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La strategia dei giudici per riunire la famiglia del bosco: “Puntiamo sul padre”

Nathan Trevallion della cosiddetta famiglia del bosco insieme ai figli nella casa famiglia, Vasto, 7 marzo 2026. ANSA/ANTONELLA SALVATORE 

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Esclusa l’ipotesi di affido dei bambini a terzi. Gli uffici del polo giudiziario minorile colpiti dall’atteggiamento collaborativo di lui
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L’ipotesi di affido e meno che mai quella dell’adozione sono fantascienza. Mai state sul tavolo, sicuramente non in questo stato del procedimento di valutazione della responsabilità genitoriale di Nathan e Catherine. Anzi ci sono ampi margini per una ricomposizione della vicenda e per la ripresa del percorso individuato per garantire i diritti dei tre bambini da tre mesi e mezzo ospiti di una comunità.

Obiettivo ricongiungere genitori e figli

Dopo la nota congiunta di risposta alle pesanti critiche piovute sui giudici aquilani, la presidente del tribunale Cecilia Angrisano e il procuratore David Mancini si sono chiusi nel più assoluto silenzio. Ma dagli uffici del polo giudiziario minorile de l’Aquila filtra la strategia con cui tutti gli attori coinvolti in questa vicenda, dai giudici ai servizi sociali, sperano di riuscire, anche se in tempi forse non brevissimi, a riunire la famiglia Trevaillon. Perché l’obiettivo - sottolineano con forza fonti informate che lavorano al fascicolo…

L’ipotesi di affido e meno che mai quella dell’adozione sono fantascienza. Mai state sul tavolo, sicuramente non in questo stato del procedimento di valutazione della responsabilità genitoriale di Nathan e Catherine. Anzi ci sono ampi margini per una ricomposizione della vicenda e per la ripresa del percorso individuato per garantire i diritti dei tre bambini da tre mesi e mezzo ospiti di una comunità.

Obiettivo ricongiungere genitori e figli

Dopo la nota congiunta di risposta alle pesanti critiche piovute sui giudici aquilani, la presidente del tribunale Cecilia Angrisano e il procuratore David Mancini si sono chiusi nel più assoluto silenzio. Ma dagli uffici del polo giudiziario minorile de l’Aquila filtra la strategia con cui tutti gli attori coinvolti in questa vicenda, dai giudici ai servizi sociali, sperano di riuscire, anche se in tempi forse non brevissimi, a riunire la famiglia Trevaillon. Perché l’obiettivo - sottolineano con forza fonti informate che lavorano al fascicolo – resta quello di ricongiungere genitori e figli naturalmente garantendo ai bambini quei diritti previsti dalla Costituzione che sono stati ritenuti fin qui violati: salute, istruzione, relazioni sociali. Per farlo, ovviamente,resta indispensabile la collaborazione di padre e madre la cui responsabilità genitoriale è oggetto della verifica del procedimento civile instaurato. E non altro.

La richiesta a Nathan di “governare” la moglie

Ed ecco,dunque,che la strada individuata - viene confermato - è quella di puntare su Nathan Travaillon e sulla sua capacità di ricondurre la moglie alla ragione convincendola che rispondere alle richieste dei giudici e dei servizi sociali è l’unica strada perché ad entrambi venga riconosciuta la capacità genitoriale. Ma se così non dovesse essere l’ipotesi di affidamento esclusivo dei bimbi al padre resta la più concreta e percorribile. Sarebbe lui l’unico responsabile delle scelte per conto dei figli aderendo alle prescrizioni del tribunale, il che non impedirebbe alla madre di vivere sotto lo stesso tetto. Le più recenti valutazioni condivise dal collegio presieduto da Cecilia Angrisano e inserite nell’ordinanza che ha allontanato la madre della casa famiglia riconoscono infatti al padre «adeguatezza e atteggiamento collaborativo» nel rispondere alle prescrizioni a differenza del comportamento «ostativo e pregiudizievole» della madre. Che poi -sottolineano negli ambienti giudiziari minorili - sono quelli che hanno provocato un abnorme protrarsi dei tempi del procedimento civile che, adesso in attesa della decisiva consulenza tecnica d’ufficio sospesa per le tensioni nella casa famiglia, si protrarrà necessariamente per almeno altre tre settimane.

La posizione di Nathan «sensibilmente migliorata»

Nathan Trevallion è descritto dai giudici come un «supporto fondamentale» per la gestione del nucleo familiare, capace di mediare durante i momenti di tensione e di rassicurare la moglie. La relazione tra l’uomo e i figli è definita positiva. Negli incontri settimanali, il padre ha dimostrato capacità di ascolto e di assistenza morale, creando un clima sereno e rilassato, molto apprezzato dai bambini. Dunque, nonostante la sospensione della responsabilità genitoriale sia stata disposta anche per lui, la posizione di Nathan Trevallion è sensibilmente cambiata. E per questo l’ultima ordinanza del tribunale spinge verso un’intensificazione dei contatti del papà. Valutato positivamente anche l’apporto rasserenante di nonna e zia materne che si dimostrano decisamente più vicine alle posizioni di Nathan piuttosto che a quelle di Catherine.

I prossimi passi della vicenda giudiziaria

I margini per una ricomposizione, dunque, ci sono tutti. Il tribunale ha dato una serie di indicazioni che si prefiggono la ripresa del percorso avviato dai bambini nella casa famiglia. Il loro comportamento, non appena possibile, sarà soggetto a una nuova valutazione così come quello degli adulti di riferimento. Solo dopo si arriverà alla decisione del tribunale che, visti i tempi,non sarà adottata dalla giudice Angrisano che in aprile prenderà possesso del nuovo incarico a Perugia. A presiedere il collegio sarà Nicoletta Orlandi, in attesa di insediamento come nuova presidente del tribunale dei minori. E sarà sempre lei,nel suo attuale incarico di presidente della sezione minorile della Corte d’appello, a pronunciarsi nei prossimi giorni sul prossimo step della vicenda: il ricorso dei legali della famiglia del bosco contro l’allontanamento della madre dai figli.

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