Famiglia nel bosco, Cate lascia la casa di Vasto. Madre e figli separati. Nathan: “Non lo merito”
dal nostro inviato Corrado ZuninoVASTO (Chieti) — Catherine Birmingham, la madre della famiglia del bosco di Palmoli, ha lasciato la casa assistenza dove si trovava dal 20 novembre scorso insieme ai tre figli. Intorno alle 21.20, è salita sull’auto del marito e padre dei bambini, Nathan Trevallion, e insieme hanno varcato il cancello della struttura senza lasciare, scuri in volto, alcuna dichiarazione. Hanno litigato all’interno, il marito è convinto che, “per il bene dei figli”, la moglie avrebbe dovuto contenere i suoi attacchi al personale della casa accoglienza: “L’allontanamento dei nostri figli è una punizione che non merito”.
La donna è stata costretta ad andare via a causa dell’ordinanza emessa dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha disposto – come fatto sapere dall’avvocato della famiglia, Marco Femminella – il trasferimento dei bambini in un’altra struttura protetta e senza la madre. E’ stata rinviata, di conseguenza, la perizia sui figli prevista per oggi.
La coppia è stata la prima ad uscire, …
VASTO (Chieti) — Catherine Birmingham, la madre della famiglia del bosco di Palmoli, ha lasciato la casa assistenza dove si trovava dal 20 novembre scorso insieme ai tre figli. Intorno alle 21.20, è salita sull’auto del marito e padre dei bambini, Nathan Trevallion, e insieme hanno varcato il cancello della struttura senza lasciare, scuri in volto, alcuna dichiarazione. Hanno litigato all’interno, il marito è convinto che, “per il bene dei figli”, la moglie avrebbe dovuto contenere i suoi attacchi al personale della casa accoglienza: “L’allontanamento dei nostri figli è una punizione che non merito”.
La donna è stata costretta ad andare via a causa dell’ordinanza emessa dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha disposto – come fatto sapere dall’avvocato della famiglia, Marco Femminella – il trasferimento dei bambini in un’altra struttura protetta e senza la madre. E’ stata rinviata, di conseguenza, la perizia sui figli prevista per oggi.
La coppia è stata la prima ad uscire, seguita dagli avvocati, dalla Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza abruzzese, Alessandra De Febis, e dalla psicologa della difesa Marina Aiello. Marito e moglie trascorreranno la notte nella casa messa a disposizione gratuitamente da un ristoratore di Ortona, Armando Carusi, presente oggi davanti la casa famiglia insieme alla figlia, in segno di solidarietà e supporto. C’erano alcune donne del presidio pacifico di famiglie neorurali in attesa, domani pomeriggio, di una fiaccolata silenziosa a Palmoli.
L’annuncio del legale
"Un Tribunale per i minorenni ha una sensibilità talmente alta”, ha spiegato visibilmente irritato l’avvocato Femminella, “che, in pieno svolgimento della consulenza, ha deciso di allontanare i bambini e separare la madre". L’ordinanza non è ancora esecutiva in tutte le sue parti perché non è stata individuata la struttura alternativa che, comunque in Abruzzo, ospiterà i tre piccoli – due gemelli, maschio e femmina, di 7 anni, e una bambina di 9 – per i prossimi mesi.
L’avvocato Femminella, da tempo critico con i giudici minorili e il servizio sociale, ha continuato: "Probabilmente questa consulenza, avrebbe detto Giulio Andreotti, non andava bene come stava andando, così l'abbiamo interrotta".
Le reazioni
Lo psichiatra della difesa, Tonino Cantelmi, si è detto sgomento: "Questa ordinanza viene emessa durante una perizia di cui critichiamo fortemente la metodologia, affidata ad una psichiatra che di giorno non fa la psichiatra, ma lavora in una struttura per anziani e non si occupa di minori, e a una ausiliaria che non ha competenze sui bambini, come dichiara sul suo stesso sito. Sono incredulo. L’ordinanza accoglie l’ostinazione del servizio sociale ad attribuire tutte le cause di difficoltà a Catherine e con incredibile tranquillità non esita a smembrare ulteriormente la famiglia e a generare un nuovo trauma a questi bambini, che dovranno essere trasferiti in un’altra struttura, confrontarsi con altri adulti sconosciuti e inserirsi in altri contesti problematici. Non oso credere che tutto ciò avvenga per crudeltà, ma credo che una catena di errori in buona fede oggi generi la sostanziale incapacità di tornare indietro. Questo gesto genererà problemi permanenti. È una ordinanza che va sospesa subito".
