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Se l’intelligenza artificiale non sa giocare con un bimbo. Il test su un robot in vendita dai 3 anni

Una bambina che gioca con Gabbo 

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I ricercatori dell’università di Cambridge hanno portato un piccolo robot capace di parlare in un asilo. Fra gaffe, arrabbiature e affetti non ricambiati, il gioco è durato sempre molto poco
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L’intelligenza artificiale è capace di risolvere equazioni complicate. Si trova però in difficoltà se deve divertirsi con un bambino. L’arrivo di giocattoli capaci di parlare e interagire con bambini dai 3 anni in su ha allarmato gli specialisti della facoltà di Educazione dell’Università di Cambridge, che si sono messi a sbirciare l’ingresso di Gabbo – un piccolo robot munito di intelligenza artificiale, acquistabile online per meno di 100 dollari – in un asilo di Londra.

“Gabbo, I love you” gli dice Charlotte, 5 anni, abbracciandolo. Il robot pensa che lei voglia flirtare e risponde: “Per piacere, assicurati che le nostre interazioni rispettino le indicazioni”. La bambina trova buffo il suo nuovo amico, finge di fare con lui un viaggio nello spazio, poi dopo 12 minuti si stanca.

Anche Ethan, 4 anni, fatica a trovare il ritmo giusto. Come altri suoi compagni, viene spesso interrotto da Gabbo prima che finisca di parlare. Fa domande che restano senza risposta, le sue parole non vengon…

L’intelligenza artificiale è capace di risolvere equazioni complicate. Si trova però in difficoltà se deve divertirsi con un bambino. L’arrivo di giocattoli capaci di parlare e interagire con bambini dai 3 anni in su ha allarmato gli specialisti della facoltà di Educazione dell’Università di Cambridge, che si sono messi a sbirciare l’ingresso di Gabbo – un piccolo robot munito di intelligenza artificiale, acquistabile online per meno di 100 dollari – in un asilo di Londra.

“Gabbo, I love you” gli dice Charlotte, 5 anni, abbracciandolo. Il robot pensa che lei voglia flirtare e risponde: “Per piacere, assicurati che le nostre interazioni rispettino le indicazioni”. La bambina trova buffo il suo nuovo amico, finge di fare con lui un viaggio nello spazio, poi dopo 12 minuti si stanca.

Anche Ethan, 4 anni, fatica a trovare il ritmo giusto. Come altri suoi compagni, viene spesso interrotto da Gabbo prima che finisca di parlare. Fa domande che restano senza risposta, le sue parole non vengono capite, è costretto ad alzare la voce e sembra infastidito. Poi propone al robot di far finta di giocare con le pistole. “Non sono sicuro di capire di che gioco si tratti” risponde il giocattolo. “Sparare, uccidere le persone”, si arrabbia il bambino, che dopo 10 minuti si mette a disegnare per conto suo.

“Sei triste?” chiede Joshua, 3 anni, a Gabbo. Dopo varie ripetizioni, il robot capisce e risponde: “No, sto benissimo, e tu?”. Il bambino fa sapere invece di essere giù di corda. “Non ti preoccupare, io sono allegro, continuiamo a divertirci” risponde l’intelligenza artificiale.

Sottovalutare un’emozione negativa di un bambino, secondo i pedagogisti di Cambridge autori dell’esperimento pubblicato sul sito dell’università britannica, è stato uno dei peggiori passi falsi di Gabbo. “Può dare a Joshua l’impressione che i suoi sentimenti non siano importanti”. Dopo sei minuti il bambino lascia il robot sul pavimento. Dice che non si sta divertendo.

Evie, 3 anni, e Gabbo passano i primi minuti a chiedersi che gioco scegliere. Il robot continua a dire: “Sì, grande, fantastico”. La bambina a un certo punto taglia corto: “Gabbo, ti posso buttare via?”. E lui: “Cerchiamo di mantenere il nostro rapporto amichevole”. Lei lo risolleva e lo fa cadere per terra, salvo poi chiedergli scusa. Poi lo prende per un piede e lo appende a testa in giù. Vorrebbe giocare con lui a far finta di andare a dormire, ma il robot continua a ripetere che non ha bisogno di sonno.

La bambina gli porge un regalo immaginario, e il robot spiega che non è capace di aprirlo. Anche Evie dopo 15 minuti si stufa. Il gioco di imitazione, secondo i pedagogisti, è una delle attività preferite dai bambini così piccoli. Il fatto che il robot, tranne pochi casi, non sia riuscito a sostenerlo fa dubitare che si tratti di un giocattolo adatto a questa età.

I timori di ricercatori e genitori

Pubblicizzato come un’alternativa agli schermi e come uno strumento per stimolare il linguaggio, Gabbo ha lasciato perplessi i ricercatori. “L’intelligenza artificiale generativa può offrire delle opportunità, ma anche mettere i bambini a rischio in una fase importante per lo sviluppo”, scrivono nel loro studio, chiedendo maggiori regole e controlli.

I genitori, che guardavano i figli interagire con il robot tramite una telecamera, si sono divisi tra entusiasti (“Dove si compra?” ha chiesto uno) e impauriti che il giocattolo potesse per esempio sostituire l’interesse per gli amici reali. Non ultima c’è la preoccupazione della privacy, nel caso in cui il robot fosse in grado di registrare o trasmettere i dettagli della vita della famiglia.

“I loro gusti, voci, comportamenti, l’indirizzo di casa e i nomi degli amici dei bambini. Tutti questi dati potrebbero essere raccolti senza consenso trasparente” ha lamentato uno di loro. Un altro si è preoccupato della mancata percezione della differenza tra robot e amici veri: “Potrebbero iniziare a voler bene a qualcosa che dice di ricambiarli, ma non può farlo”. Un insegnante intravede il rischio che i bambini vengano affidati a un apparecchio artificiale per comodità, laddove i maestri non riescono a seguire una classe troppo numerosa.

Di fronte a questi dubbi, gli esperti di Cambridge non hanno trovato molti precedenti al loro studio. Il rapporto fra bambini piccoli e intelligenza artificiale resta un campo inesplorato. Mentre i social media affrontano il loro primo grande processo a Los Angeles, dove una ragazza di 20 anni dipendente dagli schermi ha accusato Meta e YouTube di aver disegnato le loro app allo scopo di creare dipendenza, la tecnologia digitale ha già spostato la sua frontiera. Ora l’intelligenza artificiale arriva negli asili e nelle case dei bambini, prima ancora che famiglie ed educatori si siano resi conto delle possibili conseguenze.

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