuovo fronte dopo l’attacco di Israele sul Libano, incluso sulla capitale, dove vivono migliaia di italiani.