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La Cei: “Si rischia guerra planetaria, preghiera e digiuno il 13 marzo”. Il Papa: “Basta morte”

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Leone XIV: “Le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia”. I patriarchi libanesi preoccupati per vittime e sfollati, fanno appello a Hezbollah di abbandonare le armi
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Mentre prosegue la guerra di Stati Uniti e Israele all’Iran, la Conferenza episcopale italiana, guidata dal cardinale Matteo Zuppi, indice una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo, e Leone XIV chiede “che le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia”.

“Una guerra planetaria”

"L’escalation di violenza in Medio Oriente rischia di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie, una nuova inutile strage dalle conseguenze incalcolabili”, afferma la Cei in una nota. “Unendo la propria voce a quella di Papa Leone che ha chiesto di ‘fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile’, la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana promuove una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo. L’invito è rivolto a tutte le comunità ecclesiali affinché chiedano al Re della Pace di salvare l’umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso”.

L’appello del Papa

“Oggi”, afferma da …

Mentre prosegue la guerra di Stati Uniti e Israele all’Iran, la Conferenza episcopale italiana, guidata dal cardinale Matteo Zuppi, indice una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo, e Leone XIV chiede “che le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia”.

“Una guerra planetaria”

"L’escalation di violenza in Medio Oriente rischia di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie, una nuova inutile strage dalle conseguenze incalcolabili”, afferma la Cei in una nota. “Unendo la propria voce a quella di Papa Leone che ha chiesto di ‘fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile’, la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana promuove una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo. L’invito è rivolto a tutte le comunità ecclesiali affinché chiedano al Re della Pace di salvare l’umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso”.

L’appello del Papa

“Oggi”, afferma da parte sua il Papa nel video periodico della campagna “Pray with the Pope” dedicato, questo mese, al tema “per il disarmo e la pace”, “eleviamo la nostra supplica per la pace nel mondo, chiedendo che le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia”. Nei giorni scorsi Prevost ha parlato di una “tragedia di proporzioni enormi” e del rischio che l’intervento militare in Iran apra una “voragine irreparabile” e ieri il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha criticato il concetto stesso di “guerra preventiva” e la violazione del diritto internazionale. “Signore”, è la preghiera odierna del Papa, “illumina i leader delle nazioni, affinché abbiano il coraggio di abbandonare i progetti di morte, fermare la corsa agli armamenti e mettere al centro la vita dei più vulnerabili. Fa’ che la minaccia nucleare non condizioni mai più il futuro dell’umanità”.

Non solo il Medio Oriente

La giornata di preghiera e digiuno indetta dalla Cei per il 13 marzo “vuole essere un’ulteriore occasione per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte”, affermano i vescovi nella nota. In particolare, si pregherà perché “si apra presto un cammino di pace stabile e duratura” e perché “quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio”.

L’appello dei vescovi e patriarchi libanesi

Nel frattempo anche i patriarchi e i vescovi cattolici del Libano hanno diramato un appello alla “immediata cessazione della spirale di violenza” e al “ritorno a un dialogo costruttivo e a un'azione diplomatica responsabile, basati sulla ricerca del bene dei popoli, che aspirano a una vita pacifica fondata sulla giustizia e sulla dignità”. L’armeno cattolico Raphael Bedros XXI Minassian, il melkita Youssef Absi, il siro-cattolico Ignace Youssef III Younan e il cardinale maronita Bechara Boutros Rai, in un messaggio congiunto, chiedono “alle diverse famiglie spirituali, agli individui e ai Partiti di unirsi attorno al governo libanese e alle sue decisioni, in particolare quella di riservare l’uso delle armi all'autorità dello Stato”, affermano in evidente riferimento a Hezbollah, “al fine di preservare la sua sovranità, rafforzare la stabilità nazionale ed evitare di compromettere il destino della nazione”. I patriarchi e i vescovi libanesi denunciano l’uccisione di tante “vittime innocenti”, lo “sfollamento di numerose famiglie” e “l'aggravarsi delle sofferenze umanitarie”, e rinnovano l’appello ai fedeli “ad accogliere i fratelli e le sorelle civili sfollati e ad assisterli nello spirito del Vangelo”.

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