Lo chiamavano “il capitano” o direttamente “il duce”. E per il giudice che ne ha ordinato l’arresto in carcere, Stefano Lupi – pugile accolto con tutti gli onori in Comune a dispetto delle note simpatie fasciste e della militanza in curva – è così pericoloso che solo una cella può evitare che continui a condizionare, coordinare e allargare il gruppo di accoliti della sua “Roseto Youth”, formazion…