È una decisione "che ci terrorizza", ha detto la psicologa Marina Aiello. "Si tratta di uno sconvolgimento che ha regalato un'escalation di gravità enorme e assurda”.
Ed è intervenuto anche la Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza Marina Terragni, esprimendo la sua contrarietà al trasferimento dei bambini e chiedendo che la decisione "venga sospesa" in attesa di "un ulteriore approfondimento medico indipendente".
La perizia prevista per oggi
Oggi infatti era prevista la perizia sui tre bambini, adesso cancellata. Due giorni dopo il compleanno triste e senza regali dei figli gemelli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham – “voglio solo tornare al casale di Palmoli”, aveva detto il maschio, che ha compiuto sette anni mercoledì scorso insieme alla sorella –, doveva partire l’esperienza più delicata per tutti e tre i figli. Era l’indagine psico-diagnostica, chiesta l’11 dicembre scorso dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, per accertare “le condizioni attuali di vita, l’andamento dello sviluppo cognitivo e psico-affettivo, le figure di riferimento riconosciute dagli stessi minori e i modelli di identificazione sviluppati”.
Per accertare tutto questo sarebbero serviti due giorni, oggi, appunto, e domani. Dalle undici di questa mattina sono arrivati diversi soggetti, chiamati tutti a portare il loro punto di vista e a raccontare ciò che conoscono. Tra loro la tutrice, l’avvocata Maria Luisa Palladino. La curatrice, l’avvocata Marika Bolognese. L’assistete sociale Veruska D’Angelo. I tre bambini, ospitati nella struttura con la madre dal 20 novembre 2025, avrebbero parlato nella lingua preferita. A loro la psichiatra nominata dal tribunale, Simona Ceccoli, avrebbe chiesto disegni e offerto brevi favole.
Era presente la testista contestata
Al primo incontro era presente la testista Valentina Garrapetta, confermata dopo le polemiche sollevate dalla controparte per i suoi post su Facebook che “sostenevano i giudici”, ha assicurato lei, “denigravano noi e la famiglia Trevallion-Birmingham”, ha detto l’avvocato Marco Femminella. Tutti i colloqui, come da ordinanza, sono stati audio-video registrati. Per dare la possibilità ai quattro giudici, guidati da Cecilia Angrisano, di poter fare “una valutazione diretta”.
La decisione finale non prima di giugno
L'attività di questo venerdì ha seguito le quattro perizie realizzate all’Aquila per stabilire le caratteristiche psichiche e le attitudini genitoriali di Nathan e Cate. La dottoressa Ceccoli avrà tempo di consegnare la relazione sulla perizia psichiatrica entro il 5 maggio, centoventi giorni dal giuramento fatto. Quindi, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, con tutti i consulenti dello staff, avranno altri trenta giorni – potenzialmente fino al 4 giugno – per inviare via Pec le loro osservazioni. La dottoressa Ceccoli, infine, un altro mese per la relazione definitiva.
Se tutti i coinvolti si prendessero il tempo massimo a disposizione, si arriverebbe al 4 luglio e, ancora, in estate inoltrata per la decisione definitiva del Tribunale sul destino della famiglia anglo-australiana. È probabile che le parti in causa –per il bene dei tre minori – accelerino le consegne, come già la psichiatra Ceccoli ha detto di voler fare dopo la prima perizia.
A breve l’addio alla struttura di Vasto
Quest’ultima fase di indagine è avvenuto nel momento più teso dei centocinque giorni che hanno scandito la separazione del nucleo. Il 26 febbraio la casa accoglienza, attraverso la psicoterapeuta responsabile Lucia Fiorillo, aveva chiesto al Tribunale – e non era la prima volta – di prendere in considerazione un altro collocamento per i quattro, madre e figli.
La stessa Catherine, che ieri si è cimentata sulle 567 risposte del test di Minneapolis che le era stato sottoposto all’Aquila (allora la madre abbandonò la perizia), ha detto a tutti – tutrice, giornalisti fidati, la tv australiana, gli stessi avvocati – che quel luogo era “una prigione”. Lo hanno confermato la sorella Rachael e la mamma Pauline, che, peraltro, hanno fatto sapere che non se ne andranno dall’Abruzzo fino a quando “i bambini non torneranno a casa”.
Per ora nel casale in pietra dove sono ospiti insieme a Nathan, è arrivata Catherine. I tre bimbi sono destinati a una nuova struttura protetta. La scelta della nuova casa accoglienza cadrà in una delle province di Chieti, Pescara e Teramo.