VASTO – Come cittadino sono sgomento, credevo di vivere in un Paese civile». Tonino Cantelmi, psichiatra di lungo corso, primo consulente della difesa della famiglia Trevallion-Birmingham, arriva nel primo pomeriggio davanti alla casa protetta di Vasto e dice: «Sottoporre a un nuovo trauma questi tre bambini è clamoroso, il dolore rischia di restare per sempre loro addosso. Sottrarre la madre è ancora più clamoroso, credo che siamo sulla strada sbagliata».
Cosa farete, adesso, professor Cantelmi?
«Di tutto, opposizione ad ogni livello. So che gli avvocati stanno predisponendo l’immediato ricorso alla Corte d’appello, ma non escludiamo di rivolgerci a organismi internazionali. Questa ordinanza va sospesa subito».
C’è una perizia in corso.
«Sì, ed è un altro pezzo di tutto ciò che di incredibile sta avvenendo. Come si può immaginare che questi genitori siano sereni quando scoprono che hanno separato i figli anche dalla madre?».
Come stanno Nathan e Catherine?
«Sono sotto shock, sono pug…
VASTO – Come cittadino sono sgomento, credevo di vivere in un Paese civile». Tonino Cantelmi, psichiatra di lungo corso, primo consulente della difesa della famiglia Trevallion-Birmingham, arriva nel primo pomeriggio davanti alla casa protetta di Vasto e dice: «Sottoporre a un nuovo trauma questi tre bambini è clamoroso, il dolore rischia di restare per sempre loro addosso. Sottrarre la madre è ancora più clamoroso, credo che siamo sulla strada sbagliata».
Cosa farete, adesso, professor Cantelmi?
«Di tutto, opposizione ad ogni livello. So che gli avvocati stanno predisponendo l’immediato ricorso alla Corte d’appello, ma non escludiamo di rivolgerci a organismi internazionali. Questa ordinanza va sospesa subito».
C’è una perizia in corso.
«Sì, ed è un altro pezzo di tutto ciò che di incredibile sta avvenendo. Come si può immaginare che questi genitori siano sereni quando scoprono che hanno separato i figli anche dalla madre?».
Come stanno Nathan e Catherine?
«Sono sotto shock, sono pugili che si stanno appena rialzando da un knockout e ricevono un altro pugno. Non è possibile sottoporli a una perizia psichiatrica, la quinta, che deve valutare le loro capacità genitoriali».
Vi aspettavate questa ordinanza, visto che, comunque, c’era una richiesta di allontanamento di Catherine da parte della casa accoglienza?
«Perché questa ordinanza sia arrivata proprio oggi me lo chiedo davvero. Soprattutto, il dramma è di questi bambini. Hanno appena compiuto 7 anni e vengono strappati alla madre».
Lei ha attaccato con continuità le figure professionali della controparte.
«La perizia sulla famiglia nel bosco la sta portando avanti una psichiatra che di giorno non fa la psichiatra, ma lavora in una struttura per anziani ed è chiamata a fare valutazioni su minorenni. E poi c’è un’ausiliaria che ha tre anni e mezzo di iscrizione all’albo e dichiara, sul suo sito, di avere tante competenze, ma non quella sui minori. Ecco perché questa perizia sta prendendo una piega drammatica».
Dice di traumi strutturali sui bambini.
«Queste creature andranno in un’altra struttura, con adulti sconosciuti. Un’altra situazione problematica, perché in queste strutture ci sono solo situazioni problematiche. Se questo è il bene dei bambini, ditemi voi».
Avete informazioni sui tempi e sul luogo dove saranno trasferiti?
«Non lo so, non lo sappiamo. Assistiamo a una giustizia unilaterale che va avanti in una condizione incredibilmente falsante. E guardate che fibra che hanno questi genitori, stanno compilando test infiniti in una condizione di dolore e stress acuto».
Lei cosa contesta, alla fine, all’ordinanza?
«Prende in esame solo alcuni pezzi della consulenza fatta dai neuropsichiatri infantili di Vasto e non la parte finale dove si dice che è urgente, per questi bambini, la ricongiunzione con i genitori. È evidente che da parte del servizio sociale c’è stata un’ostinazione nel sostenere che la causa di tutti i problemi sia Catherine. Lo trovo insopportabile».
Ci sono stati scontri, durante la perizia?
«Ci siamo detti alcune cattiverie».
Crede nella sentenza che arriverà in estate?
«Vorrei, ma oggi i giudici hanno voluto credere solo agli assistenti sociali. Il garante per l’infanzia ha già espresso tutta la sua indignazione e credo che l’indignazione sarà unanime».