I superpoteri dei pediatri. Anticorpi dal loro sangue per curare due infezioni dei bambini
di Elena DusiCi vuole un fisico speciale per fare il pediatra. Anni di starnuti, colpi di tosse e bollicine sulla pelle temprano il sistema immunitario di chi vive a stretto contatto con le malattie dei bambini. E’ come se i loro anticorpi assumessero dei superpoteri. Un gruppo di scienziati cinesi ha deciso allora di utilizzarli per curare due infezioni infantili, il virus respiratorio sinciziale, che nei bambini molto piccoli causa il ricovero nel 40% dei casi circa, e il metapneumovirus, un’infezione emergente sempre di natura respiratoria.
I ricercatori dell’università di Chongqing e dell’Accademia cinese delle scienze hanno scelto dieci pediatri con più di dieci anni di lavoro in corsia. Hanno prelevato il loro sangue e si sono messi a caccia degli anticorpi contro le due infezioni. Ovviamente ne hanno trovati una gran quantità (circa il triplo del normale) e nella moltitudine hanno potuto selezionare i più efficaci. Da un primo gruppo di 56 hanno scelto i tre più potenti e li hanno riprodott…
Ci vuole un fisico speciale per fare il pediatra. Anni di starnuti, colpi di tosse e bollicine sulla pelle temprano il sistema immunitario di chi vive a stretto contatto con le malattie dei bambini. E’ come se i loro anticorpi assumessero dei superpoteri. Un gruppo di scienziati cinesi ha deciso allora di utilizzarli per curare due infezioni infantili, il virus respiratorio sinciziale, che nei bambini molto piccoli causa il ricovero nel 40% dei casi circa, e il metapneumovirus, un’infezione emergente sempre di natura respiratoria.
I ricercatori dell’università di Chongqing e dell’Accademia cinese delle scienze hanno scelto dieci pediatri con più di dieci anni di lavoro in corsia. Hanno prelevato il loro sangue e si sono messi a caccia degli anticorpi contro le due infezioni. Ovviamente ne hanno trovati una gran quantità (circa il triplo del normale) e nella moltitudine hanno potuto selezionare i più efficaci. Da un primo gruppo di 56 hanno scelto i tre più potenti e li hanno riprodotti in laboratorio. Testati sulle cavie, si sono rivelati 25 volte più efficaci degli anticorpi usati oggi per prevenire il virus respiratorio sinciziale. I risultati sono stati pubblicati su Science Translational Medicine.
“Anch’io ho anticorpi fuori scala. A ogni conteggio risultano valori altissimi” conferma Alfredo Guarino, pediatra dell’università di Napoli, presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip) della Campania ed ex presidente della Società di malattie infettive pediatriche, da 40 anni in corsia nell’azienda ospedaliera universitaria Federico II.
“Siamo continuamente a contatto con bambini contagiosi e nel corso degli anni il nostro sistema immunitario ha selezionato dei meccanismi di protezione, proprio come spiega Darwin”.
La vita degli specializzandi in pediatria è fatta di esami, pratica in corsia e, in aggiunta, delle malattie necessarie a temprare il sistema immunitario. “Chi non ha avuto da piccolo le infezioni tipiche dell’infanzia le prende durante la specializzazione” racconta Guarino. “Ma patologie come pertosse, varicella o morbillo da grandi sono molto più pesanti. La scorsa estate fra i miei studenti ho avuto due casi di morbillo, uno dei quali ricoverato in ospedale”.
I raffreddori e le influenze che colpiscono i giovani pediatri a ciclo continuo diventano più rarefatti col passare del tempo. Un intero inverno senza ammalarsi è il segno di una carriera diventata ormai matura.
“Ci sono poi casi più particolari, come le meningiti" racconta Guarino. “Ognuno di noi, quando entra in contatto con un bambino infettato, deve effettuare una profilassi con un antibiotico che colora le urine di rosso. Uno specializzando non ricordandosi del dettaglio si è spaventato, è corso in pronto soccorso ed è stato ricoverato”.
Nel caso dei pediatri cinesi, i loro super anticorpi verranno ora testati in una sperimentazione umana. Se dovessero mantenere le promesse fino alla fine dei trial potranno sostituire i due anticorpi monoclonali (riprodotti in laboratorio) usati attualmente. Si chiamano nirsevimab or clesrovimab e vengono somministrati nei primi mesi di vita, ma non coprono tutti i possibili ceppi. Sono stati selezionati sempre dal sangue degli adulti, che non erano però pediatri.
Un’alternativa per prevenire il virus sinciziale è il vaccino dato alla madre negli ultimi mesi di gravidanza. Sarà lei a trasferirli al figlio attraverso la placenta, visto che il vaccino somministrato ai neonati non è considerato abbastanza sicuro.
“Mettere a punto in laboratorio anticorpi più efficaci e possibilmente più duraturi rispetto agli attuali contro il virus sinciziale sarebbe ovviamente positivo” prosegue Guarino. Per il metapneumovirus invece non esiste ancora nessuna prevenzione. “E’ un virus emergente. Prima era poco considerato. Ora che riusciamo a trattare altri tipi di infezioni più gravi ci stiamo accorgendo che è più presente di quanto non pensassimo”.
Uno dei tre anticorpi selezionati dagli scienziati cinesi è in grado di prevenire l’infezione sia del metapneumovirus che del virus sinciziale. Il pediatra che l’ha prodotto era probabilmente stato infettato da entrambi. Ora potrà dire di non aver usato solo la sua scienza, ma anche il suo stesso sangue per curare i bambini malati.