La famiglia nel bosco, Nathan insiste: “Lasciate i bambini nella struttura di Vasto”
Il padre dichiara: “Fermate i presidi e le manifestazioni, questi devono tornare luoghi tranquilli”. Entro tre settimane la perizia sui figli. Si punta all’affidamento a un solo genitore
VASCO (Chieti) – Nathan Trevallion, la maglietta rossa con i loghi delle occasione di visita, ha preso in mano la famiglia. Suggerito dagli avvocati, quando è l’ora di pranzo e sta lasciando la struttura protetta di Vasto, ferma il Kangoo Renault al cancello elettrico, prende il foglio che ha appena scritto, in italiano, e dice, leggendo il retro: “Io voglio che i bambini tornino a casa, ma fino a quando questo non succederà preferisco che restino qui”. “Qui” sta per la casa accoglienza dove vivono i tre figli da centodieci giorni, da quattro senza la madre Catherine, allontanata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Il percorso per l’affidamento esclusivo è avviato proprio da venerdì scorso: il nuovo capofamiglia sa che la strada per riavere i bambini è quella di farli consegnare solo a un genitore, lui, e appoggia la scelta di mantenere i piccoli nelle stanze di quel luogo definito dalla moglie “una prigione”. I …
VASCO (Chieti) – Nathan Trevallion, la maglietta rossa con i loghi delle occasione di visita, ha preso in mano la famiglia. Suggerito dagli avvocati, quando è l’ora di pranzo e sta lasciando la struttura protetta di Vasto, ferma il Kangoo Renault al cancello elettrico, prende il foglio che ha appena scritto, in italiano, e dice, leggendo il retro: “Io voglio che i bambini tornino a casa, ma fino a quando questo non succederà preferisco che restino qui”. “Qui” sta per la casa accoglienza dove vivono i tre figli da centodieci giorni, da quattro senza la madre Catherine, allontanata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Il percorso per l’affidamento esclusivo è avviato proprio da venerdì scorso: il nuovo capofamiglia sa che la strada per riavere i bambini è quella di farli consegnare solo a un genitore, lui, e appoggia la scelta di mantenere i piccoli nelle stanze di quel luogo definito dalla moglie “una prigione”. I quattro giudici hanno espresso in tutte e tre le ordinanze, in particolare l’ultima, le loro forti perplessità sulla tenuta genitoriale della moglie Catherine Birmingham e hanno indicato in Nathan una figura adeguata e calmante.
Le nuove abitudini dei figli
Anche questa mattina il padre ha raggiunto poco dopo le dieci la casa accoglienza, ha parcheggiato, ha salutato le sue creature e ha avviato il collegamento video con Catherine, in attesa con il tablet nella stanza della casa nel bosco. Le educatrici assicurano che i bambini si stanno abituando ai nuovi orari, le nuove abitudini. Presto riprenderanno le lezioni con la maestra Lidia Camilla Vallarulo, interrotte in questo lungo weekend di ordinanze e dolori.
Subito dopo le dichiarazioni di Nathan, che ha fatto ripartire il furgoncino e si è avviato in direzione Palmoli, sono uscite dalla casa accoglienza, loro in silenzio, la responsabile dell’area psichiatrica della struttura, Lucia Fiorillo, e l’avvocata Maria Luisa Palladino, tutrice dei minori. La presenza dell’avvocato Michele Lalla, del consiglio di amministrazione, ha segnalato un’altra riunione mattutina organizzata per decidere dove i bimbi anglo-australiani vivranno per almeno i prossimi tre mesi. Tutte queste figure presenteranno al collegio dei giudici dell’Aquila la proposta di mantenere nella loro cameretta al “meno uno” della struttura di Vasto i tre fratelli, nove, sette e sette anni.
L’uomo chiede che cessi il clamore
Il padre ha detto ancora, leggendo sempre dal suo foglietto: “Ringrazio tutti per la solidarietà, chiedo, però, con rispetto, di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private e di lasciare questi luoghi tranquilli”. Si riferisce alla non ampia manifestazione di sabato scorso, con l’incidente degli insulti a un’ospite minorenne della casa famiglia scambiata per un’educatrice. E si riferisce, adesso, ai manifesti rimasti appesi all’esterno della sua piccola casa in pietra in Contrada Mondola, comune di Palmoli, Basso Chietino.
Il camper, prima parcheggiato a fianco della casa nel bosco, ora è davanti al cancello della casa protetta di Vasto. Un’attivista rumena sorride: “Nessuno ha le chiavi, non potremo spostarlo prima di una settimana”.
La decisione del Tribunale a luglio
Il nuovo Nathan, che chiede ai suoi fan di fermare il clamore sulla vicenda, è pronto ad affrontare i compromessi necessari per far tornare i figli a casa, una delle tre possibili case in questo momento. Non sarà un percorso breve. La perizia psichiatrica, tra osservazioni degli avvocati e stesura finale della dottoressa Simona Ceccoli, sarà consegnata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila nella seconda metà di giugno. La decisione finale potrebbe arrivare a luglio inoltrato.
Uno dei motivi che porteranno le parti ad utilizzare tutti i tempi a disposizione – centoventi giorni più trenta più trenta – è la perizia ai bambini, saltata sabato scorso per motivi di stress prolungato dei piccoli, ma da realizzare. Lo ha chiesto la presidente Cecilia Angrisano. La testista Valentina Garrapetta li allestirà nei prossimi ventun giorni: dovrà scegliere il momento più adatto per poter valutare in modo equilibrato bambini oggi troppo spostati dagli eventi attorno.