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Mattarella: “Difendiamo il diritto internazionale, no al ritorno ai cesarismi”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di conferimento della Laurea magistrale Honoris Causa 

 

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Il presidente riceve a Firenze la laurea honoris causa. “Attenti a forme falsamente rappresentative, regressione da evitare”
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FIRENZE – Alla fine cita Tocqueville. No alla tirannide cesarista. «Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione», esorta con solennità, al termine della sua lectio doctoralis. Il riferimento è ai troppi autocrati che hanno preso il sopravvento. Nella grande sala del Teatro del Maggio musicale fiorentino tutti si alzano in piedi. Standing ovation. Tocqueville ci parla.

Ieri a Firenze il presidente ha ricevuto la laurea honoris causa in politica, istituzioni e mercato da parte dell’Università, nell’ambito delle celebrazioni del 150esimo anniversario della Scuola di scienze politiche Cesare Alfieri. Qui studiarono Sandro Pertini, Indro Montanelli, Luciano Lama. Vi insegnarono Giovanni Spadolini, Giovanni Sartori, «e un giovane Mario Draghi vi ebbe la sua prima cattedra, tra qualche settimana riceverà ad Aquisgrana il premio Carlo Magno». Ed Ezio Tarantelli. «Ucciso dalle Brigate Rosse per il suo impegno nell’accordo tra governo e sindacati per modificare la …

FIRENZE – Alla fine cita Tocqueville. No alla tirannide cesarista. «Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione», esorta con solennità, al termine della sua lectio doctoralis. Il riferimento è ai troppi autocrati che hanno preso il sopravvento. Nella grande sala del Teatro del Maggio musicale fiorentino tutti si alzano in piedi. Standing ovation. Tocqueville ci parla.

Ieri a Firenze il presidente ha ricevuto la laurea honoris causa in politica, istituzioni e mercato da parte dell’Università, nell’ambito delle celebrazioni del 150esimo anniversario della Scuola di scienze politiche Cesare Alfieri. Qui studiarono Sandro Pertini, Indro Montanelli, Luciano Lama. Vi insegnarono Giovanni Spadolini, Giovanni Sartori, «e un giovane Mario Draghi vi ebbe la sua prima cattedra, tra qualche settimana riceverà ad Aquisgrana il premio Carlo Magno». Ed Ezio Tarantelli. «Ucciso dalle Brigate Rosse per il suo impegno nell’accordo tra governo e sindacati per modificare la scala mobile».

Mattarella con tocco e mantella lancia l’ennesimo allarme sui nostri valori minacciati. Perché di questo si tratta. Ricorda una prefazione di Silvano Tosi, docente dell’Alfieri, che nel 1957 concludeva la prefazione alla sua traduzione della Democrazia in America di Tocqueville con queste parole, «tuttora attuali e motivo di riflessione: “Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la più inquietante per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista, cui la moderna scienza del dispotismo suggerisce quell’aspetto filantropico, quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio tutorio dell’individuo, che Tocqueville definì magistralmente, cogliendone l’intimo spirito, nel concludere che si tendeva a far perpetuare l’infanzia dell’uomo”». E, dopo una pausa di silenzio, Mattarella ha aggiunto: «Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione».

Le lauree honoris causa, ricorda la presidente del corso di laurea in Politica istituzioni e mercato, Maria Grazia Pazienza, nella sua laudatio sono concepite per premiare i percorsi di eccellenza di chi non ha completato gli studi universitari. Non è certo il caso di Mattarella. Laureato in legge alla Sapienza. Docente di diritto parlamentare a Palermo. Padre di una legge elettorale che oggi in molti rimpiangono. Mattarella nel 1983 faceva notare il rapporto squilibrato tra governo e Parlamento, col primo non abbastanza incisivo. Oggi è il contrario: il governo prevarica il Parlamento, ridotto spesso a passacarte, e con progetti di legge, cari alla destra, che ne svuotano ulteriormente le funzioni. Per di più oggi «c’è la pretesa», da parte di molti Cesari, «di agire al di fuori degli organismi sovranazionali». L’erosione del multilateralismo, e del diritto internazionale, che hanno assicurato la pace nel Dopoguerra, lo assilla da tempo. Principi di cui Trump ha fatto strame, come nella guerra all’Iran. E prima di lui Putin in Ucraina. Dice Mattarella: «Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la Seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati. La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi».

Elogia anche i partiti, «motore di rinascita democratica». Poi visita l’Istituto della Resistenza, presieduto da Vannino Chiti. Si emoziona dinanzi al Vassoio di Ventotene, realizzato da Ernesto Rossi durante il confino sull’isola. Quindi il ritorno a Roma, in treno.

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