Chiesti 26 anni per Chiara Petrolini. E parla in Aula per la prima volta: “Non sono un’assassina”
di Romina MarcecaLa procura di Parma ha chiesto la condanna di Chiara Petrolini a 26 anni di reclusione, ritenendo la 22enne responsabile di tutti i reati contestati: i due omicidi premeditati dei due figli neonati ed altrettante soppressioni di cadavere. Così ha deciso il procuratore Alfonso D'Avino, che ha condotto l'accusa insieme alla pm Francesca Arienti. Per la Procura Petrolini è meritevole delle attenuanti generiche, per la giovane età e l'immaturità descritta nella perizia psichiatrica, ma equivalenti alle aggravanti.
Le dichiarazioni spontanee in aula
La sua voce, per la prima volta dopo un anno e mezzo, risuona nell’aula della Corte d’assise di Parma. Parla Chiara Petrolini e lo fa stringendo un foglio in mano, davanti ai giudici. "Sono stata anche descritta come un'assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini", sono le sue prime parole con tono monocorde. Le dichiarazioni spontanee erano attese da mesi e arrivano …
La procura di Parma ha chiesto la condanna di Chiara Petrolini a 26 anni di reclusione, ritenendo la 22enne responsabile di tutti i reati contestati: i due omicidi premeditati dei due figli neonati ed altrettante soppressioni di cadavere. Così ha deciso il procuratore Alfonso D'Avino, che ha condotto l'accusa insieme alla pm Francesca Arienti. Per la Procura Petrolini è meritevole delle attenuanti generiche, per la giovane età e l'immaturità descritta nella perizia psichiatrica, ma equivalenti alle aggravanti.
Le dichiarazioni spontanee in aula
La sua voce, per la prima volta dopo un anno e mezzo, risuona nell’aula della Corte d’assise di Parma. Parla Chiara Petrolini e lo fa stringendo un foglio in mano, davanti ai giudici. "Sono stata anche descritta come un'assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini", sono le sue prime parole con tono monocorde. Le dichiarazioni spontanee erano attese da mesi e arrivano oggi, nel giorno in cui la procura presenterà la sua requisitoria, e dopo tre perizie psichiatriche sulla giovane imputata arrestata il 20 settembre 2024 e che si trova ai domiciliari con braccialetto elettronico.
Chiara Petrolini, 22 anni, è accusata dell'omicidio premeditato e la soppressione dei cadaveri dei suoi due figli neonati, partoriti a maggio 2023 e agosto 2024. L'imputata ha parlato per circa sette minuti: "Quei bambini erano parte di me, non gli avrei mai fatto del male, è una sofferenza che distrugge dentro. Molti qui fuori mi hanno descritto come una brava ragazza, con la famiglia, amici, un ragazzo, che lavorava e studiava, ma questa era solo apparenza. Dentro mi sentivo sola anche quando non lo ero davvero. Era uno spazio vuoto che nessuno riusciva a riempire. Un malessere che mi accompagnava in tutte le mie giornate, mi sentivo sbagliata e giudicata", è quanto ha detto, vicino il suo avvocato Nicola Tria e la psicologa che la segue da mesi. In aula anche i genitori.
Ha poi spiegato che non sapeva di essere incinta dei due figli, anche se le indagini dicono tutt’altro. "Ho sempre dichiarato che sapevo di essere incinta - ha detto ancora - ma perché mi sembrava l'unica spiegazione possibile. Non ho mai fatto un test di gravidanza, non sono mai stata sicura di esserlo. C'erano momenti in cui ci pensavo di più, come quando facevo la doccia e vedevo questa pancia di cui nessuno si accorgeva. Allora facevo le ricerche, ma non ho mai messo in atto niente, non so perché lo facevo, ero stanca e confusa”. Il processo è iniziato nel giugno del 2025. In aula sono stati sentiti sia il padre inconsapevole e ex fidanzato di Chiara, Samuel Granelli, sia le amiche e i consulenti.
Ha infine aggiunto: “Non pensavo di essere incinta, nella mia testa dicevo che era impossibile, altrimenti gli altri se ne sarebbero accorti. Per quello mettevo in atto comportamenti come fumare o bere. Non ho mai avuto una nausea, non ho mai preso farmaci per anticipare il parto, non sono mai stata preoccupata di partorire in aereo". Ma nelle dichiarazioni prima dell’arresto, e finite nell’ordinanza che Repubblica ha avuto in esclusiva, Chiara Petrolini diceva che aveva sepolto i bambini in giardino perché “è la prima cosa che mi è venuta in mente”.
