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Leone XIV nomina Caccia nunzio a Washington: dovrà tenere i rapporti con Trump e i vescovi Usa

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Cresciuto in parallelo con Parolin, l’arcivescovo milanese subentra al cardinale Pierre che ha gestito le relazioni complicate tra Francesco e gli Stati Uniti e dovrà rappresentare Oltreatlantico il primo Pontefice nato negli Usa
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Un navigato diplomatico italiano, l’arcivescovo milanese Gabriele Caccia, è il nuovo nunzio apostolico a Washington. Leone XIV, il Papa nato a Chicago, ha scelto per questa delicata casella, cruciale nei rapporti sia con la Casa Bianca di Donald Trump sia con i vescovi degli Stati Uniti, non sempre in sintonia con Roma, questo presule con una lunga esperienza in Segreteria di Stato.

Negli Usa di Trump

Proprio nei giorni in cui il presidente degli Stati Uniti ha deciso di intervenire militarmente in Iran e in Libano a fianco di Israele, spiccano due caratteristiche del nuovo ambasciatore del Papa Oltretlantico. Nato a Milano 68 anni fa, infatti, Caccia dal 2019 era osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite. Una lunga esperienza di multilateralismo che si va a sommare a una profonda conoscenza del Libano, dove è stato ambasciatore del Papa dal 2009 al 2017. Tra l’una e l’altra esperienza, è stato nunzio apostolico nelle Filippine per due anni.

Insieme a Parolin

Car…

Un navigato diplomatico italiano, l’arcivescovo milanese Gabriele Caccia, è il nuovo nunzio apostolico a Washington. Leone XIV, il Papa nato a Chicago, ha scelto per questa delicata casella, cruciale nei rapporti sia con la Casa Bianca di Donald Trump sia con i vescovi degli Stati Uniti, non sempre in sintonia con Roma, questo presule con una lunga esperienza in Segreteria di Stato.

Negli Usa di Trump

Proprio nei giorni in cui il presidente degli Stati Uniti ha deciso di intervenire militarmente in Iran e in Libano a fianco di Israele, spiccano due caratteristiche del nuovo ambasciatore del Papa Oltretlantico. Nato a Milano 68 anni fa, infatti, Caccia dal 2019 era osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite. Una lunga esperienza di multilateralismo che si va a sommare a una profonda conoscenza del Libano, dove è stato ambasciatore del Papa dal 2009 al 2017. Tra l’una e l’altra esperienza, è stato nunzio apostolico nelle Filippine per due anni.

Insieme a Parolin

Carattere riservato ma alla mano, Caccia è stato ordinato prete dal cardinale arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, nel 1983, ed è stato ordinato arcivescovo da Benedetto XVI, co-consacratore il cardinale Tarcisio Bertone, allora Segretario di Stato, nel 2009. Monsignor Caccia condivide soprattutto l’inizi odi carriera in parallelo con il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin: mentre quest’ultimo fu nominato da Giovanni Paolo II sottosegretario per i rapporti con gli Stati, nel 2002, nello stesso anno Caccia fu nominato Assessore della prima sezione della Segreteria di Stato, ossia le due caselle immediatamente inferiori a quelle di Sostituto agli affari generali e Ministro degli Esteri. Come Parolin, Caccia è anche stato assistente spirituale di Villa Nazareth, la casa per studenti che si ispira alle figure del cardinale Agostino Casaroli e Achille Silvestrini.

Il Papa americano

Monsignor Caccia prende il posto del cardinale Christophe Pierre: il diplomatico francese, che ha raggiunto gli 80 anni di età, ha avuto un ruolo cruciale negli anni di Francesco: arrivato nella nunziatura di Washington nel 2016, in pieno primo mandato di Trump, ha dovuto gestire tre problemi: l’eredità del suo predecessore, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, oggi tradizionalista scomunicato, che attaccò a testa bassa il Papa sulla vicenda degli abusi del cardinale Theodore McCarrick, che in realtà Bergoglio espulse dal collegio cardinalizio e dimise dallo stato clericale; i turbolenti rapporti tra il Papa e Trump, in particolare in merito alle migrazioni dal Sud al Nord America; e i rapporti non facili tra il POntefice argentino e un episcopato, quello statunitense, maggioritariamente conservatore e focalizzato sulle cosiddette “cultural wars” su aborto e omosessualità. Compito che Pierre ha svolto così bene da essere premiato con la berretta cardinalizia. Ora il suo successore subentra nel ruolo di gestione dei rapporti, formalmente più calmi ma non per questo meno difficili, tra il primo Papa nato negli Stati Uniti e gli Stati Uniti.

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