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Famiglia nel bosco, Nordio conferma l’invio di ispettori. I giudici: “Nessuna posizione ideologica”

Nathan Trevallion della cosiddetta famiglia del bosco insieme ai figli nella casa famiglia, Vasto, 7 marzo 2026. ANSA/ANTONELLA SALVATORE 

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Nessuna contestazione disciplinare finora alla presidente del tribunale Angrisano, agli ultimi giorni del suo mandato. Ad aprile l’insediamento di Nicoletta Orlandi, attuale presidente della sezione minorile della Corte d’appello. Polemica sulle “toghe rosse”
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L’AQUILA – Un altro tribunale nel mirino. Una “toga rossa” che va, una giudice “ex comunista” che viene. Nel giorno in cui, rispondendo alla sollecitazione della premier, il ministro di Grazia e giustizia Carlo Nordio annuncia una nuova ispezione a L’Aquila, esplode lo scontro con i magistrati che respingono i «toni aggressivi» nei loro confronti e ribadiscono: «Nessuna posizione ideologica, miriamo solo al benessere dei bambini». Dopo l'ordinanza del tribunale, che ha disposto l'allontanamento della madre dei bimbi, Catherine Birmingham, dalla struttura dove sono ospitati i suoi tre figli, ecco l’altra faccia della vicenda della famiglia del bosco, sbandierato esempio di malagiustizia a due settimane dal referendum.

Il tribunale sotto assedio in attesa degli ispettori

Il tribunale dei minori sotto assedio è in una spoglia palazzina alla periferia della città. Al primo piano, la presidente Cecilia Angrisano, alla guida del collegio che ha firmato i provvedimenti che hanno separato la…

L’AQUILA – Un altro tribunale nel mirino. Una “toga rossa” che va, una giudice “ex comunista” che viene. Nel giorno in cui, rispondendo alla sollecitazione della premier, il ministro di Grazia e giustizia Carlo Nordio annuncia una nuova ispezione a L’Aquila, esplode lo scontro con i magistrati che respingono i «toni aggressivi» nei loro confronti e ribadiscono: «Nessuna posizione ideologica, miriamo solo al benessere dei bambini». Dopo l'ordinanza del tribunale, che ha disposto l'allontanamento della madre dei bimbi, Catherine Birmingham, dalla struttura dove sono ospitati i suoi tre figli, ecco l’altra faccia della vicenda della famiglia del bosco, sbandierato esempio di malagiustizia a due settimane dal referendum.

Il tribunale sotto assedio in attesa degli ispettori

Il tribunale dei minori sotto assedio è in una spoglia palazzina alla periferia della città. Al primo piano, la presidente Cecilia Angrisano, alla guida del collegio che ha firmato i provvedimenti che hanno separato la famiglia Trevaillon, è chiusa nella sua stanza. È agli sgoccioli del suo mandato e prepara le consegne con la collega Nicoletta Orlandi, un passato da parlamentare Pci prima di indossare la toga. Ma nei prossimi giorni torneranno gli ispettori del ministero di Grazia e giustizia. E questa volta – ha annunciato quasi minacciosamente ieri Nordio – «è arrivato il momento di arrivare ad una definitiva conclusione di questa vicenda». Li aveva già ricevuti a novembre, dopo l’ordinanza con la quale aveva disposto l’allontanamento dei tre bambini dalla casa nel bosco, aveva inviato a Roma la relazione che le era stata richiesta e tutto si era fermato lì.

Nessuna contestazione disciplinare ai giudici

L'ispezione era stata anticipata dalla premier, Giorgia Meloni, in un'intervista tv al programma “Fuori dal coro”. Ma ora quale dovrebbe essere l’oggetto dell’ispezione ministeriale, che a norma di legge è prevista quando si prefigura un’ipotesi di violazione disciplinare, nessuno lo sa. Una generica ricostruzione dei passi che hanno portato al verdetto che Giorgia Meloni ha definito «figlio di letture ideologiche», probabilmente. Di certo, la giudice Angrisano non ha ricevuto alcuna contestazione disciplinare. Gli ultimi tre giorni sono stati un nuovo shitstorm sui social (e non solo) di insulti e minacce. Più i violenti attacchi della politica. Riunita di prima mattina con il procuratore dei minori David Mancini, affida la sua difesa ad una nota.

Il tribunale: “Decisioni sofferte, rispetto per le istituzioni”

«Le sofferte e delicate decisioni in materia, e particolarmente quelle sull’allontanamento dei minori dal contesto familiare – spiegano – non originano mai da posizioni ideologiche o pregiudiziali contro i genitori ma mirano sempre a realizzare il benessere del minore soggetto di diritti». Spiegano quali sono i principi che ispirano la loro azione: «L’assicurazione della corretta crescita del minore e della serena evoluzione della sua personalità è il principio guida dell’azione giudiziaria degli uffici minorili che viene condotta con attenzione, sensibile partecipazione e coinvolgimento dei soggetti adulti che si pongano in posizione collaborativa». Il clamore mediatico e i toni alzo zero di questi giorni sono inaccettabili per i giudici de L’Aquila. «Si auspica – concludono - che la collettività comprenda quanto il rispetto delle vite private dei soggetti coinvolti e di tutte le istituzioni chiamate ad operare sia fondamentale per la miglior gestione di queste sofferte vicende umane per le quali è all’autorità giudiziaria minorile il compito di assumere decisioni, eventualmente sindacabili nei successivi gradi di giudizio».

Angrisano a fine mandato, arriva la nuova presidente

Quello della scorsa settimana, quasi certamente, sarà l’ultimo atto della giudice Angrisano, nel mirino del governo da mesi per la sua appartenenza a Magistratura democratica. Conclusi gli otto anni del suo mandato, ad aprile si insedierà nel nuovo incarico a Perugia. Al suo posto arriverà Nicoletta Orlandi, che – nella qualità di presidente della sezione minorile della Corte d’appello de L’Aquila – si è già pronunciata sulla famiglia del bosco confermando a novembre l’ordinanza che disponeva l’allontanamento dei bambini dalla casa genitoriale. Un avvicendamento che di certo non spegnerà l’attenzione del governo sulla vicenda visti i trascorsi della prossima presidente che nel 1987, prima di indossare la toga, è stata parlamentare del Pci-Pds.

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