Famiglia nel bosco, risveglio dei bambini con la mamma in video: “Non capiscono perché non sono lì”
dal nostro inviato Corrado ZuninoVASTO (Chieti) – Nel grande piazzale due auto, soltanto. Il silenzio ora avvolge la casa accoglienza più violata del Paese, dopo centosei giorni di clamore. Arriva a mezza mattina Lucia Fiorillo, la psicoterapeuta responsabile dello staff che il 26 febbraio scorso ha firmato la relazione che, di fatto, ha portato Catherine Birmingham fuori dalla struttura, lontana dai tre figli.
Le educatrici dicono che i tre bambini hanno avuto una buona notte e un buon risveglio, hanno fatto colazione nella zona comune e presto, prima delle dieci, papà Nathan li ha raggiunti. Tutti e tre hanno chiesto perché mamma Cate non era venuta e, dopo pochi minuti, è stata autorizzata una videocall. La madre era nella loro casa del bosco, a Palmoli,…
VASTO (Chieti) – Nel grande piazzale due auto, soltanto. Il silenzio ora avvolge la casa accoglienza più violata del Paese, dopo centosei giorni di clamore. Arriva a mezza mattina Lucia Fiorillo, la psicoterapeuta responsabile dello staff che il 26 febbraio scorso ha firmato la relazione che, di fatto, ha portato Catherine Birmingham fuori dalla struttura, lontana dai tre figli.
Le educatrici dicono che i tre bambini hanno avuto una buona notte e un buon risveglio, hanno fatto colazione nella zona comune e presto, prima delle dieci, papà Nathan li ha raggiunti. Tutti e tre hanno chiesto perché mamma Cate non era venuta e, dopo pochi minuti, è stata autorizzata una videocall. La madre era nella loro casa del bosco, a Palmoli, e, con la voce rotta dal pianto, ha parlato con tutti e tre – il padre presente – per quaranta minuti.
La sorella: “I piccoli molto agitati”
“E’ stato un momento brutto, c’era molto caos e i bambini erano agitati", ha raccontato Rachael, la sorella psicologa arrivata da Melbourne con il figlio e la mamma Pauline. “Non capivano perché la mamma non fosse presente. I più piccoli erano i più spaventati. Il maschio ha giurato che farà lo sciopero della fame fino a quando sua madre non tornerà. Mia sorella Catherine gli ha spiegato che, invece, doveva mangiare per essere forte e continuare ad essere parte di un team forte, che dovevano restare uniti come sempre”.
Ieri sera la lite della coppia
Ieri sera la madre era uscita, poco dopo le dieci, a bordo del pick up del marito. Il volto terreo dei due raccontava, insieme a un dolore raggelante, una distanza, mai conosciuta prima. Avevano litigato, nel corso della giornata più scura della loro vita, e per una volta lui – conciliante, sempre a seguire, persino remissivo – le aveva detto che doveva smettere di urlare con l’assistente sociale, schernire i giudici, che tutto questo aveva aiutato a condurli nel baratro. A perdere i figli, ora anche sul piano della presenza.
La zia Rachael, però, nega divisioni nella coppia e dice: “Sono uniti e abbiamo le prove. La verità a breve si saprà”.
I bimbi per ora restano a Vasto
Il “ricollocamento” dei bambini in un’altra struttura protetta è rallentato. Diverse case famiglia per minori delle province di Chieti, Pescara e Teramo hanno detto “no”, temendo l’assedio mediatico. L’ultima è una struttura nell’entroterra teramese, segnalata dall’assistente sociale Veruska D’Angelo.
I tre bimbi per ora restano a Vasto e non è detto che non sia necessario rivedere l’ordinanza che indica, appunto, di cambiare struttura. Come ha detto lo psichiatra Tonino Cantelmi, un altro spostamento provocherebbe un nuovo shock nei minori e una casa accoglienza lontana renderebbe le visite libere del padre e quelle assistite della madre più difficili.
Gli adulti della famiglia Trevallion-Birmingham – Nathan, Cate, zia Rachael, Nonna Pauline, a cui si aggiunge il figlio di Rachael – hanno dormito nel casale di pietra dove sono in affitto, ma durante la giornata si spostano nella casa del bosco, il luogo dell’anima.