«Che bestia xe?». Una domanda, in questo caso in dialetto triestino, che allo zoologo e curatore del Museo di Storia Naturale di Trieste, Nicola Bressi, sottopongono di continuo. Per lui, che a breve pubblicherà un nuovo libro sulla fauna urbana, la partecipazione della citizen science «è fondamentale», a patto però che sia «di qualità».
Quanto sono importanti i cittadini-scienziati?
«Molto, possono essere decisivi. Ma la partecipazione ha anche un lato oscuro: più persone segnalano, più a volte si rischia di dare la falsa impressione che la natura stia bene e le specie non si stiano estinguendo. Spesso la valanga di informazioni che arrivano riguarda specie comuni, che non sono in pericolo. Per cui è fondamentale che siano dati di qualità: in media circa il 10% delle segnalazioni che riceviamo si rivela poi davvero interessante».
Nel suo lavoro ci sono state nuove scoperte grazie ai citizen scientist?
«Sì, soprattutto con le specie aliene. Per esempio è avvenuto con il primo dato…
«Che bestia xe?». Una domanda, in questo caso in dialetto triestino, che allo zoologo e curatore del Museo di Storia Naturale di Trieste, Nicola Bressi, sottopongono di continuo. Per lui, che a breve pubblicherà un nuovo libro sulla fauna urbana, la partecipazione della citizen science «è fondamentale», a patto però che sia «di qualità».
Quanto sono importanti i cittadini-scienziati?
«Molto, possono essere decisivi. Ma la partecipazione ha anche un lato oscuro: più persone segnalano, più a volte si rischia di dare la falsa impressione che la natura stia bene e le specie non si stiano estinguendo. Spesso la valanga di informazioni che arrivano riguarda specie comuni, che non sono in pericolo. Per cui è fondamentale che siano dati di qualità: in media circa il 10% delle segnalazioni che riceviamo si rivela poi davvero interessante».
Nel suo lavoro ci sono state nuove scoperte grazie ai citizen scientist?
«Sì, soprattutto con le specie aliene. Per esempio è avvenuto con il primo dato relativo al calabrone mediterraneo individuato a Trieste, o il cimicione delle pinete. Sono state informazioni molto utili, anche perché noi ricercatori siamo sempre meno e con più difficoltà a uscire sul campo. Ma tra i segnalatori ci sono anche mitomani».
Cioè?
«Una volta hanno segnalato uno squalo tigre nel golfo di Trieste: era una immagine ritoccata con photoshop. Il lavoro degli scienziati nell’analizzare i dati resta quindi fondamentale per evitare errori».