La ricostruzione di Chiara
Nelle sue dichiarazioni, la Petrolini ha anche ricostruito i due parti: “Ho sentito mal di schiena e mal di pancia e, poco dopo, ho sentito di dover spingere, allora mi sono alzata dal letto e poco dopo mi sono ritrovata questo bimbo tra le mani. Mi sono accorta che non respirava e allora ho fatto la cosa che, per me, era in quel momento giusto fare, seppellirlo". Chiara Petrolini ha spiegato di aver avvertito il bisogno di spingere di nuovo per espellere la placenta che, fino a quel momento, ha dichiarato di non sapere che cosa fosse.
"Penso di non aver mai compreso cosa è successo e cosa mi è successo e inizio a comprenderlo solo ora - ha proseguito la giovane -. Oggi penso che il fatto di non averlo capito allora può spiegarmi perché è successo di nuovo. La seconda volta è successo dopo qualche mese, si è ripetuto nello stesso modo: la serata che ho partorito non pensavo di stare partorendo, infatti quella sera sono uscita e se avessi programmato tutto sarei stata a casa, perché sarebbe potuto succedere da un momento all'altro".
Il racconto del secondo parto
Quella sera la ragazza si trovava nella cantinetta della villa di Vignale di Traversetolo, frazione in provincia di Parma: “Quando sono tornata a casa, mi ricordo che sono andata a letto e ho iniziato a sentire il mal di pancia. In quel momento ho pensato che mi stesse venendo il ciclo, per questo non ci ho dato importanza. Mi sono alzata e ho sentito di dover spingere e mi sono trovata tra le mani questa creatura, da sola, e la prima cosa che ho pensato di fare è stata quella di tagliare il cordone, e così ho fatto. Dopo non mi ricordo bene quello che è successo, so che mi sono appoggiata al letto e ho appoggiato anche il bambino, poi credo di essere svenuta, perché non mi ricordo più niente. Quando mi sono svegliata, ho visto che il bambino non respirava più e la prima cosa che mi è venuta in mente da fare era seppellirlo, e così ho fatto. Non ho pensato che seppellito lì c'era anche l'altro bambino, in quel momento non mi è venuto in mente".
Proprio dopo la seconda gravidanza e il secondo parto, il 9 agosto 2024, Chiara Petrolini partì per una vacanza negli Usa con la famiglia. Nel giardino di casa aveva seppellito da 48 ore il suo secondo bambino. Accanto a quello che rimaneva del primo figlio, nato il 12 maggio 2023. A scoprire il cadavere fu il cane di famiglia. Da quel momento iniziò un’indagine che in poche ore svelò il volto della madre assassina.
La pm: “Da Chiara scelta consapevole e deliberata”
La pm Francesca Arienti, durante la requisitoria, ha definito i due piccoli "due bambini reali", che non esistono solo sulla carta, chiarendo il motivo per il quale avrebbe mostrato l'immagine di Angelo Federico (il secondo figlio partorito, ma il primo a essere ritrovato nel giardino della casa familiare). Del secondo corpo ritrovato, partorito un anno prima, Domenico Matteo, sono state trovate solo le ossa.
Da parte di Chiara Petrolini "c'è stata una scelta consapevole e deliberata di nascondere la gravidanza, di mantenere uno stile di vita incompatibile con una sana crescita intrauterina del feto, con fumo di sigarette, assunzione di bevande alcoliche e a travaglio avviato, con rottura delle acque, di bevande superalcoliche e marijuana". Lo ha detto la pm Francesca Arienti, nella sua requisitoria a Parma per sostenere la responsabilità della 22enne, accusata di omicidio volontario premeditato, parlando della morte del neonato partorito e sepolto ad agosto 2024. Evento "previsto e voluto" dalla giovane imputata.
"C'è stata poi la volontà di non sottoporsi ad accertamenti medici e di farlo anche in presenza dell'avvio del travaglio. Di aver omesso ogni doveroso accertamento gineocologico e ostetrico, di essersi privata di qualsiasi assistenza, nel tentativo di accelerare l'avvio del travaglio per una vacanza negli Usa", ha aggiunto. "Non abbiamo la telecamere che ci mostrano che si schiacciava la pancia", "ma abbiamo l'elemento certo che Chiara lo ha cercato nel suo telefono: come partorire prima, schiacciarsi la pancia" e altre ricerche simili. "Le ricerche ci sono, esistono, non si possono ritenere fatte a caso", ha ribadito. Sempre rispetto alle ricerche sul cellulare, "non ne abbiamo mai trovata una in positivo, per il benessere di questo bambino. Sempre ricerche di morte".